Canone Rai, L'ad Fuortes batte cassa "Pochi 90 euro, è il prezzo più basso d'Europa" - QuiCosenza.it
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Canone Rai, L’ad Fuortes batte cassa “Pochi 90 euro, è il prezzo più basso d’Europa”

“Il canone italiano il più basso in tutta Europa e 90 euro sono una somma distante da quelle degli altri Paesi”

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ROMA – Si torna a parlare di Canone Rai ed in particolare di costi. Se pesante che sia iniquo, costoso e che la trattenuta dei soldi in bolletta sia una violazione, ad ascoltare le parole dell’Amministratore delegato di Viale Mazzini  Carlo Fuortes, la cifra che gli italiani pagano ogni anno (90 euro) è invece incongrua rispetto agli obblighi e alle attività che la Rai svolge ed è tenuta a svolgere come certificato anche dalla Contabilità separata. Il tema è quello dell’indipendenza della televisione pubblica dal sistema commerciale della pubblicità”

Insomma il canone italiano il più basso in tutta Europa e 90 euro sono una somma distante da quelle degli altri Paesi al punto da rendere quasi irrilevante la compresenza compensativa, per Rai, della fonte integrativa degli introiti costituita dalla raccolta pubblicitaria. Queste le parole del numero uno della Rai in audizione alla commissione Lavori Pubblici al Senato. Fuortes ha spiegato che “non c’è nessun problema a mantenere il sistema duale laddove il Parlamento decida di farlo, ma con la consapevolezza, però, che utilizzare solo il canone oppure il canone e la pubblicità è una scelta del tutto politica”.

L’AD ha evidenziato che se nella casse dell’azienda arrivasse l’intero importo di 90 euro, non ci sarebbe nessuna discussione da fare. Ma al momento tra tassa concessione governativa, Iva e Fondo per il pluralismo e l’innovazione – ha aggiunto – per effetto dell’ultima riforma, efficace dal 2021, dei 90 euro unitari Rai ne percepisce solo l’86 per cento, mentre negli altri Paesi (Regno Unito, Germania, Francia) i gestori del servizio pubblico percentuali comprese tra il 96 e il 98 per cento, quindi la quasi totalità.  “dal 2008 al 2020”, ha detto ancora Fuortes –  il canone ha avuto un andamento molto tormentato sull’onda dei frequenti interventi normativi che lo hanno interessato. Va dunque riconosciuto che, oltre ad essere incongrue, le risorse da canone sono anche molto incerte, caratteristica che rende particolarmente complessa l’attività di pianificazione, specie in ottica pluriennale e specie in un contesto di forte evoluzione, in mondo in cui è di fatto bandita la continuità”. Insomma, è indubbio che “il finanziamento debba essere commisurato e adeguato agli obblighi assegnati, stabile e trasparente“.

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Truffano un uomo di 100 anni residente in Calabria: 8 gli arresti

Sgominato un giro di polizze di 650mila euro intestate all’anziano uomo ignaro di tutto. Oltre alla truffa, sono contestati i reati di ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio

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ARANTO – I militari della Compagnia di Martina Franca della Guardia di finanza di Taranto hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e sette ai domiciliari, nei confronti di persone ritenute responsabili di truffa ai danni di un uomo di 100 anni residente in un comune della Calabria. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Taranto, rappresenta l’epilogo di accertamenti compiuti dalle Fiamme Gialle sul conto di una persona residente in provincia di Bari. Quest’ultima, producendo falsa documentazione, avrebbe aperto un conto corrente presso un Ufficio Postale della provincia di Taranto a nome della vittima, all’oscuro del raggiro, utilizzando sue firme falsificate che sarebbero state apposte su una serie di atti per riscuotere illecitamente polizze assicurative sulla vita per un valore di 650mila euro.

