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Tappezzeria: ecco i servizi professionali più ricercati sul web

La tappezzeria è un’arte molto più antica di quanto non si potrebbe immaginare. Le prime tecniche di tappezzeria risalgono addirittura ai tempi degli Egizi

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Non mancano poi le citazioni letterarie, a partire da Omero e dai tessuti decorati realizzati da Penelope, la celebre moglie di Ulisse. La Bibbia stessa, all’interno dell’Esodo, fa riferimento diretto a dei tessuti decorati presenti all’interno del Tempio di Gerusalemme. Detto ciò, l’abitudine a realizzare stoffe decorate si diffuse innanzitutto in Francia, a partire dall’VIII secolo d.C. e, successivamente, nel resto d’Europa tra l’Xi e il XIII secolo d.C.

Non a caso la parola tappezzeria deriva proprio dal francese “tapisser”, che letteralmente significa “foderare”. A sua volta “tapisser” deriva dal latino “tapes”, che significa letteralmente “coperta da letto”. Oggi la tappezzeria comprende tante diverse tecniche di arte e di artigianato: può avere a che are con il rivestimento di pareti, di mobili, persino degli interni di automobili e veicoli vari. I materiali con cui vengono realizzati questi rivestimenti appartengono fondamentalmente a tre macro-categorie: quella dei tessuti, quella dei pellami e quella della carta da parati. Ciascuna di questa si rivela più o meno adatta in base alla superficie da ricoprire e al contesto in cui deve essere inserita.

In ogni caso prima di procedere nella scelta della soluzione più adatta alle proprie necessità è bene rivolgersi ad un tappezziere che offra la soluzione ricercata. Per trovarlo è possibile affidarsi a Prontopro.it, sito web dove richiedere in modo facile e veloce il servizio di proprio interesse

Servizi di tappezzeria professionale

Una volta conosciuti i fondamentali della tappezzeria, non resta che scoprire quali siano i principali servizi richiesti da chi si rivolge a un professionista del settore. A moltissime persone, ad esempio, capita di dovere rifoderare un divano o una poltrona del salotto, piuttosto che un letto: anche i mobili di qualità tendono a usurarsi col passare del tempo e un’operazione di questo genere permette di donare nuova linfa all’elemento in questione. In questo caso rinfoderare significa quindi anche risparmiare il denaro che sarebbe necessario all’acquisto di un nuovo mobile.

Un altro servizio particolarmente apprezzato è quello di applicazione della tappezzeria sulle pareti: da questo punto di vista il caso più eclatante è sicuramente quello della carta da parati, che viene quotidianamente applicata sulle superfici più disparate. La carta da parati permette di affacciarsi all’ambito più ampio dei interior design: progetti che possono coinvolgere più ambienti e che, talvolta, richiedono anche interventi di tappezzeria. Infine è impossibile non citare la tappezzeria legata al mondo delle automobili, ma anche le operazioni più particolari: ad esempio la realizzazione di tendaggi su misura.

I migliori servizi di tappezzeria

I professionisti della tappezzeria non sono sempre facili da trovare. Il rischio infatti è quello di ritrovarsi a girare in lungo e in largo per il proprio quartiere, nella speranza di trovare un artigiano effettivamente in grado di portare a termine il lavoro di cui si ha bisogno. Per fortuna piattaforme come ProntoPro, facilitano la ricerca.

Tra i servizi più ricercati ci sono quelli di realizzazione di divani e di poltrone, ma anche quelli di riparazione: un ramo apprezzato soprattutto nel caso degli interni delle vetture. Allo stesso modo sono richiestissimi i tappezzieri in grado di restaurare mobili: dalle serie alle poltrone, passando per i divani. Quando si effettua una ricerca di questo tipo è molto importante specificare il tipo di materiale da lavorare, facendo riferimento alle tre macro-categorie già elencate precedentemente: la carta da parati, i pellami e i tessuti.

