Sansonetti fonda "Il Dubbio" ma i suoi ex lo accusano "la terza classe del Garantista calabrese" - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Calabria

Sansonetti fonda “Il Dubbio” ma i suoi ex lo accusano “la terza classe del Garantista calabrese”

Avatar

Pubblicato

il

il dubbio sansonetti

I ‘tanti’ giornali di Sansonetti, l’opinionista nelle trasmissioni televisive blasonate che torna alla ribalta con un nuovo prodotto d’informazione scatenando l’ira di ex colleghi e giornalisti.

 

COSENZA – Piero Sansonetti, che passeggiava per la città di Cosenza in bicicletta e che ora ritroviamo spesso in televisione, nel ruolo di giornalista, direttore, opinionista… torna alla ribalta e fonda un nuovo giornale, tutto suo, “Il Dubbio”, e stavolta ad aiutarlo ci sono gli avvocati. Il Consiglio Nazionale Forense infatti, che rappresenta istituzionalmente l’avvocatura italiana, sarà editore del nuovo percorso dell’ex vicedirettore de L’Unità. Ma ecco che monta la polemica.

Non è bastato infatti a Sansonetti, l’affossamento de “Il Garantista“, quotidiano fondato nel 2014 e già distrutto, con diversi strascichi… proprio di natura legale. “Il Garantista” infatti, presentato in pompa magna, dopo poco tempo diventò il giornale di scioperi e proteste; questo perché i giornalisti non venivano pagati con arretrati cospicui, di ben dodici mensilità in alcuni casi.

Debiti che avevano superato anche i fondi pubblici ricevuti, ovvero 630mila euro andati per la maggior parte al ‘noto’ stampatore De Rose in quanto creditore di “Calabria Ora”. E così qualche giorno fa, sull’account Facebook ufficiale del Garantista, è comparso un post dai toni durissimi, non firmato, a nome degli ex “Calabria Ora”.

sansonetti piero 01

Il post su Fb: la Terza classe del Garantista calabrese

“Vorrei essere una persona migliore, di quelle col karma immacolato, zen nello spirito, pacata nei modi. Convinta sostenitrice del “lascia andare e non pensarci più”. Magari lo diventerò. Col tempo. Con quel tempo necessario a mettere le distanze che arrugginiscono la rabbia. Oggi no. Per la parsimonia della rabbia c’è tempo.
Dunque oggi si festeggia il “Dubbio”, un giornale nuovo, nato sulle ceneri del Garantista che fu battezzato, nel giugno del 2014, dal direttore Piero Sansonetti col medesimo pathos.
Mesi a seguire, quando in redazione non si accettava l’idea che le cose stessero andando piuttosto male, ricordavamo un aneddoto legato proprio alla presentazione del Garantista. Fu una sorta di gaffe, ma premonitiva: il capo-cordata reggino, Cuzzocrea, forse emozionato disse col microfono in mano alla platea di lettori e politici: «Tocca a me l’ingrato compito di presentare questo giornale…». Quell’ “ingrato compito” suonò da subito come un presagio funesto.

Andrea-Cuzzocrea-e-Piero-Sansonetti

Dicevamo del giornale nato sulle ceneri dell’altro. Come se poi un giornale possa finire in cenere! Al massimo finisce al mercato del pesce o come fondo del cestino dell’organico, inumidito e puzzolente. Comunque. Oggi si festeggia questo nuovo giornale composto da un team familiare ed estraneo. Composto di nomi e cognomi senza volto, evocati di tanto in tanto durante riunioni sindacali, e rimasti fantasmi che firmavano sul fu dorso nazionale mantenendo la grande distanza con noialtri, gli amanuensi calabresi, trattati come i nipoti stupidi, quasi i bambini a cui era riservato il tavolo con le patatine fritte mentre gli adulti mangiavano astice.
Le firme di alto lignaggio erano le loro. Loro andavano in televisione e il fruttivendolo sotto casa mia mandava sempre a salutare il direttore non certo il mio vicino di banco. Non nascondo che qualche “Vita in diretta”, col direttore ospite, ce la siamo guardata in streaming solo per vedere se, per caso, accennasse al problema della disoccupazione giovanile, della “piaga” dei lavori non retribuiti, dell’importanza di rivendicare i propri diritti sindacali.

