Sigaretta elettronica: quali sono i benefici? - QuiCosenza.it
Ritrovaci sui social

Italia

Sigaretta elettronica: quali sono i benefici?

Ormai la sigaretta elettronica è un oggetto diffusissimo, utilizzato da moltissime persone quotidianamente

Avatar

Pubblicato

il

Ormai la sigaretta elettronica è un oggetto diffusissimo, utilizzato da moltissime persone quotidianamente. Proprio per questo sono tantissimi i negozi, sia fisici che e-commerce, che vendono questo prodotto e i relativi liquidi da svapo, come ad esempio Terpy online shop.

Ma come mai la sigaretta elettronica riscuote tutto questo successo? Qual è il suo segreto? In realtà di segreto c’è ben poco, infatti i vantaggi di questo prodotto sono sotto gli occhi di tutti e spesso sono anche supportati da studi scientifici.

Tanti infatti sono i benefici che chi passa ad una sigaretta elettronica riscontra ed in questo breve articolo andremo proprio ad analizzarne alcuni. Cominciamo allora subito.

  1. Vapore e fumo: le differenze sono notevoli

Partiamo subito con lo specificare che quello che viene prodotto dalla sigaretta elettronica è fumo, mentre quello che viene prodotto dalle sigarette elettroniche è vapore. Il vapore, come è anche facilmente intuibile, è molto meno nocivo del fumo. Come mai questo?

Innanzitutto perché nei vapori che vengono fuori dai liquidi da svapo non sono contenute tutte le sostanze cancerogene che sono invece presenti nelle sigarette. C’è però da precisare che le sigarette elettroniche sono un prodotto ancora relativamente giovane e quindi non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine di queste sul nostro organismo. È certo però che al loro interno non sono contenuti prodotti tossici e cancerogeni come quelli delle sigarette normali.

Inoltre anche il funzionamento di base delle sigarette elettroniche è alla base della bassa nocività rispetto alle “bionde”. Infatti nella sigaretta tradizionale avviene una vera e propria combustione ed è proprio questo processo a sprigionare la maggior parte delle sostanze nocive che fanno più male al nostro organismo, in particolare la combustione della carta stessa è molto dannosa.

I liquidi delle sigarette elettroniche, invece, vengono riscaldati e vaporizzati e il processo non produce alcuna sostanza cancerogena o pericolosa.

  1. Le sigarette elettroniche aiutano a smettere di fumare

Un altro motivo per cui le sigarette elettroniche sono molto utilizzate e apprezzate è il fatto che rappresentano un valido aiuto per smettere di fumare. Infatti l’utilizzatore medio delle sigarette elettroniche è un fumatore che vorrebbe abbandonare questo vizio in maniera graduale e poco traumatica.

Infatti i liquidi per sigarette elettroniche danno la possibilità di poter scegliere la percentuale di nicotina che si preferisce e per smettere di fumare è consigliabile partire da una concentrazione di nicotina maggiore e andare via via a diminuirla. In questo modo la dipendenza da questa sostanza potrà essere superata senza traumi e in maniera graduale.

In realtà anche chi non vuole smettere di fumare ma vuole piuttosto continuare a farlo limitando però i danni di questa abitudine può scegliere di passare alle sigarette elettroniche, proprio perché, come detto nel paragrafo precedente, queste non sono dannose come quelle tradizionali.

  1. I benefici sulla respirazione, sul gusto e l’olfatto

È una cosa risaputa che i fumatori incalliti abbiano una serie di problemi cronici, che possono essere anche piuttosto spiacevoli e fastidiosi. Primi tra tutti sono ci sono i problemi a livello respiratorio: abbiamo infatti tosse cronica, presenza di muchi, affanno, senso di affaticamento precoce durante gli esercizi fisici più intensi ecc.

Con il passaggio alle sigarette elettroniche, tutti questi problemi vengono facilmente e gradualmente superati. La respirazione comincia a migliorare, così come la tosse, il fiato e anche tutto il resto. È come se il polmone andasse a ripulirsi e questo va a essere supportato anche da una serie di studi scientifici importanti.

