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Effetto Green pass, volano le prenotazioni del vaccino. Richieste aumentate del 40%

L’impulso alle vaccinazioni era forse il principale risultato atteso dal nuovo Green pass. Intanto sul nuovo dl ci sono ancora molti nodi

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COSENZA – Dopo l’estensione dell’obbligo del Green pass, vari hub segnalano un un’accelerazione delle vaccinazioni. E, in serata, è lo stesso generale Figliuolo, il commissario straordinario per l’emergenza, a certificare il trend. “A livello nazionale – ha detto – si è verificato un incremento generalizzato delle prenotazioni di prime dosi tra il 20% e il 40% rispetto alla scorsa settimana. Inoltre, oggi, si è riscontrato un aumento del 35% di prime dosi rispetto alla stessa ora di sabato scorso“. Bisogna aspettare, ha precisato il generale, per capire se il dato si consoliderà “in maniera strutturale”, ma intanto “a oggi 40 milioni 850.892 cittadini hanno completato il ciclo vaccinale, pari al 75,64% della platea di over 12”. L’impulso alle vaccinazioni era forse il principale risultato atteso dal nuovo Green pass. Ma nel decreto, che riguarda 23 milioni di lavoratori, sono molti gli aspetti su cui si attendono chiarimenti: come controllare il certificato digitale e come comportarsi se il dipendente non lo ha, sono i principali nodi su cui, da prospettive diverse, si ragiona nel settore pubblico, nelle piccole e grandi aziende private, nonché nelle famiglie. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, prevista per lunedì, sono attese, prima dell’entrata in vigore il 15 ottobre, le linee guida del Governo “per la omogenea definizione delle modalità organizzative”. Ci stanno lavorando al ministero della Salute e a Palazzo Chigi, e nel frattempo studiano i risvolti pratici e legali dirigenti e sindacati. I lavoratori che non si vaccinano devono essere “messi nella condizione di non dover pagare il tampone“, ha ribadito il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, ma la linea dell’esecutivo è diversa. Avrà un costo più basso e forse una validità più lunga ma non sarà gratis o sotto una certa soglia, “altrimenti – ha chiarito il ministro del Lavoro, Andrea Orlando – passerebbe il messaggio politico per cui vaccinarsi o non vaccinarsi sarebbe la stessa cosa”. Il giuslavorista Pietro Ichino ha dubbi sulla distinzione fra il settore pubblico, dove la sospensione scatta dopo 5 giorni di mancata presentazione del certificato verde, e quello privato dove va eseguita subito: “Non è giustificata e sarà bene che in sede di conversione del decreto venga corretto questo errore”.

Più che nelle grandi aziende, pone criticità a quelle con meno di 15 dipendenti e agli autonomi, settori dove Ichino immagina più che altro “controlli a campione”. Per i lavoratori le sanzioni sono da 600 a 1.500 euro, per i datori da 400 a mille e valgono anche per le famiglie che impiegano domestici no vax. Secondo i sondaggi delle scorse settimane questi erano il 20% (alcuni hanno vaccini stranieri non validi per il Green pass) e molti ieri erano in fila negli hub per la prima dose. “Se il lavoratore non vuole vaccinarsi, con il contratto a tempo indeterminato può essere licenziato – dice Andrea Zini, presidente di Assindatcolf -. A quel punto converrà assumere un sostituto sempre a tempo indeterminato, che a sua volta potrà essere licenziato con una settimana di preavviso per far tornare il ‘titolare’ ravveduto e vaccinato”. Più complessa la dinamica nelle situazioni ‘in nero’, stimate in un milione: “Il datore di lavoro può essere ricattato, ma d’altronde – osserva Zini – è fra i rischi che doveva mettere in conto”. Il Green pass sarà obbligatorio anche per idraulici, elettricisti, e tutti gli artigiani: l’obbligo di controllo spetta al datore di lavoro e, in attesa delle linee guida, si può immaginare che il committente abbia quanto meno la facoltà di chiederlo prima di farli entrare in casa. Sono vincolati al Green pass anche tassisti, autisti di autobus, dipendenti degli esercizi commerciali ma non i loro clienti. È prevista una disciplina per la sostituzione temporanea del lavoratore privo di certificato: stimando un 20% di dipendenti non vaccinati nel mondo della ristorazione, Tni Italia nei giorni scorsi ha chiesto i voucher. Il tema è caldo anche nella Pubblica amministrazione, tribunali compresi (in quello di Genova si contano un centinaio di persone non immunizzate) e c’è chi, come il sindacato Confsal Unsa, contesta la norma che “esonera avvocati, consulenti e periti dall’esibire il green pass. Non possiamo permettere che si facciano distinzioni tra cittadini di serie A e di serie B”. Sport e spettacolo premono sul Governo per l’apertura al 100% di stadi, palazzetti, teatri e cinema, mentre chiedono ristori i parchi a tema, che hanno spinto per il Green pass Anche se ha bloccato il trend positivo di inizio stagione: “Stiamo ancora aspettando i 20 milioni di euro del DL Sostegni Bis: l’unico contributo stanziato in 18 mesi”.

