Alberi Monumentali, Mipaaf: 401 'new entry' tra cui il castagno di Sorbo San Basile - QuiCosenza.it
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Alberi Monumentali, Mipaaf: 401 ‘new entry’ tra cui il castagno di Sorbo San Basile

Il ministero delle politiche agricole aggiorna l’elenco degli oltre 4mila alberi monumentali. Cedri, querce, platani e faggi i più numerosi

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ROMA – È stato pubblicato sul sito del ministero delle Politiche agricole l’elenco aggiornato degli alberi monumentali d’Italia: 401 le nuove iscrizioni, per un totale di 4.006 esemplari censiti per il particolare pregio naturale e culturale. Alberi che rappresentano un patrimonio da tutelare e valorizzare, con esemplari che si contraddistinguono per particolari caratteristiche; come l’elevato valore biologico ed ecologico per età, dimensioni, morfologia, rarità della specie o habitat per alcune specie animali, l’importanza storica, culturale o religiosa rivestita sul territorio e la capacità di caratterizzare il paesaggio sia in termini estetici che identitari.

Tra le nuove iscrizioni spiccano per numerosità i cedri, le querce, i platani e i faggi, mentre fanno la loro prima comparsa nell’Elenco alcune specie come l’acero palmato rosso, la camelia e l’anagiride. Per maestosità si contraddistinguono il cedro del libano nel Parco di Villa Mirabello a Varese, con un fusto di oltre 11 metri di circonferenza e un’ampia chioma che si estende in modo simmetrico e regolare con un diametro di 36 metri, la farnia di Barano d’Ischia in provincia di Napoli, con una circonferenza di 8,6 metri e un’età stimata di circa 350 anni, e il castagno di Sorbo San Basile in provincia di Catanzaro, con un tronco di 8,4 metri di circonferenza e risalente al 1700.

L’Elenco è frutto di un’intensa attività di catalogazione realizzata in modo coordinato e sinergico da ministero, Regioni e Province autonome e Comuni. Questo aggiornamento, approvato dal Mipaaf con decreto dirigenziale del 26 luglio, tiene conto di cancellazioni e delle nuove iscrizioni proposte dalle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto e dalla Provincia autonoma di Trento.

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Congedo di paternità, da oggi in vigore per i dipendenti pubblici

La parlamentare del Pd, Enza Bruno Bossio: “Nonostante fosse stato normato dieci anni addietro, era un diritto concesso solo ai lavoratori del settore privato”

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COSENZA – “Il decreto 105 del 2022 è stato pubblicato lo scorso 29 luglio su la Gazzetta Ufficiale e da oggi, 13 agosto i lavoratori dipendenti della pubblica amministrazione potranno godere del congedo di paternità. Finora non era possibile. Nonostante fosse stato normato dieci anni addietro, era un diritto concesso solo ai lavoratori del settore privato. È il successo di una battaglia di civiltà”.

Ad affermarlo la parlamentare Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: “Sono state notevoli le resistenze e le diffidenze sulla attuabilità di questa norma. Anche dopo l’approvazione nel giugno scorso del decreto legislativo nel Consiglio dei Ministri, da più parti si è continuato a diffidare sulla sua effettiva ed operativa applicazione. Non posso – prosegue la deputata dem – che esprimere grande soddisfazione per come, con tenacia e determinazione, il Partito Democratico abbia perseguito questo obiettivo. Sono state, infatti, molteplici le iniziative parlamentari promosse in questi ultimi mesi per rivendicare la parità del diritto tra lavoratori del settore privato e dipendenti pubblici”.

“Debbo dare atto al ministro Orlando e al Governo Draghi della sensibilità manifestata nel recepire le ragioni della nostra battaglia. L’INPS ha già pubblicato le linee guida. Viene così attuata la direttiva del Parlamento Europeo, tesa a garantire un equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori. La norma – spiega infine la parlamentare – consente un congedo di paternità obbligatorio, della durata di dieci giorni lavorativi, fruibile dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai due mesi precedenti ai cinque successivi al parto. Con la nuova norma, dunque, viene superata una evidente sperequazione nei confronti dei dipendenti pubblici ed è stato compiuto un ulteriore importante passo in avanti in tema di diritti civili”.

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Elezioni, Berlusconi promette “per il Sud alta velocità e Ponte sullo Stretto”

Lo dice il Presidente di Forza Italia in una intervista “È incredibile che a oltre 150 anni dall’unità nazionale ancora ci sia una questione meridionale”

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ROMA  – “Grazie a noi l’alta velocità è arrivata a Salerno. Ma ora deve arrivare a tutto il Sud ed estendersi fino alla Sicilia, con la realizzazione finalmente del Ponte sullo Stretto di Messina, un’opera che noi avevamo già progettato, finanziato e appaltato e che oggi, se la sinistra non avesse bloccato tutto, sarebbe in funzione già da tempo”. Lo dice il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una intervista a Radio Norba che verrà trasmessa stasera.

“L’ attenzione per il Sud per noi è una priorità da sempre: i miei governi sono stati quelli che nella storia della Repubblica hanno investito più in risorse nel Mezzogiorno. E’ davvero incredibile che a oltre 150 anni dall’unità nazionale ancora ci sia una questione meridionale. Non possiamo sprecare le grandi opportunità offerte dal Pnrr: si tratta di ingenti risorse e il nostro obiettivo è prima di tutto colmare il deficit di infrastrutture che rende così difficile al Sud fare impresa e creare posti di lavoro”.

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Ryanair, addio alle tariffe da 10 euro superscontate. Un macigno il caro-energia

I voli a 0,99 o a 9,99 destinati a scomparire per il caro energia scoppiato con la guerra in Ucraina e che pesa anche sul settore aereo

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ROMA – Una delle più famose e utilizzate compagnie low cost dice addio alle tariffe superscontate che hanno consentito a milioni di passeggeri di volare in tutta Italia ed Europa con appena 10 euro. I voli a 0,99 o a 9,99 euro, infatti, sono destinati a scomparire per il caro energia scoppiato con la guerra in Ucraina e che pesa anche sul settore aereo. Ad annunciarlo l’amministratore delegato del gruppo, Michael O’Leary intervistato da BBC Radio 4. In un discorso molto ampio sull’inflazione, O’Leary ha spiegato che il settore delle low cost – che pure resisterà perché le persone continueranno a volare “frequentemente” – è inevitabilmente influenzato dagli aumenti del petrolio. “Non credo che ci saranno più voli a 10 euro. La nostra tariffa media è stata l’anno scorso di 40 euro, andremo verso i 50 nei prossimi cinque anni. Le nostre tariffe promozionali superscontate, quelle a 1 euro, a 0,99 o anche a 9,99, penso che non si vedranno per un certo numero di anni”. Ryanair continuerà comunque ad avere “milioni di posti a 19,99 euro, 24,99 e 29,99”.

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