"Candidopoli": 15 indagati per false in 23 Comuni, anche a Papasidero - QuiCosenza.it
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“Candidopoli”: 15 indagati per false in 23 Comuni, anche a Papasidero

Sono indagate 15 persone, vertici di un movimento politico emergente, “L’Altra Italia”, di estrema destra, che avrebbe presentato liste di candidati formate da soggetti iscritti, nella maggioranza dei casi, a loro insaputa

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PADOVA – Candidati a loro insaputa e talvolta addirittura eletti senza aver apposto neanche una firma e senza conoscere il movimento che li aveva candidati. Nella giornata di ieri, i finanzieri di Padova, hanno eseguito in diversi comuni della provincia di Foggia, Lecce e Rovigo, sette misure cautelari personali, nei confronti dei vertici di un movimento politico emergente nel panorama nazionale. Le investigazioni sono state avviate a seguito di alcuni servizi trasmessi da Striscia la Notizia nei quali si faceva riferimento alla presentazione di false liste elettorali per le elezioni comunali svoltesi in contesti territoriali di piccole dimensioni. Nel corso delle tornate elettorali per la nomina alla carica di sindaco e di consigliere comunale per i Comuni di Barbona (PD) e di Vighizzolo d’Este (PD) tenutesi, rispettivamente, nel maggio 2019 e nel settembre 2020 – il movimento politico avrebbe presentato liste di candidati formate da soggetti iscritti, nella maggioranza dei casi, a loro insaputa.

L’Autorità Giudiziaria rodigina, ha poi esteso le indagini ad ulteriori 21 Comuni in cui il movimento politico aveva presentato i propri candidati per la consultazione elettorale del settembre 2020 e, in particolare, insistenti nelle province di Alessandria, Asti, Belluno, Bergamo, Campobasso, Catanzaro, Cosenza, Genova, Imperia, Isernia, Perugia, Pisa, Potenza, Savona, Vibo Valentia e Vicenza, tutti aventi una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti e per i quali la normativa vigente prevede una procedura semplificata per le relative candidature. In particolare i Comuni nei quali sono state presentate le liste de “L’Altra Italia” erano Andali (Cz) con Rosalba Ferocino candidata, Papasidero nel cosentino con candidato a sindaco Giuseppe Fasano e Zaccanopoli nel vibonese, con il candidato a primo cittadino Nicola Mansi.

Raccolte le testimonianze di oltre 100 candidati

L’attività investigativa – condotta anche grazie alle testimonianze di oltre cento candidati – si è concretizzata nell’esecuzione di molteplici perquisizioni domiciliari, eseguite nei territori delle Regioni Veneto e Puglia, nonché mediante acquisizioni documentali presso le commissioni circondariali elettorali dei 23 Comuni complessivamente interessati.

In pratica le liste elettorali e la documentazione di supporto sono risultate, all’atto della presentazione falsificate, e gran parte dei soggetti riportati era all’oscura della propria iscrizione. I candidati – residenti principalmente nel foggiano e nel leccese – hanno dichiarato di non essersi mai recati nelle province di Padova e di Rieti, luoghi in cui avrebbero apposto le proprie firme, sconfessando, peraltro, di conoscere i relativi pubblici ufficiali autenticatori. Questi ultimi, in occasione delle precedenti consultazioni amministrative, erano già stati eletti quali consiglieri comunali, in rappresentanza del movimento in questione e, nei giorni in cui sono avvenute le autentiche di firma, si trovavano in località del tutto incompatibili con quelle di esercizio della carica.

Nelle liste anche ultraottantenni e disabili ‘ignari’

Alcuni dei candidati inconsapevoli – oltre a non aver alcun radicamento territoriale con i luoghi dove le liste erano state presentate – hanno formalmente querelato i responsabili del movimento per tali fatti. Inoltre, è stato verificato che in lista sono stati iscritti anziani ultra-ottantenni o persone con forti disabilità fisiche, presentati per la nomina a consigliere comunale in località distanti migliaia di chilometri dalla propria residenza. Altro aspetto di assoluta criticità è che alcuni candidati – dopo essere stati eletti a loro insaputa nei consigli comunali – hanno successivamente rifiutato la carica, ponendo l’Ente locale a rischio di commissariamento, con evidenti gravi ripercussioni sull’intero ordine democratico.

Obiettivo principale del movimento politico era pertanto quello di presentare candidature in piccole realtà territoriali dove – approfittando della specifica normativa settoriale – vi era una buona probabilità di eleggere un proprio rappresentante per ottenere una visibilità sull’intero territorio nazionale, in modo da far accrescere il consenso per le successive consultazioni elettorali.