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Figliuolo “procedere con immediatezza su terza dose”. Vaccinati con doppia dose all’81%

Mentre si valuta se estendere la terza dose per tutti il commissario per l’emergenza sollecita le Regioni

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COSENZA – In merito alla tempistica di somministrazione della terza dose secondo le categorie già indicate dal ministero della Salute, “considerata l’attuale ampia disponibilità di vaccino e la perdurante elevata potenzialità di somministrazione”, le Regioni “procedano con immediatezza ad effettuare i richiami vaccinali in parallelo a tutte le categorie indicate, fermo restando il solo vincolo del rispetto dell’intervallo temporale di almeno 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario”. E’ quanto scrive in una circolare il Commissario per l’Emergenza, Francesco Figliuolo alle Regioni.

Figliuolo “coinvolgere più medici di base e farmacie”

Nella circolare alle Regioni sulla terza dose, il Commissario, Francesco Figliuolo, sottolinea “l’occasione propizia per richiamare l’opportunità di un ricorso sempre più sistematico e strutturato alla medicina del territorio, con il coinvolgimento più ampio possibile dei pediatri di libera scelta, dei medici di medicina generale e dei farmacisti. Questo coinvolgimento assicura la massima capillarità in una fase in cui, con la sovrapposizione dei cicli primari, dei richiami e della vaccinazione antinfluenzale, può diventare ulteriore valore aggiunto il rapporto tra cittadini e medici/strutture sanitarie ordinarie del territorio”.

Speranza “81% vaccinati con ciclo completo. Valutiamo di estendere la terza dose”

Siamo arrivati all’ 85,76% di prime dosi tra over12 e all’81, 55% di vaccinati con ciclo completo a stamani. Il green pass è un pezzo fondamentale della strategia del governo ed è uno strumento che gli italiani stanno usando massicciamente, essendo 103 mln quelli scaricati a stamani”. Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo al question time alla Camera.

“La terza dose è stata autorizzata in sintonia con Ema prima di tutto per gli immunocompromessi. Le altre categorie autorizzate sono gli over-80, i residenti nelle Rsa, il personale sanitario, gli over60 e i fragili di ogni età. Valuteremo la terza dose eventualmente anche per altre categorie che oggi sono fuori. Ad oggi sono state somministrate oltre 700mila terze dosi”, ha dichiarato il ministro Speranza.

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Calabria

La senatrice no Green pass non arretra “lotto e vado avanti”

Così la senatrice di “l’Alternativa c’è” che ieri è stata interdetta dai lavori parlamentari per 10 giorni per essersi rifiutata di esibire il green pass

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CATANZARO – “Certo che vado avanti, bisogna andare avanti, assolutamente. Perché siamo solo all’inizio ed è una situazione pericolosa e grave perché sembra che tutti i poteri dello Stato si siano coalizzati su una linea che a mio avviso contrasta con il dettato della Costituzione”. Lo dichiara all’AGI la senatrice di “l’Alternativa c’è”, Bianca Laura Granato, che ieri è stata interdetta dai lavori parlamentari per 10 giorni per essersi rifiutata di esibire il green pass all’ingresso di Palazzo Madama.

