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Il ‘mostro di ferro’ spaventa tutti, al via raccolta firme

MONTALTO UFFUGO – L’elettrodotto di Montalto sito tra le frazioni di Pianette e Lucchetta continua ad allarmare la comunitĂ  dei residenti.

La presenza dei tralicci da quanto emerso dalla perizia redatta dai consulenti della Procura della Repubblica di Cosenza pare evidenziare gravi rischi per la salute umana legata alla diretta esposizione ai campi elettromagnetici di quello che è stato ormai battezzato il ‘mostro di ferro’. Il Comitato Insieme per la Salute di Montalto ha così avviato una raccolta firme al fine di presentare una petizione che consenta l’interramento dei cavi scongiurando danni alla salute pubblica. Nicola Gioiello in veste di componente del comitato spiega l’importanza di tale iniziativa:

 

IL SEQUESTRO – “E’ stato richiesto a fine 2012 dal procuratore Granieri e il pm Donato al gip il sequestro preventivo dell’impianto. Il giudice però ha rigettato tutto non ritenendo opportuno sequestrarlo per il semplice motivo che tutte le prove prodotte sono state fornite da tecnici che studiano gli effetti delle onde elettromagnetiche, quindi formalmente si tratterebbe di supposizioni scientifiche e non di prove fondate“.

 

LA PERIZIA – “I rilievi dei periti hanno evidenziato che, come negli altri elettrodotti, anche a Montalto le onde elettromagnetiche emesse dall’impianto nuociono alle persone che abitano in un certo raggio di distanza dalla struttura causando malattie. Purtroppo non siamo stati capiti. Il giudice forse non ha capito la gravitĂ  della situazione dicendo che su queste supposizioni non sussistono provew effettive della pericolositĂ  delle onde elettromagnetiche ed ha rigettato l’istanza di sequestro”.

 

L’INTERRAMENTO – “Chiederemo l’interramento attraverso una petizione. Secondo gli studi esistenti risolverebbe la problematica dell’inquinamento elettromagnetico e ci permetterebbe di restare nelle nostre case, altrimenti dovremmo cercare altri ripari perchè non possiamo continuare a vivere esposti a questa mole enorme di onde elettromagnetiche. Con l’interramento saremmo protetti dalle radiazioni. Si tratta di un metodo che non provoca alcun danno alla salute pubblica, certo risulta oneroso per i costi di costruzione, ma a noi poco importa. Quello che è importante è salvaguardare la nostra salute e quella dei nostri figli”.

 

LA RACCOLTA FIRME – “La campagna di raccolta firme è iniziata domenica scorsa. Può firmare chiunque, anche chi non risiede a Montalto. Il fine è quello di poter chiedere con maggior forza attraverso una petizione l’interramento per risolvere il problema. Non vogliamo togliere l’elettrodotto dalle nostre teste per spostarlo su quelle di altre famiglie, chiediamo solo l’interramento. Domenica saremo davanti la chiesa di Taverna di Montalto e un altro presidio sarĂ  allestito a Montalto centro”.

 

L’IMPIANTO – “L’elettrodotto è di proprietĂ  di Terna, rete elettrica nazionale cui amministratore delegato, Flavio Cattaneo, è stato iscritto nel registro degli indagati per reati ambientali. Un provvedimento seguito alle perizie della Procura di Cosenza in cui si è ritenuto che la Terna non avesse rispettato le distanze ed i requisiti previsti. Per l’azienda invece l’impanto è impeccabile, tutto a norma. In realtĂ  non è cosĂŹ. Le distanze non sono affatto rispettate. Il progetto dell’impianto risale a dieci anni prima della sua costruzione dieci anni in cui il territorio si è antropizzato, si è costruito, quindi le misurazioni iniziali non sono piĂš valide. I fili conduttori oggi infatti si trovano a meno di 50 metri di distanza dalle abitazioni, mentre per legge dovrebbero essere a minimo 50 metri di distanza. Non ci inventiamo niente è possibile verificare ad occhio nudo, lĂŹ è il ‘mostro’ e a fianco ci sono le case”.