 

Calabria

Dal Vajont, al Raganello fino a Casamicciola: morti della natura matrigna

70 anni di catastrofi, terremoti, frane, alluvioni: anche la Calabria ricorda le tragedie del del Raganello e di Soverato

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COSENZA – Il dramma di Casamicciola, con l’ennesima frana che ha seminato morti e distruzione, è solo l’ultimo di una lunga serie di eventi che negli ultimi 70 anni hanno provocato in Itala centinaia di morti. Terremoti, alluvioni, bombe d’acqua, fenomeni idrogeologici che in molte occasioni hanno messo in ginocchio intere città e porzioni del territorio. Fenomeni che oramai si replicano a distanza di mesi, causati dal cambiamento climatico ma anche dalla violenta aggressione al territorio messa in atto negli anni con il fenomeno dell’abusivismo edilizio che ha reso ancora più fragile una ampia fetta del Paese.

La prima tragedia causata dalla natura del dopoguerra Fu quella del Polesine nel 1951 dove morirono 101 persone. Seguirono la strage del villaggio Molina, nel Salernitano, dove a perdere la vita nel 1954 furono 325 persone e l’alluvione di Firenze del 1966 dove si contarono decine di morti. Il 9 ottobre del 1963, una frana si staccò dal monte e precipitò nel bacino provocando un’onda che superò la diga del Vajont e distrusse il paese di Longarone causando 2000 vittime. Nel novembre del 1980 un terremoto in Irpinia provoca 2914 vittime. E ancora: nel 1987, in pieno luglio, ci furono 23 morti per un’alluvione in Valtellina. Negli anni ’90 a Sarno uno delle sciagure più drammatiche: Il 5 maggio del 1998 interi quartieri cancellati da tonnellate di fango, una marea nera che travolse case e persone scendendo a valle dalla montagna sotto l’azione della pioggia. I morti furono 161.

Negli ultimi venti anni molti gli episodi tragici. Il 9 settembre 2000, dopo tre giorni consecutivi di pioggia in Calabria, il campeggio ‘Le Giare’ di Soverato si trasforma improvvisamente in un fiume in piena che travolge tutto: 13 i morti. Il primo ottobre del 2009 il dissesto idrogeologico e le forti piogge provocano in provincia di Messina gigantesche colate di detriti che travolsero abitazioni e automobilisti tra Giampilieri superiore e Scaletta Zanclea causando 28 i morti. Due anni dopo a Genova, città colpita più volte da fenomeni alluvionali, un’eccezionale precipitazione in alcuni quartieri del levante della città in Val Bisagno provoca sei morti. La notte del 6 aprile del 2009 un violenta scossa di terremoto colpisce l’Aquila causando 309 morti. Una delle peggiori alluvioni della storia della Liguria si abbatte sulle Cinque Terre il 25 ottobre del 2011. Vernazza è invasa da un fiume di fango e danni gravissimi si registrano anche a Monterosso. Le vittime sono 13. A Senigallia, colpita nel settembre scorso da una alluvione che ha provocato 12 vittime, nel 2014 ci furono 4 morti. Il 24 agosto 2016 altro tragico terremoto nel centro Italia: in tutto persero la vita oltre trecento persone e Amatrice fu il centro più colpito. Il 18 gennaio del 2017 una slavina di dimensioni gigantesche si stacca dalle pendici del Gran Sasso e si incanala in un canalone in località Farindola dove è stato costruito l’hotel Rigopiano: morirono 29 persone. Il 10 settembre del 2017 a Livorno le violente piogge causarono otto morti. Nel 2018 due tragedie a distanza di pochi mesi provocano complessivamente 23 morti a Forra del Raganello, in provincia di Cosenza e in provincia di Palermo. Anche gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da eventi estremi, causati anche dalla siccità e dalla quasi totale assenza di precipitazioni. Il 3 luglio un enorme seracco si è staccato dalla Marmolada, sulle Dolomiti al confine tra il Trentino e il Veneto, uccidendo 11 persone.