Ma non sono solo questi i benefici fisici dati dal passaggio alle sigarette elettroniche. Infatti i fumatori di sigarette tradizionali hanno di solito anche il senso del gusto e dell’olfatto alterati e in pratica diminuiti. Sembra però che passando a quelle elettroniche ci sia un graduale recupero anche dei sapori e degli odori, con grande felicità degli svapatori che quindi riacquistano la loro normale sensibilità pian piano.

  1. Le sigarette elettroniche non sono soggette a restrizioni

Ormai da molti anni la lotta al fumo imperversa in ogni ambito e ambiente, proprio perché queste sono molto nocive non soltanto per chi le utilizza ma anche per chi ne respira passivamente il fumo. Infatti sappiamo bene che nei luoghi pubblici al chiuso le sigarette tradizionali sono vietate e questa restrizione in realtà interessa sempre più ambienti col passare del tempo, anche alcuni all’aperto, come ad esempio le fermate dei bus e dei treni.

Le sigarette elettroniche però, non producendo fumo dannoso, non sono soggette a questo tipo di restrizioni e possono essere tranquillamente utilizzate anche al chiuso, tanto più che non producono cattivo odore come le loro colleghe tradizionali. Anche questo quindi rappresenta un beneficio in più

  1. Le sigarette elettroniche hanno aromi vari

Uno dei vantaggi e dei benefici delle sigarette elettroniche rispetto alle sigarette tradizionali è il fatto che si possano scegliere una serie di gusti diversi. Questi possono essere freschi e a gusto frutta, più dolci e corposi o anche ricordare il gusto delle sigarette tradizionali. In questo modo c’è una maggiore scelta e variabilità che può anche essere un motivo in più per passare dalle sigarette normali alle e-cig.

Italia

Donne vittime di violenza “incentivi alle imprese se assumono”

Lo ha chiesto la videpresidente di Telefono Rosa Antonella Faieta in Commissione Lavoro, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

ROMA – “E’ un dato indiscutibile che in una situazione di violenza la difficoltà economica aggravia la situazione. Riteniamo importante sostenere le donne dopo che hanno trovato la forza di denunciare e siamo a favore della realizzazione di criteri per agevolare il loro ingresso o reingresso nel mondo lavorativo”. Lo ha detto la videpresidente di Telefono Rosa Antonella Faieta in Commissione Lavoro, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti disposizioni per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza di genere.

“La prospettiva di poter lavorare sarà di stimolo alle donne che si sentono ingabbiate in una relazione violenta – ha aggiunto – Ma, in merito alle proposte di legge, le beneficiarie non possono essere solo le vittime di violenza domestica. Anche le imprese devono avere incentivi se assumono donne vittime di violenza.

Continua a leggere

Italia

Sileri “presto regole più leggere. Omicron raggiungerà tutti, non c’è scampo”

Il sottosegretario alla salute parla di “nuova fase dell’epidemia che deve portarci a rivedere le regole. Tra due settimane la revisione del bollettino”

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri la pandemia “non è ancora finita ma il progressivo emergere della variante Omicron sulla Delta ne sta cambiando i connotati, rendendo opportuno un aggiustamento delle nostre strategie. La comunicazione dei dati deve essere aggiornata” e “la nuova fase dell’epidemia deve portarci entro breve a rivedere le regole soprattutto per la gestione degli ospedali” ha detto a Rai Radio1. La comunicazione dei dati, ha spiegato Sileri, “deve essere aggiornata, visto che il semplice dato del numero dei contagiati in sé è poco significativo in presenza di un virus diventato molto più contagioso ma meno aggressivo, soprattutto con i vaccinati. Altrettanto e forse più importante è sapere chi entra oggi in ospedale, qual è la sua età, quale il suo status vaccinale e le sue eventuali comorbidità: queste informazioni possono aiutarci a far capire meglio a chi ancora esita a vaccinarsi che il Covid non è diventato un’influenza e e le sue conseguenze su chi non è immunizzato, anche se giovane e in buona salute, possono essere molto serie. La nuova fase dell’epidemia – ha concluso – deve portarci entro breve a rivedere le regole soprattutto per la gestione degli ospedali, da un lato recuperando spazi di relazioni umane tra i pazienti ed i loro parenti, dall’altro riprendendo a dare la giusta attenzione a tutte le patologie che l’emergenza Covid ci ha costretto a mettere in secondo piano. È un altro di quei passaggi che dovranno segnare il transito dalla pandemia all’endemia, dall’emergenza alla convivenza con il virus”.

