Orlandino Greco in bilico tra il carcere e il Consiglio regionale, si attende il verdetto del Riesame

L’ex sindaco di Castrolibero, oggi consigliere regionale, è accusato di corruzione elettorale e voto di scambio.

 

CATANZARO – E’ ormai questione di giorni. Il Tribunale della Libertà deciderà entro le prossime due settimane se procedere all’arresto del consigliere regionale dell’Italia del Meridione Orlandino Greco o meno. L’ex sindaco di Castrolibero che ora siede tra i banchi della Regione Calabria è accusato dalla Direzione distrettuale Antimafia di Catanzaro di corruzione elettorale e voto di scambio politico – mafioso. Insieme a lui risulta essere indagato anche il consigliere della Provincia di Cosenza Aldo Figliuzzi. Per entrambi, unitamente a cinque presunti esponenti del clan Rango – Zingari (tra cui Mario Esposito), il pm dell’antimafia Pierpaolo Bruni ha richiesto l’arresto. L’applicazione della misura cautelare è stata rifiutata dal gip Assunta Maiore il 9 Dicembre scorso. Una decisione che è stata impugnata dal procuratore Nicola Gratteri e dal sostituto Camillo Falvo. Quest’ultimo oggi a Catanzaro nel corso dell’udienza ha ribadito la necessità della  restrizione della libertà per gli indagati, chiedendo la reclusione in carcere per Orlandino Greco. Il Tribunale del Riesame che oggi si sarebbe dovuto esprimere in merito si è riservato di decidere nei prossimi giorni.

 

Come ormai noto, il quadro probatorio a carico dei due politici è costituito soprattutto dalle dichiarazioni di sei collaboratori di giustizia: Roberto Calabrese Violetta, Adolfo Foggetti, Ernesto Foggetti, Marco Massaro, Daniele Lamanna ed Edyta Kopaczynska. Tra le accuse formulate dall’Antimafia appare un episodio che la moglie di Michele Bruni, all’epoca reggente dell’ormai estinta cosca dei Bella – Bella, pare abbia ricostruito con dovizia di dettagli. Si tratta di 20mila euro consegnati al boss da Orlandino Greco attraverso l’intercessione di Figliuzzi per ottenere l’appoggio dei suoi sodali in campagna elettorale. Tre le tornate finite nell’occhio della magistratura, tutte quelle che nell’ultimo decennio hanno visto affermarsi al Comune di Castrolibero la famiglia Greco, Orlandino sindaco e Figliuzzi vicesindaco nel 2003, poi la riconferma nel 2008 e l’ascesa alla poltrona di sindaco lasciata in eredità al cugino Giovanni Greco nel 2013. Nella dinamica corruttiva per la dda rientrerebbe anche il baratto di voti in cambio di posti di lavoro all’interno di una cooperativa operante sempre nel Comune di Castrolibero. I legali difensori di Greco, dal canto loro, tentano di dimostrare l’inattendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

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