Questo perché la rabbia va coltivata per bene. Per noi, la fanteria calabrese di un’avventura contrattualmente da sogno, i colleghi “romani” erano quelli che immaginavamo accomodati nella loro redazione che affacciava su piazza di Spagna, a consumare l’aperitivo delle otto a San Lorenzo, (perché loro chiudevano le saracinesche ore e ore prima e ce ne accorgevamo quando la loro prima pagina veniva postata con entusiasmo su Fb intorno alle otto e un quarto di sera mentre in Calabria si era ancora nel pieno del delirio) quando noi, affogati di caldo e ansia da Reggio a Cosenza, consumavamo mezzanotti e briciole di ferie, spegnendo aspettative sul futuro man mano che i conti correnti arrossivano. «Per tutti è così», soffiavano dalla Capitale, continuando a smontare alle otto di sera e incrociando le braccia per sempre sei mesi prima della chiusura mentre noi di Calabria, sempre più pazzi, lavoravamo quasi il doppio per mantenere le copie e i nostri possibili stipendi.

 

«Salvare gli arretrati» era il mantra

“Per tutti noi, soldati di “Calabria Ora” (come per le piazze affezionate quel nome restò tale anche dopo il cambio in “L’Ora della Calabria”) – che ancora attendiamo che un giudice ci dica quando il nostro ex editore ci pagherà i trattamenti di fine rapporto -, abituati a sgobbare come ciuchi, il lavoro in redazione era e resterà un dovere morale a costo zero, uno stupido insistere, una caparbia ricerca di un benessere suggellato solo da un monitor di notizie scritto di sana pianta.
Oggi, dicevo, si festeggia la festa di qualcun altro. Sul barcone assolato – che fu location scelta per la presentazione del Garantista – non siamo stati invitati, sulla scialuppa non c’è posto per tutti. La nave affonda, il capitano Piero si salva e la terza classe affonda. Perché la terza classe, quella degli irlandesi che sviolinavano reels bevendo boccali di birra scura, siamo stati noi a Sud di tutto, a Sud di decisioni, a Sud di pratiche da andare a buon fine, a Sud del mondo rispetto al centro che sapeva sempre che fare e come farlo, che ufficiale giudiziario chiamare e che procedura usare.
Invischiati e avvitati in discussioni infinite su cosa scrivere e come farlo ci siamo persi. Ci siamo impoveriti, rimbambiti, riempiti di parole e conteggi. Abbiamo debolmente tentato di riemergere dalle nostre preziose pagine confidando nella buona sorte che ci ha sputato in faccia resti di tabacco marcio.
Intanto sono andati via due anni. Nelle nostre tasche è rimasto più niente dei buchi. Dispersi dai veleni delle lotte inutili, cercando di risollevarci da una sconfitta mentre i più scaltri gettano le vangate dei loro: «Dovevate aspettarvelo», osserviamo oggi, come spettatori non paganti, altri che brindano e non alla nostra salute.
Il 24 dicembre s’è capito che non sarebbe apparso nessun fantasma del Natale futuro a salvarci e redimerci. I nostri soldi, la macchina da cambiare, l’anticipo per il viaggio, le rate del mutuo, la favoleggiata serata al ristorante tutti insieme, erano andati. E, cause e avvocati a parte, istanze di fallimento, richieste e preghiere sono e saranno solo “lacrime nella pioggia”. Romantici sbadigli.
Vorrei che i cyborg di Ridley Scott prendessero il mondo. Che Terminator tornasse dal futuro per armare la rabbia e puntare bene. Vorrei che Romero scrivesse una storia in cui gli zombie prendano posto davanti ai monitor distruggendo speculatori e mentitori. Ma oggi festeggiamo il “Dubbio”. E qualcuno si chiede perché. Io sì”.

