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Aziende: come rafforzare il brand con le pr online

Essenziale per le aziende rafforzare il brand online, per competere in uno scenario sempre più complesso e difficile

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COSENZA – Lo sviluppo digitale sta accelerando in tutto il mondo, mettendo a disposizione nuove opportunità per le aziende per la crescita del business online. In Cina il numero di utenti collegati a internet ha superato il miliardo di persone, secondo il China Statistical Report on Internet Development, con un livello di penetrazione del 71,6% nel Paese asiatico.

La crescita di utenti internet è stata continua negli ultimi 15 anni, come rilevato dai dati ITU dell’ONU (International Telecommunication Union). Nel 2005 le persone connesse alla rete erano appena 1 miliardo su scala globale, mentre nel 2019 si contavano oltre 4 miliardi di utenti collegati al web, con un aumento stabile dal 2013, a dimostrazione della forte diffusione raggiunta negli ultimi anni dal mondo digitale.

In questo contesto è essenziale per le aziende rafforzare il brand online, per competere in uno scenario sempre più complesso e difficile, dove è indispensabile sfruttare le potenzialità di attività come le PR online.

Nei prossimi anni, infatti, l’introduzione delle nuove connessioni ultrarapide 5G porterà un ulteriore avanzo nell’ambito della digitalizzazione, rendendo ancora più importante creare un marchio forte e riconosciuto per guadagnare visibilità online.

Come costruire la brand reputation con le PR online

Tra le strategie di digital marketing più efficaci per la costruzione della reputazione del brand ci sono le PR online, attività di divulgazione dell’identità del marchio aziendale su internet.

Per farlo in modo corretto bisogna avvalersi di soluzioni professionali, come per esempio i servizi di PR online per le aziende proposti da I’m Evolution, agenzia che dal 2003 mette a disposizione di imprese e professionisti un supporto collaborativo e personalizzato per lo sviluppo della presenza online e l’ottimizzazione delle strategie di web marketing.

Attraverso attività accurate di Digital PR è possibile far conoscere il brand agli utenti in target, promuovere i servizi e i prodotti dell’azienda in maniera efficace, acquisire maggiore autorevolezza e conquistare la fiducia dei clienti potenziali.

In questo modo è possibile creare una brand reputation online in linea con i valori del marchio e gli obiettivi del business, ottenendo vantaggi importanti in termini di crescita online dell’azienda, per sostenere le attività rivolte all’aumento del fatturato e dei guadagni.

Le PR online possono avere diversi target a seconda delle proprie esigenze aziendali, ad esempio supportare processi di internazionalizzazione del business, di espansione dell’impresa in altri settori all’interno del mercato nazionale, oppure il lancio di un nuovo progetto digitale.

L’attività di Digital PR consiste nella realizzazione di contenuti ad hoc, per raccontare l’azienda in modo strategico attraverso canali online come i social network, il web, i forum e le community.

Questi interventi sono spesso integrati con le campagne di link building, un’attività incentrata sull’ottenimento di autorevolezza da parte del sito web per migliorarne il posizionamento organico sui motori di ricerca e acquisire maggiore visibilità su internet.

Il connubio tra PR online e link building consente di ottimizzare gli investimenti e consolidare la presenza online, da un lato rafforzando la notorietà del brand e la sua identità, dall’altro aumentando il ranking in SERP del portale aziendale o del sito e-commerce per ricevere più traffico qualificato.

Perché è importante investire nelle PR online?

Le Digital PR sono un ecosistema di attività spesso sottovalutate, eppure si tratta di un passaggio essenziale per posizionare il brand sul mercato in modo competitivo, ottenendo vantaggi considerevoli nella capacità dell’infrastruttura digitale aziendale di convertire il traffico in target di utenti in clienti paganti e fidelizzati.

Con le PR online è possibile instaurare una comunicazione ottimale su internet, scegliendo con attenzione lo stile giusto e valutando in modo accurato dove pubblicare i propri contenuti.

L’intero processo deve essere monitorato in maniera precisa, per misurare l’evoluzione digitale della visibilità del brand e capire come sta cambiando la percezione degli utenti in merito al marchio aziendale.

