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Studenti a Castrolibero: è caos tra il sovraffollamento e le esalazioni delle discariche

Piove all’interno della struttura costruita nel 2009 a pochi metri dalle discariche di Sant’Agostino e Andreotta.

 

CASTROLIBERO (CS) – “L’anno scolastico all’IIS Castrolibero è cominciato per nostra sfortuna, con diverse novità e sorprese. La nostra – denunciano in una nota gli studenti – è una scuola chiaramente in crescita, ma da quest’anno la situazione è stravolta dato l’alto numero di nuovi iscritti che sono arrivati (ben 300 in più rispetto all’anno scorso). All’interno della scuola è infatti palpapibile il sovraffollamento, che si nota subito guardando il numero di classi, ben 47: una questione di vanto sicuramente. Dall’altro lato però tutto ciò sta comportando gravi disagi proprio a noi studenti. Le classi, infatti, sono state allestite in alcuni laboratori ed altre aule della scuola, alcune di queste decisamente inadatte a contenere un numero elevato di alunni, altre invece che, nonostante la giovane età della scuola (la struttura è stata completata nel 2009) presentano già delle carenze: da citare ad esempio un’aula all’interno della quale piove, causa un’infiltrazione che è ben visibile dalla grande macchia d’umidità sul soffitto dell’aula i cui alunni sono stati trasferiti in via definitiva in un laboratorio del liceo.

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A questo punto ci chiediamo con quale criterio sono stati progettati i solai da cui penetra l’acqua, perché è inaccettabile che dopo pochi anni dalla sua costruzione questo istituto abbia già delle carenze, le quali rendono difficile il regolare svolgimento delle lezioni. Un’altra problematica invece riguarda i trasporti, infatti gran parte degli studenti proviene da diversi comuni limitrofi e che in quanto tali sono costretti ad usare pullman di diverse linee. Proprio per questo denunciamo l’incredibile sovraffollamento sui pullman che somigliano tanto a dei pollai. La situazione è già da anni problematica, ma ormai è diventata veramente incontrollabile: i ragazzi che viaggiano da Montalto Uffugo, da Rende, da Marano Marchesato e da Cosenza, che usufruiscono dei pullman delle ditte Consorzio Autolinee e Amaco, viaggiano infatti in condizioni indicibili, ammassati uno accanto all’altro, in soli cinque pullman messi a loro disposizione che non riescono a soddisfare il gran numero di studenti pendolari. L’Istituto ha fatto presente la situazione alla ditta privata (Consorzio autolinee), che ha risposto dicendo che essa metterà a disposizione una corsa in più solo quando avrà tra le mani un numero soddisfacente di abbonamenti, tali da riempire i due pullman. Esclusivamente in quel caso, la corsa in più verrà resa disponibile.

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Evidentemente però questa non prende in considerazione il fatto che molti studenti viaggino utilizzando biglietti, e non abbonamenti, il cui costo spesso elevato non li rende accessibili a tutte le famiglie. È bene ricordare che il prezzo degli abbonamenti, insieme a quello dei biglietti, è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni e questo ha reso inaccessibile a molti studenti la possibilità di usufruire degli autobus che collegano i paesi dell’hinterland all’istituto. Insomma, non ci viene data scelta: o si paga, o si viaggia ammassati come sardine. Questo certo, quando alcuni di noi non vengono costretti a scendere da un pullman, nonostante mostrino il biglietto, sia all’andata che al ritorno. Ultima, ma non per importanza, è la notizia di poco tempo fa rilasciata da parte della Regione Calabria, la quale ha lasciato intendere di voler potenziare, nell’area vicina al centro abitato e alla scuola, la mega discarica che riceverà i rifiuti da gran parte della regione. Tutto questo è inaccettabile, la voce degli studenti non viene ascoltata e oltre ai danni per quanto riguarda l’edilizia (di cui è complice anche la provincia che ha costruito l’intero edificio), si accavallano anche i problemi che riguardano i trasporti e la discarica, che sorge a poche centinaia di metri dalla nostra scuola. Da una parte le aziende private e dall’altra la regione, che non pensano minimamente ad ascoltare le nostre richieste”.

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