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Dossier libera informazione “Terra a Rischio”

BOLOGNA – Non “terra di mafia” ma “terra per le mafie”, terra appetibile per la criminalita’

organizzata che punta a investire in Emilia-Romagna ingenti somme di denaro da ripulire: terra, di conseguenza, in cui e’ gia’ suonato qualcosa di piu’ di un segnale d’allarme, ad esempio con le misure messe in campo dalla Regione per evitare infiltrazioni nell’opera di ricostruzione post terremoto. S’intitola ‘Mosaico di mafie a antimafia’ il dossier sulla presenza di mafia, camorra e ‘ndrangheta in Emilia-Romagna, redatto dalla ‘Fondazione Libera Informazione – Osservatorio nazionale sull’informazione per la legalita’ contro le mafie’ presentato a Bologna.

Il rapporto, voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e’ stato presentato dal presidente dell’assemblea, Matteo Richetti, e dal presidente e dal coordinatore di Libera Informazione, rispettivamente Santo Della Volpe e Lorenzo Frigerio. Si tratta del secondo volume, aggiornato al 2012, dopo la prima edizione di un anno fa. Nel rapporto si sottolinea come in Emilia-Romagna sia sequestrato il 2,5% del totale degli stupefacenti recuperati a livello nazionale; che in regione si registra il 5% delle estorsioni, mentre i commercianti vittime di usura sono 8.500 (8,6% in Italia), mentre gli ‘agro-marchi’ piu’ importanti – dal Parmigiano-Reggiano all’Aceto balsamico di Modena – sono puntualmente contraffatti. Inoltre, in alcune province si affermano lavoro nero e caporalato e gli inquirenti, per l’attivita’ di riciclaggio di denaro sporco, parlano di “lavanderia regionale”. Basta un dato: nel primo semestre 2012 le segnalazioni di operazioni sospette (Sos) dell’Unita’ di informazione finanziaria della Banca d’Italia sono gia’ state piu’ della meta’ di quelle del 2011: 2.749 contro le 4.343 dell’intero anno passato, quando l’Emilia-Romagna si piazzo’ quarta dietro solo a Lombardia, Lazio e Campania.

(Fonte AGI)