Ai domiciliari il segretario nazionale del movimento

I finanzieri della Compagnia di Este hanno segnalato alla Procura di Rovigo i 15 principali responsabili, che, a vario titolo, hanno concorso alla formazione e alla presentazione di false liste di candidati presso 23 amministrazioni locali insistenti su tutto il territorio nazionale. Vista anche la gravità dei fatti, il Tribunale di Rovigo, ha emesso sette misure cautelari personali, disponendo gli arresti domiciliari nei confronti del segretario nazionale del movimento, nonché l’obbligo di firma avverso due pubblici ufficiali autenticatori (destinatari anche della misura interdittiva della sospensione temporanea dal pubblico ufficio di consigliere comunale per dodici mesi) e nei riguardi di due dirigenti del movimento.

La predisposizione di false liste di candidati risulta essere, difatti, gravemente lesiva dei diritti elettorali di ogni cittadino, poiché, intervenendo in una fase antecedente rispetto alle operazioni di voto, incide sulla manifestazione di diritti costituzionalmente riconosciuti in maniera persino maggiore rispetto ad altre mere alterazioni (quali, ad esempio, una singola scheda o un certificato elettorale), con il risultato di sovvertire l’esito dell’intera votazione: il libero esercizio del diritto di voto viene sostanzialmente minato dalla indicazione di falsi candidati, a favore dei quali il cittadino ha espresso inutilmente la propria preferenza. L’attività investigativa svolta nello specifico settore testimonia l’impegno dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di Finanza volto a salvaguardare il regolare svolgimento delle operazioni elettorali, in ossequio al   principio di rappresentanza democratica, e il libero ed efficace esercizio del diritto di voto.

 

Italia

Figliuolo “procedere con immediatezza su terza dose”. Vaccinati con doppia dose all’81%

Mentre si valuta se estendere la terza dose per tutti il commissario per l’emergenza sollecita le Regioni

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COSENZA – In merito alla tempistica di somministrazione della terza dose secondo le categorie già indicate dal ministero della Salute, “considerata l’attuale ampia disponibilità di vaccino e la perdurante elevata potenzialità di somministrazione”, le Regioni “procedano con immediatezza ad effettuare i richiami vaccinali in parallelo a tutte le categorie indicate, fermo restando il solo vincolo del rispetto dell’intervallo temporale di almeno 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario”. E’ quanto scrive in una circolare il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo alle Regioni.

Figliuolo “coinvolgere più medici di base e farmacie”

Nella circolare alle Regioni sulla terza dose, il Commissario, Francesco Figliuolo, sottolinea “l’occasione propizia per richiamare l’opportunità di un ricorso sempre più sistematico e strutturato alla medicina del territorio, con il coinvolgimento più ampio possibile dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale e dei farmacisti. Questo coinvolgimento assicura la massima capillarità in una fase in cui, con la sovrapposizione dei cicli primari, dei richiami e della vaccinazione antinfluenzale, può diventare ulteriore valore aggiunto il rapporto tra cittadini e medici/strutture sanitarie ordinarie del territorio”.

Speranza “81% vaccinati con ciclo completo. Valutiamo di estendere la terza dose”

Siamo arrivati all’ 85,76% di prime dosi tra over12 e all’81, 55% di vaccinati con ciclo completo a stamani. Il green pass è un pezzo fondamentale della strategia del governo ed è uno strumento che gli italiani stanno usando massicciamente, essendo 103 mln quelli scaricati a stamani”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo al question time alla Camera.

“La terza dose è stata autorizzata in sintonia con Ema prima di tutto per gli immunocompromessi. Le altre categorie autorizzate sono gli over-80, i residenti nelle Rsa, il personale sanitario, gli over60 e i fragili di ogni età. Valuteremo la terza dose eventualmente anche per altre categorie che oggi sono fuori. Ad oggi sono state somministrate oltre 700mila terze dosi”, ha dichiarato il ministro Speranza.

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Calabria

La senatrice no Green pass non arretra “lotto e vado avanti”

Così la senatrice di “l’Alternativa c’è” che ieri è stata interdetta dai lavori parlamentari per 10 giorni per essersi rifiutata di esibire il green pass

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CATANZARO – “Certo che vado avanti, bisogna andare avanti, assolutamente. Perché siamo solo all’inizio ed è una situazione pericolosa e grave perché sembra che tutti i poteri dello Stato si siano coalizzati su una linea che a mio avviso contrasta con il dettato della Costituzione”. Lo dichiara all’AGI la senatrice di “l’Alternativa c’è”, Bianca Laura Granato, che ieri è stata interdetta dai lavori parlamentari per 10 giorni per essersi rifiutata di esibire il green pass all’ingresso di Palazzo Madama.

