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Questa sera, al Colosseo, prima via crucis di papa Francesco

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ROMA – E’ iniziata la settimana santa, la prima per il neo papa Francesco. Alle 17  avrà luogo la celebrazione liturgica della

Passione del Signore nella basilica di San Pietro, alle 21.15 la tradizionale Via Crucis al Colosseo. La celebrazione di oggi pomeriggio si svolge secondo lo schema classico della liturgia. L’omelia, in questa circostanza, non viene tenuta dal Papa, ma dal predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa.
Padre Lombardi ha risposto a diverse domande che si incentravano sulla liturgia. Il Papa non canta? “Abbiamo visto che non canta”, ha detto il gesuita, “credo abbia una certa afonia, legge bene ma non ha la voce di Giovanni Paolo II o la voce sonora di un attore: la forza dei suoi discorsi mi sembra legeta ad altri aspetti”. Padre Lombardi ha sottolineato, con una punta di humor, che un gesuita “nec rubricat, nec cantat”, ossia “nella fama del gesuita non c’è essere cultori del canto liturgico né essere esperti di rubriche liturgiche”. Il Papa non dà l’eucaristia? “Mi dicevano che a Buenos Aires a volte non dava la comunione, con l’idea che quando ci sono diaconi presenti sono loro a fare questo servizio senza concentrare tutto nel celebrante principale”. Ieri a Casal del Marmo, peraltro, “ha dato lui personalmente la comunione a tutti”.
La Via Crucis, questa sera, sarà trasmessa come sempre in mondovisione. Quest’anno, per decisione di Benedetto XVI ereditata da Bergoglio, i testi sono stati redatti da alcuni giovani libanesi, sotto la guida del Patricarca Bechara Boutros Rai, iniziativa collegata al viaggio del Papa Benedetto in Libano, che è avvenuto a settembre, e alla situazione del Medio Oriente, che – ha sottolineato Lombardi – “ci tiene così preoccupati e anche attenti alla preghiera. Quindi i testi di quest’anno riflettono molto sia la tradizione dei Padri e delle Liturgie orientali, sia la Esortazione ‘Ecclesia in Medio Oriente'”.
Lo schema della Via Crucis è quello tradizionale e classico, con XIV stazioni. Portano la Croce per la I e l’ultima Stazione il cardinale Vallini; per la II e la III, due famiglie, una famiglia italiana e una famiglia indiana; per la IV e la V sono gli operatori dell’Unitalsi, l’Associazione che segue i malati nei loro pellegrinaggi nelle varie occasioni, che accompagnano anche una persona disabile; per la VI e la VII Stazione sono due seminaristi cinesi; per la VIII e la IX sono due frati della Custodia di Terra Santa, che ci sono sempre per ricordare il collegamento con Gerusalemme e la Terra Santa; per la X e la XI Stazione, abbiamo due religiose nigeriane, per l’Africa, e due religiose del Libano, per continuare a sviluppare il contesto libanese mediorientale; nella XII e XIII Stazione ci sono due giovani del Brasile, in rapporto con la prossima Giornata mondiale della gioventù. Le torce ai lati della Croce sono portati da due giovani italiani della diocesi di Roma e da due libanesi.
Il Papa – ha detto padre Lombardi – va direttamente al terrazzo del Palatino, dove c’è un gazebo: come negli ultimi anni già avveniva con i Papi precedenti. Quindi non fa il percorso della Via Crucis: assiste e l’attende all’arrivo. Alla fine della Via Crucis ci saranno le parole del Papa. Lettori principali sono, come voce maschile, Orazio Coclite, giornalista della Radio Vaticana “che è uno storico lettore” – ha aggiunto padre Lombardi – e Lina Sastri, nota attrice italiana, per la voce femminile. Carolina Zaccarini presterà la voce per l’annuncio delle Stazioni ed altri avvisi. Le immagini del libretto della Via Crucis sono di un anonimo francescano di Betlemme del secolo XIX.
Il “triduo pasquale” iniziato ieri sera con la messa ‘in coena Domini’ al carcere minorile di Casal del Marmo, continua poi con la Veglia Pasquale, che inizia domani a San Pietro alle ore 20.30. Comincia, come è tradiziona,e con la Liturgia della Luce nell’atrio della Basilica e poi la processione, con il cero pasquale acceso, lungo la navata della Basilica, che dovrebbe essere oscura, con le candele che si accendono gradualmente, mentre procede la luce. “Purtroppo – ha notato padre Lombardi – ci sono anche sempre tutte le luci di quelli che fanno le fotografie e che non hanno ancora capito che non dovrebbero farlo, almeno quella volta durante l’anno…”. Poi le luci si accendono tutte quando il cero pasquale arriva all’Altare Maggiore, e lì c’è il famoso canto dell”Exultet'”.
Quest’anno – ha osservato padre Lombardi – “c’è una semplificazione delle Letture dell’Antico Testamento”, per volontà di Papa Francesco, quindi è probabile che la durata generale della celebrazione sia più breve delle tre ore degli anni precedenti. Un momento fondamentale di questa celebrazione – ha ricordato il portavoce vaticano – è poi la Liturgia dei Sacramenti e dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia.

Nella notte di Pasqua vi sono dei neofiti, cioè dei catecumeni preparati al Battesimo, che ricevono dal Papa il Battesimo durante la notte di Pasqua. Non solo ricevono il Battesimo, ma essendo adulti – nello stesso giorno – ricevono anche la Cresima e per la prima volta anche la Comunione: quindi sono tre Sacramenti che ricevono per la prima volta nella notte di Pasqua. Quest’anno i neofiti saranno quattro e sono un albanese di 30 anni; un italiano di 23; un russo di 30; e uno statunitense di origine vietnamita, di 17.
Padre Lombardi ha poi parlato della messa della mattina di Pasqua, il cui inizio è previsto alle ore 10.15; la durata, di circa un’ora e mezzo, dà il tempo al Papa di salire alla Loggia per fare poi alle 12.00 la Benedizione ‘Urbi et Orbi’.

Anche in questo caso la Liturgia è quella classica. All’inizio c’è il cosiddetto rito del ‘Resurrexit’, cioè l’annuncio della Resurrezione del Signore, aprendo un’icona che viene posta vicino all’altare. E’ un rito molto antico. All’inizio della Messa di Pasqua, il rito penitenziale viene in un certo modo sostituito dall’aspersione, quindi non c’è la recita del Confiteor: il Santo Padre asperge il popolo attingendo l’acqua dal fonte battesimale, che è vicino all’altare. Quanto al lunedì dell’Angelo, Francesco primo come da tradizione parlerà ai fedeli dallo studio del palazzo apostolico all’Angelus di mezzogiorno.

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