ASCOLTA RLB LIVE
Search
La-Provincia-3

Il balletto de “La Provincia di Cosenza”, 4 giornalisti ‘buttati fuori’ chiedono l’intervento della Polizia

Un eterno balletto per la testata d’informazione “La Provincia di Cosenza” che, in meno di un anno di attività ha cambiato ben quattro direttori, due società editrici che lo hanno portato in edicola e due stabilimenti tipografici che lo hanno stampato da novembre ad oggi.

COSENZA – Una gestione a dir poco altalenante che ha raggiunto il ‘top’ il primo di agosto scorso. Quattro redattori sono stati bloccati mentre tentavano di recarsi nella nuova redazione di Corso Mazzini, 92, già sede del giornale al suo debutto in edicola. Ai lavoratori pare non sia stato addirittura comunicato il cambio della stessa redazione che, fino alla sera precedente coincideva con i locali della concessionaria di pubblicità Pubbliora sas con sede in via Martiri di Melissa, 5 a Castrolibero. Ad intervenire in questa situazione addirittura la Polizia alla quale i 4 giornalisti si sono rivolti presentando regolare denuncia, ovvero Francesco Viola (redattore dal 10 gennaio fino al 3 aprile scorso, quando ha preso la direzione del giornale fino al 24 luglio per poi tornare a fare il redattore dal 25 luglio), Ilaria Nocito (redattore dal 16 febbraio), Enrico Miceli (redattore dal 3 aprile) e Bruno Greco (redattore dal novembre 2014 e che svolgeva anche mansioni di grafico di redazione).

Senza comunicare nulla inoltre, dallo stesso giorno ovvero il 1° di agosto, lo stesso quotidiano ha anche cambiato nome: da “La Provincia di Cosenza” a “La nuova Provincia di Cosenza” con la stessa gerenza: la società editrice è la iG Editori srl, con sede legale a Cariati in via Magenta 34, appartenente alla famiglia Greco, nota per i suoi prodotti vinicoli e oleari, per l’impero sanitario messo in piedi sul territorio cosentino. La famiglia Greco infatti ha rilevato in poco tempo diverse cliniche private. E’ rimasta uguale anche la concessionaria di pubblicità Pubbliora riconducibile a Ivan Greco (non legato da parentela al gruppo Greco), che insieme alla moglie Simona Gallo ha editato il giornale, con la società Essegi editoriale srl, finché non è subentrato il gruppo dei Greco di Cariati. Direttore, dal 26 luglio, è Tommaso Caporale.

Ad accompagnare nella sede del giornale i quattro giornalisti c’era Francesco Cangemi del Dipartimento Sindacale del Sindacato Giornalisti della Calabria, che, giovedì scorso, assieme al segretario regionale Carlo Parisi, componente della Giunta Esecutiva Fnsi, ed alla componente della Giunta Esecutiva Sgc, Raffaella Salamina, aveva incontrato Viola, Nocito, Miceli e Greco, esasperati da settimane di trattative in attesa di ottenere un regolare contratto giornalistico Fieg-Fnsi.

Al Sindacato dei giornalisti i quattro avevano spiegato le loro condizioni di lavoro e il vero e proprio “balletto” intorno alla loro regolarizzazione contrattuale che, ad oggi, li ha portati a non avere alcun tipo di contratto pur svolgendo attività di redazione e, nel caso di Viola, anche di direzione. Dal canto suo, il segretario del Sindacato dei giornalisti si era impegnato ad avanzare formale richiesta d’incontro all’editore per trovare una soluzione contrattualmente dignitosa per i giornalisti e vantaggiosa per l’azienda che, regolarizzando le posizioni, avrebbe soltanto da guadagnare in termini di affiatamento e produttività della redazione e di rispetto delle leggi sul lavoro.

Giunti, sabato mattina, nella sede di Castrolibero, Viola, Nocito, Miceli e Greco hanno, però, trovato la redazione completamente smantellata. Simona Gallo, moglie di Ivan Greco (assente all’incontro), li ha informati che la redazione era stata trasferita al numero 92 di Corso Mazzini. E così i giornalisti nel pomeriggio, si sono recati nella nuova sede del giornale per riprendere regolarmente servizio ma ecco l’ennesima sorpresa. Sono rimasti fuori e senza spiegazioni. Per questo motivo hanno chiamato la polizia che giunta sul posto ha raccolto prima le testimonianze dei giornalisti e del rappresentante sindacale e poi, entrati in redazione, quelle dei presenti.

La-Provincia-2

“Quanto accaduto ci ha profondamente amareggiato – spiegano Francesco Viola, Ilaria Nocito, Enrico Miceli e Bruno Greco –. Abbiamo sempre svolto il nostro lavoro di direttore, di redattori e grafici con passione e dedizione, nonostante fossimo costretti a lavorare senza contratto e avessimo più volte chiesto, anche tramite lettera formale, una regolarizzazione adeguata alle nostre mansioni. Dal 10 maggio scorso, giorno in cui la iG Editori ha rilevato il giornale ‘La Provincia di Cosenza’, abbiamo atteso una contrattualizzazione di tipo giornalistico che non è mai arrivata, nonostante i continui incontri con gli editori. Senza contare che, dopo due mesi di vana attesa dello stipendio, siamo stati costretti ad accettare, direttore compreso, un pagamento parziale e del tutto inadeguato. Per la mensilità di luglio, invece, non abbiamo percepito alcuna retribuzione”.

“Una brutta storia – ha commentato invece Carlo Parisi – che ci si augura induca seriamente a riflettere il nuovo editore della Provincia di Cosenza. Il mondo dell’editoria, già gravemente penalizzato dalla crisi, non ha certo bisogno di inutili contenziosi per il riconoscimento di diritti lapalissiani. Il giornale è una cosa seria ed i giornalisti non sono giocattoli da buttare quando non servono o non piacciono più. Vogliamo ritenere – sottolinea il segretario del Sindacato dei giornalisti – che il fattaccio sia da ricondurre ad una scarsa conoscenza del mondo editoriale. E vogliamo credere che la famiglia Greco si sia già ravveduta. Quattro oneste persone che hanno dato il cuore e l’anima per far uscire il giornale non possono essere messe brutalmente alla porta. Noi siamo accanto a loro. Confidiamo che l’Azienda torni sui propri passi. Se crede veramente nel valore dell’informazione e nel rispetto delle persone”. “Questo triste epilogo – conclude Carlo Parisi – deve, inoltre, fare seriamente riflettere quanti – in casi come questo – vengono tentati a rimpiazzare, a vario titolo, i colleghi licenziati, prestandosi ad operazioni di sciacallaggio che saranno, naturalmente, denunciate agli organismi competenti”.