All’indomani della decisione del Consiglio di presidenza del Senato a suo carico, la Granato non demorde, anzi rilancia la sua battaglia, e si accinge a raggiungere in giornata Trieste, il fronte più caldo della protesta no green pass: “Sono molto preoccupata, ora – aggiunge la senatrice – dobbiamo cercare di vedere cosa fare, tenersi in contatto e raccordarsi con tutti questi gruppi che stanno portando avanti queste battaglie dimostrando sensibilità nel farsi interprete di un disagio a differenza di tanti politici che non hanno preso in carico la situazione, e a differenza dei corpi intermedi o dei sindacati che sono spariti, anzi si sono schierati dall’altra parte. Salgo a Trieste – rimarca la Granato – per unirmi al gruppo dei manifestanti e ai miei colleghi che sono già lì, per essere vicini a quanti stanno tutelando uno stato di diritto che ci hanno negato attraverso leggi incostituzionali e autoritarie, che non esistono in nessun altro paese europeo”.

Granato dunque non arretra neanche davanti alla sospensione temporanea dal Senato: “Ho avuto molti attestati di stima, qualcuno anche fuori da mio gruppo anche se non esplicitamente. Insomma, ho avuto pacche sulle spalle. Quando alla sospensione, in realtà me l’aspettavo, l’avevo messa in conto ed era stata anche preannunciata. Certo, quello che ritengo grave – rileva la senatrice di ‘L’Alternativa c’è’ – è che abbiano addirittura precluso, adesso, anche la possibilità di accedere. Io sono potuta accedere perché comunque c’era l’invito a non accedere ma non era perentorio: invece adesso si impedisce a un senatore sprovvisto di green pass di accedere ai locali del Senato, e questo significa infrangere la Costituzione in nome di un decreto del governo che è un atto unilaterale che ancora non è stato convertito in legge e che il Consiglio di presidenza del Senato ha fatto proprio stravolgendo completamente la Costituzione. Io penso che il mandato che ti è conferito dal popolo abbia un valore superiore rispetto a un passaporto verde che non attesta nulla, almeno me lo auguro se siamo ancora in paese democratico. Ammesso che siamo ancora in un paese democratico, e – ha concluso la Granato – non lo credo più”.

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Italia

Tamponi, turni extra nelle farmacie. Si ragiona sulla terza dose per tutti

Tamponi per ottenere il Green pass oltre l’orario servizio e i giorni chiusura. La richiesta della Fofi, a Figliuolo girata alle Regioni per agevolare le farmacie. Si pensa all’allargamento della platea per la terza dose

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ROMA – Il Commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo, sentito il Ministero della Salute, ha chiesto alle Regioni di agevolare le farmacie affinché “possano continuare a effettuare i tamponi antigenici rapidi oltre gli orari di servizio e nelle giornate di chiusura” e possano eseguire i tamponi “anche nei casi in cui i soggetti non si siano prenotati“.

A rendere nota la richiesta è Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), rilevando che il commissario ha accolto le proposte della Fofi e che i farmacisti sapranno “sfruttare questa opportunità per rendere un servizio ancora più efficace ed efficiente”. I farmacisti ringraziano il Commissario per aver accolto la sua proposta di ampliare l’esecuzione dei tamponi rapidi nelle farmacie, al fine di rispondere all’obbligo della certificazione verde sui luoghi di lavoro”.

Intanto però sul fronte dei vaccini, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa rimarca la possibilità già palesata in questi ultimi giorni di allargare la platea per la terza dose tra la fine 2021 e il 2022. Sarebbe questa la tempistica sulla quale si sta ragionando. “Per la scelta di fare la terza dose a tutti – ha dichiarato Costa – siamo in un ambito in cui la politica deve prendere atto di quelle che saranno le indicazioni scientifiche, su questo credo sia opportuno dividere in maniera netta le competenze: la politica si deve assumere la responsabilità di declinare le scelte, ma lo deve fare sulla base di quello che la scienza ci dice. Oggi le indicazioni che abbiamo sono di procedere con la terza dose sui fragili e gli ultrasessantenni”.

È “ragionevole pensare che ci sarà un’estensione. Il compito del governo è farsi trovare pronto per la somministrazione e sotto questo aspetto garantiamo di esserlo, sia per quanto riguarda la logistica sui territori che per la disponibilità di vaccini. Le indicazioni -ha affermato – ci dicono che è ragionevole pensare che si andrà verso la terza dose diffusa e lo faremo gradualmente. Mi pare che anche sulla terza dose ci sia una risposta positiva da parte dei cittadini, dobbiamo continuare affidandoci al loro senso di responsabilità, che è stato ampiamente dimostrato sia nel rispetto delle regole, sia nella disponibilità sulla vaccinazione. Ci hanno fatto raggiungere numeri straordinari che ci consentono di proseguire nel percorso di ritorno alla normalità”.

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