All’indomani della decisione del Consiglio di presidenza del Senato a suo carico, la Granato non demorde, anzi rilancia la sua battaglia, e si accinge a raggiungere in giornata Trieste, il fronte più caldo della protesta no green pass: “Sono molto preoccupata, ora – aggiunge la senatrice – dobbiamo cercare di vedere cosa fare, tenersi in contatto e raccordarsi con tutti questi gruppi che stanno portando avanti queste battaglie dimostrando sensibilità nel farsi interprete di un disagio a differenza di tanti politici che non hanno preso in carico la situazione, e a differenza dei corpi intermedi o dei sindacati che sono spariti, anzi si sono schierati dall’altra parte. Salgo a Trieste – rimarca la Granato – per unirmi al gruppo dei manifestanti e ai miei colleghi che sono già lì, per essere vicini a quanti stanno tutelando uno stato di diritto che ci hanno negato attraverso leggi incostituzionali e autoritarie, che non esistono in nessun altro paese europeo”.

Granato dunque non arretra neanche davanti alla sospensione temporanea dal Senato: “Ho avuto molti attestati di stima, qualcuno anche fuori da mio gruppo anche se non esplicitamente. Insomma, ho avuto pacche sulle spalle. Quando alla sospensione, in realtà me l’aspettavo, l’avevo messa in conto ed era stata anche preannunciata. Certo, quello che ritengo grave – rileva la senatrice di ‘L’Alternativa c’è’ – è che abbiano addirittura precluso, adesso, anche la possibilità di accedere. Io sono potuta accedere perché comunque c’era l’invito a non accedere ma non era perentorio: invece adesso si impedisce a un senatore sprovvisto di green pass di accedere ai locali del Senato, e questo significa infrangere la Costituzione in nome di un decreto del governo che è un atto unilaterale che ancora non è stato convertito in legge e che il Consiglio di presidenza del Senato ha fatto proprio stravolgendo completamente la Costituzione. Io penso che il mandato che ti è conferito dal popolo abbia un valore superiore rispetto a un passaporto verde che non attesta nulla, almeno me lo auguro se siamo ancora in paese democratico. Ammesso che siamo ancora in un paese democratico, e – ha concluso la Granato – non lo credo più”.

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Tamponi, turni extra nelle farmacie. Si ragiona sulla terza dose per tutti

Tamponi per ottenere il Green pass oltre l’orario servizio e i giorni chiusura. La richiesta della Fofi, a Figliuolo girata alle Regioni per agevolare le farmacie. Si pensa all’allargamento della platea per la terza dose

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ROMA – Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo, sentito il Ministero della Salute, ha chiesto alle Regioni di agevolare le farmacie affinché “possano continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura” e possano eseguire i tamponi “anche nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati“.

A rendere nota la richiesta è Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), rilevando che il commissario ha accolto le proposte della Fofi e che i farmacisti sapranno “sfruttare questa opportunità per rendere un servizio ancora più efficace ed efficiente”. I farmacisti ringraziano il Commissario per aver accolto la sua proposta di ampliare l’esecuzione dei tamponi rapidi nelle farmacie, al fine di rispondere all’obbligo della certificazione verde sui luoghi di lavoro”.

Intanto però sul fronte dei vaccini, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa rimarca la possibilità già palesata in questi ultimi giorni di allargare la platea per la terza dose tra la fine 2021 e il 2022. Sarebbe questa la tempistica sulla quale si sta ragionando. “Per la scelta di fare la terza dose a tutti – ha dichiarato Costa – siamo in un ambito in cui la politica deve prendere atto di quelle che saranno le indicazioni scientifiche, su questo credo sia opportuno dividere in maniera netta le competenze: la politica si deve assumere la responsabilità di declinare le scelte, ma lo deve fare sulla base di quello che la scienza ci dice. Oggi le indicazioni che abbiamo sono di procedere con la terza dose sui fragili e gli ultrasessantenni”.

È “ragionevole pensare che ci sarà un’estensione. Il compito del governo è farsi trovare pronto per la somministrazione e sotto questo aspetto garantiamo di esserlo, sia per quanto riguarda la logistica sui territori che per la disponibilità di vaccini. Le indicazioni -ha affermato – ci dicono che è ragionevole pensare che si andrà verso la terza dose diffusa e lo faremo gradualmente. Mi pare che anche sulla terza dose ci sia una risposta positiva da parte dei cittadini, dobbiamo continuare affidandoci al loro senso di responsabilità, che è stato ampiamente dimostrato sia nel rispetto delle regole, sia nella disponibilità sulla vaccinazione. Ci hanno fatto raggiungere numeri straordinari che ci consentono di proseguire nel percorso di ritorno alla normalità”.

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