Ma lo slogan del nuovo quotidiano di Sansonetti fu più azzeccato: “Con il dubbio…. inizia l’informazione”

Calabria

Occhiuto: “Se vince il centrodestra chiederò il rigassificatore a Gioia Tauro”

“Non ci sono opere strategiche in Calabria previste dal Pnrr. Ho chiesto alle Ferrovie di accelerare sulla dotazione infrastrutturale”

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

CATANZARO – «Se il centrodestra dovesse vincere le elezioni chiederò al prossimo ministro competente di puntare sul rigassificatore che Sorgenia e Iren sono pronti a costruire, facendola diventare un’opera strategica per il Paese a maggior ragione dopo l’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina». Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a “Il Giornale”.

«Dentro l’area di Gioia Tauro, diventata una Zona economica speciale, realizzeremo anche una piastra del freddo per un grande polo dell’agroalimentare e raddoppieremo le capacità dell’attuale termovalorizzatore», sottolinea il governatore. «Non ci sono opere strategiche in Calabria previste dal Pnrr. Ho chiesto alle Ferrovie di accelerare sulla dotazione infrastrutturale. Sul tavolo ci sono 30 miliardi, ma sono interventi che non si faranno entro il 2026. Ma qui nel Mezzogiorno il paradigma dello sviluppo è cambiato. I Paesi del Mediterraneo cresceranno più di quelli dell’Europa, e la Calabria non vuole essere da meno».

Continua a leggere

Calabria

In fiamme cataste di rifiuti: ennesimo incendio nel campo rom di Scordovillo

Le colonne di fumo intenso hanno provocato enormi disagi per quanti abitano a ridosso del campo rom ed ai pazienti ricoverati nel presidio ospedaliero

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

LAMEZIA TERME – Un vasto incendio si è sviluppato alle prime luci dell’alba di ieri nel campo nomadi di contrada Scordovillo, di Lamezia Terme. Si tratta dell’ennesimo rogo in contrada Scordovillo che ha interessato cataste di rifiuti di vario genere (materiale plastico, gomme, carcasse di elettrodomestici, bottiglie di gpl) provocando colonne di fumo intenso con enormi disagi per quanti abitano a ridosso del campo rom ed ai pazienti ricoverati nel presidio ospedaliero Giovanni Paolo II.

L’incendio è stato domato grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco del comando di Catanzaro distaccamento di Lamezia Terme. Sul posto carabinieri per gli adempimenti di competenza. Non si registrano danni a persone.

Continua a leggere

Calabria

Ristorazione e sequestro di alimenti: i Nas chiudono 3 attività e denunciano 8 persone

I Nas hanno ispezionato complessivamente 70 attività del settore alimentare, rilevandone 22 irregolari pari al 31% degli obiettivi ispezionati

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

CATANZARO – Nel corso dell’attuale periodo estivo, i carabinieri del Nas di Catanzaro, nei territori delle provincie di Catanzaro e Vibo Valentia, hanno ispezionato complessivamente 70 attività del settore alimentare, rilevandone 22 irregolari (pari al 31% degli obiettivi ispezionati), che hanno portato alla contestazione di 10 sanzioni penali e 37 violazioni amministrative per oltre 20.000 mila euro. Complessivamente sono state deferite all’Autorità Giudiziaria 8 persone mentre 18 sono state segnalate alla Autorità Amministrativa.

In particolare in Squillace, Lamezia Terme e Nicotera Marina, presso un’attività di supermercato e tre di ristorazione, sono stati rinvenuti e sottratti alla vendita complessivamente oltre 150 kg di alimenti per varie irregolarità. Sono stati inoltre disposti 3 provvedimenti di chiusura di depositi annessi ad attività di vendita e preparazione di alimenti, poiché attivati in assenza di autorizzazioni e di requisiti igienico sanitarie e strutturali.

Continua a leggere

Di tendenza