Entro 2 settimane distinzione positivi e malati

Sono d’accordo sulla necessità della revisione” delle regole che “potrà essere fatta nei prossimi giorni, forse entro un paio di settimane, con una distinzione tra coloro che sono positivi al virus ed i malati. Questo ce lo consente la variante che circola oggi” ha aggiunto ancora il sottosegretario alla Salute. Il punto, ha sottolineato, “è che ad oggi circolano sia la variante Omicron che la Delta e la Delta dà problemi. La maggioranza di coloro che sono in intensiva sono infatti in gran parte infettati dalla Delta e non vaccinati. Vanno in intensiva anche infettati da Omicron, ma è meno probabile. Le regole verranno ulteriormente modificare e alleggerite credo molto presto. Vediamo adesso come vanno i contagi e facciamo una distinzione tra positivi e malati, considerando che i positivi non sono malati”. Sileri ha quindi ribadito di essere d’accordo con la trasmissione del bollettino quotidiano ma in modo più dettagliato: “è giusto dare il dato ma deve essere dettagliato ed i numeri vanno spiegati. In questo momento – ha concluso – non è il positivo che conta ma il soggetto che va in ospedale, scomponendo però chi vi entra per altri motivi”.

Entro 2022 quasi tutti italiani incontreranno Omicron

La variante Omicron raggiungerà tutti, non c’è scampo. Non c’è dubbio che entro la fine del 2022, salvo che arrivi un’altra variante, quasi tutta la popolazione avrà incontrato questa variante.  Chi è vaccinato sarà più protetto e potrà avere probabilmente una forma più leggera, ma chi non lo è – ha concluso Sileri – ha molti più rischi di andare in terapia intensiva” ha concluso Sileri

Continua a leggere

Italia

Terapia intensive occupate da No Vax. E i malati di tumore non possono essere operati

A lanciare l’allarme la Società italiana di chirurgia “drammatica riduzione degli interventi che nelle regioni vanno dal 50 all’80”

Avatar

Pubblicato

il

Scritto da

COSENZA – Allarme della Società italiana di chirurgia (Sic) per la drammatica riduzione degli interventi che nelle regioni vanno dal 50 all’80%: spesso non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio. “Le Aziende sanitarie sono costrette a destinare ampi spazi di ricovero ai pazienti Covid e le terapie intensive sono in gran parte occupate da pazienti principalmente no vax – spiega la Sic – si assiste all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso arrivano tardi in ospedale ormai inoperabili”.

“Posti letto di chirurgia dimezzati, blocco dei ricoveri in elezione, terapie intensive riconvertite per i pazienti Covid, infermieri e anestesisti delle sale operatorie trasferiti ai reparti Covid. In questo modo l’attività chirurgica in tutta Italia è stata ridotta nella media del 50% con punte dell’80%, riservando ai soli pazienti oncologici e di urgenza gli interventi. Ma spesso non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio”, spiega il presidente della Società italiana di chirurgia Francesco Basile.

“Non riusciamo a smaltire le liste di attesa del 2020”

“Nel 2021 non siamo riusciti, nonostante l’impegno delle autorità sanitarie e dei chirurghi a smaltire le liste di attesa accumulate nel 2020 per patologie chirurgiche in elezione – continua – e ciò anche se in molte Regioni si sono organizzate sedute operatorie aggiuntive su specifici progetti. Adesso le liste di attesa torneranno ad allungarsi a dismisura“. Basile afferma che ci si trova praticamente nella stessa situazione del 2020, “che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili”.

Continua a leggere

Di tendenza