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Italia

Agriturismi: il covid non li ha fermati: +1,3% strutture nel 2021. Boom al Sud

La crescita maggiore è nelle Isole (+8,2%) e al Sud (+1,5%). Il 63,3% dei comuni italiani ospita almeno una di queste strutture ricettive

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COSENZA – Il settore dell’agriturismo dimostra una buona tenuta anche in tempi di pandemia: nel 2021, secondo il rapporto su “Le aziende agrituristiche in Italia” pubblicato da Istat, le strutture attive sono 25.390, in crescita dell’1,3% rispetto al 2020. Nel dettaglio i comuni con almeno 100 di queste strutture sono 11: Appiano sulla Strada del vino, Assisi, Caldaro sulla Strada del vino, Castelrotto, Cortona, Grosseto, Manciano, Montalcino, Montepulciano, Noto, San Gimignano. Inoltre, secondo dati Istat, le aziende condotte da donne sono 8.762, il 34,5% del totale, anche in questo caso in aumento del’1,3% rispetto al 2020. Complessivamente nel 2021 gli arrivi hanno superato i 3 milioni di euro.

 

 

La riapertura delle frontiere ha permesso di registrare un incremento del 68% degli agrituristi stranieri rispetto all’anno precedente, per un comparto che ha visto crescere il valore alla produzione agrituristica a 1.162 milioni di euro, rialzando la china del 44,8% rispetto al 2020 in termini di valore economico delle aziende agrituristiche ma rimanendo ancora sotto il livello pre-pandemia del 2019 (-26%). Poco più della metà del valore economico è generato dalle aziende agrituristiche del Nord, in particolare quelle del Nord-Est (39,3%). Il contributo del Centro e del Mezzogiorno è pari rispettivamente al 37,5% e al 12,2%. La produzione agrituristica, conclude il rapporto Istat, contribuisce per il 3,3% alla formazione del valore economico dell’intero settore agricolo, nel quale le aziende agrituristiche incidono per il 2,2%.

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Italia

In calo gli errori in sala parto, quasi dimezzati in 5 anni

Gli errori in sala parto rappresentano l’1,67% del totale degli errori sanitari denunciati, pari a 0,65 casi ogni 1000 nascite, un valore dimezzato rispetto al 2016, anno di picco

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ROMA – Continuano a diminuire gli errori in sala parto negli ospedali italiani: nel 2021 le denunce sono state quasi la metà rispetto al 2016. Mentre il Centro Italia passa da area più critica ad area più virtuosa con il minor numero di casi denunciati. E’ quanto emerge dai risultati del 5° Osservatorio Baby Case, presentati al Forum Risk Management di Arezzo da AmTrust, compagnia di assicurazioni per la responsabilità sanitaria che in Italia copre oltre il 40% delle strutture.

L’analisi è stata condotta su 1.295 casi denunciati tra il 2010 e il 2021, accaduti all’interno di 175 ospedali pubblici e privati sul territorio nazionale. Le strutture hanno riscontrato nel 2021 una diminuzione delle denunce, riconfermando il trend emerso negli ultimi 5 anni. Gli errori in sala parto rappresentano l’1,67% del totale degli errori sanitari denunciati, pari a 0,65 casi ogni 1000 nascite, un valore dimezzato rispetto al 2016, anno di picco.

Contrariamente rispetto agli anni passati, le strutture del Centro Italia sono risultate nel 2021 quelle meno coinvolte, con circa 0,53 denunce per ospedale: un dato in miglioramento progressivo, considerando che 6 anni fa si partiva dai 2,44 casi di media per ospedale. Nel Sud si riscontrano 0,82 eventi denunciati in media per ospedale, mentre anche il Nord con 0,67 vede un miglioramento rispetto al 2020.

I tempi di chiusura delle pratiche, invece, si allungano: il 63% dei fascicoli vengono chiusi entro 3 anni dalla denuncia, mentre il 95% in 7 anni. “La riduzione degli errori in sala parto è dovuta ad una serie di fattori intervenuti negli ultimi anni. In primo luogo – spiega Emanuele Patrini, Head of Internal Audit di AmTrust – una concentrazione dei punti nascita, poiché dove c’è una maggior casistica c’è una gestione più efficiente. Le recenti politiche di Risk management integrate a livello nazionale, inoltre, hanno avviato percorsi specifici per incrementare la sicurezza del momento nascita. Infine, ha pesato in termini positivi l’aumento delle tecnologie a disposizione e delle misure di controllo”.

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