L’importo di tali polizze sarebbe poi stato subito suddiviso e veicolato su altri conti correnti intestati a pregiudicati originari della provincia barese, i quali, a loro volta, avrebbero effettuato ulteriori bonifici bancari in favore di altre persone, anche su conti accesi presso istituti di paesi esteri. L’illecita attività sarebbe stata posta in essere grazie anche al coinvolgimento del direttore di un Ufficio Postale e di un dipendente della banca presso la quale erano state attivate le polizze assicurative. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie facenti capo agli indagati fino alla concorrenza dell’importo di 650mila euro. Oltre alla truffa, sono contestati i reati di ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio

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Rinnovato il contratto per gli operai agricoli, aumento del 4,7%

E’ stato rinnovato il contratto collettivo di lavoro degli operai agricoli che interessa 1,2 milioni di lavoratori impegnati nelle campagne

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ROMA – Il nuovo contratto collettivo di lavoro degli operai agricoli prevede un aumento nei prossimi due anni del 4,7%. Lo rende noto la Coldiretti che, insieme alle altre organizzazioni datoriali e del sindacato Fai-Cisl, Uila-Uil e Flai-Cgil, lo ha siglato alla vigilia delle raccolte estive. La dinamica salariale concordata prevede una prima tranche di aumento al 1 giugno 2022 del 3%, una seconda al 1 gennaio 2023 dell’1,2% ed una terza al 1 giugno 2023 dello 0,5%.

Per Coldiretti, “si tratta di un importante segnale di responsabilità di imprese e lavoratori del settore agricolo nazionale di fronte ad un’emergenza mondiale”.

Un riconoscimento è stato riservato al versante delle prestazioni di sostegno sociale ai lavoratori erogate dal sistema nazionale della bilateralità, mantenendo comunque gli incrementi salariali nei limiti dell’inflazione reale. Una particolare attenzione è stata prevista per le attività di agriturismo, della vendita diretta e delle fattorie sociali e didattiche, creando le condizioni affinché alla contrattazione provinciale sia data la possibilità di prevedere forme aggiuntive di flessibilità. Rivisto anche il regime di classificazione degli operai florovivaisti, con l’inserimento di nuovi e importanti profili professionali e l’integrazione di figure già esistenti che necessitavano di un aggiornamento.

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Pirateria agroalimentare, sotto sequestro oltre 105 tonnellate di grano

Operazione della Guardia di Finanza contro la pirateria agroalimentare: cinque persone denunciate. Sequestrete oltre 105 tonnellate di grano duro in diverse regioni d’Italia

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ROMA – Sono oltre 105 le tonnellate di grano duro sequestrate in diverse regioni d’Italia dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione di contrasto alla pirateria agroalimentare condotta in collaborazione con SICASOV – Società Cooperativa d’Interesse Collettivo Agricolo dei Selezionatori Costitutori. I finanzieri hanno svolto una mirata analisi di rischio nel settore agroalimentare finalizzata a verificare il rispetto degli obblighi in materia di produzione e commercializzazione di varietà certificate di frumento duro. Sulla base delle risultanze degli accertamenti preliminari e delle informazioni fornite da SICASOV, ente che tutela i diritti di proprietà intellettuale sulle varietà vegetali, sono state inviate segnalazioni ai Comandi Provinciali interessati, che hanno dato corso agli interventi ispettivi.

Nel corso dei controlli sono emerse varie ipotesi illecite quali l’utilizzo di semi sprovvisti della prescritta certificazione, la vendita di grano delle varietà protette “Antalis”, “Marco Aurelio”, “Athoris”, “Avispa”, “LG Anubis” e “Tirex” senza aver assolto i relativi obblighi, la miscelazione di grano delle predette con altro di differenti varietà. I controlli sono stati svolti dai Nuclei di Polizia Economico Finanziaria di Bari, Potenza, Palermo, Caltanissetta ed Agrigento, dalle Compagnie di Termoli e San Severo e dalla Tenenza di Castellaneta.

Gli esami genotipici sui campioni prelevati sono stati condotti presso il laboratorio CREA di Foggia, specializzato nel settore. Cinque sono le persone denunciate alle competenti Procure della Repubblica per l’ipotesi di reato prevista all’art. 517 ter del codice penale (fabbricazione e commercio di beni usurpando titoli di proprietà industriale).

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