In questo modo, è possibile correggere eventuali problemi prima che possano rappresentare un rischio per il business, adottando un approccio di ottimizzazione continua per garantire risultati significativi nel lungo termine nella creazione di una perfetta brand reputation.

In questo settore è fondamentale affidarsi ad agenzie specializzate, per gestire queste delicate attività insieme ad esperti altamente qualificati con grande esperienza nel campo delle Digital PR.

Una soluzione ottimale è rivolgersi ad aziende come I’m Evolution, in grado non solo di curare ogni aspetto delle PR online delle aziende, ma capace di collaborare in modo etico e proficuo nello sviluppo delle campagne di link building e nella costruzione di una strategia di online marketing efficace per la crescita e il rafforzamento del business su internet.

Area Urbana

Uccise la compagna, infermiere cosentino a processo il 15 novembre

Giuseppe Mario Forciniti, infermiere di 34 anni, uccise con venti coltellate la compagna, Aurelia Laurenti, di 32 anni

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COSENZA –  Inizierà il prossimo 15 novembre il processo a carico di Giuseppe Mario Forciniti, l’infermiere di 34 anni che, nel novembre dello scorso anno, a Roveredo in Piano (Pordenone), ha ucciso con venti coltellate la compagna, Aurelia Laurenti, di 32 anni.

Forciniti è stato rinviato a giudizio con le accuse di omicidio volontario aggravato, perché commesso contro una persona stabilmente convivente e il processo sarà celebrato in Corte d’assise a Udine. La famiglia della vittima, per il tramite dell’avvocato Antonio Malatta, si è costituita parte civile. Ai genitori della donna, poche settimane dopo il femminicidio, erano anche stati affidati i due bambini rimasti orfani in tenera età della mamma e con il padre in carcere.

La difesa dell’uomo, reo confesso, sostenuta dall’avvocato Ernesto De Toni, ha richiesto il giudizio abbreviato e la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, in Calabria, a casa dei genitori di lui. Entrambe le istanze sono state rigettate.

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Calabria

La parlamentare calabrese Granato non esibisce green pass in Senato. Sospesa per 10 giorni

Lo ha deciso il Consiglio di presidenza, come ha annunciato in Aula la presidente Casellati “divieto di accesso a tutte le sedi parlamentari”

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COSENZA – Lo aveva preannunciato e lo ha fatto. La senatrice Bianca Laura Granato (Alternativa c’è) si è rifiutata di mostrare il proprio Green Pass entrando a Palazzo Madama, sede del Senato, beccandosi così una sanzione commutata in dieci giorni di sospensione. Lo ha deciso il Consiglio di presidenza, come ha annunciato in Aula la presidente Maria Elisabetta Casellati.

«Il consiglio di presidenza del Senato ha deliberato con efficacia immediata il divieto di accesso a tutte le sedi al parlamentare che non esibisce il green pass», ha detto Maria Elisabetta Casellati, in apertura d’Aula, spiegando che «laddove si verifichi un accesso non consentito, si prevede la sanzione di divieto di accesso a tutti le sedi e l’interdizione ai lavori parlamentari per 10 giorni». La sanzione, ha fatto sapere Casellati, «è stata immediatamente comminata alla senatrice Granato».

La senatrice Granato segnalata ai questori

“Lei può entrare – le ha risposto la commessa -, ma noi dobbiamo fare una segnalazione ai questori” – è la risposta data alla Granata appena passata il varco e, interpellata dall’Ansa, ha spiegato che in mattinata una scena analoga si era svolta allorché si era recata nel suo ufficio, nel palazzo ex Isma, esterno a Palazzo Madama, situato in piazza Capranica: “Anche in quel caso il commesso mi ha fatto passare annunciandomi che avrebbe fatto una segnalazione ai questori”. Granato si è quindi recata nell’aula della Commissione Affari costituzionali dove è iniziato l’esame del decreto sul green pass, al quale la senatrice di Ac ha presentato diversi emendamenti.

Bloccati i lavori in Commissione

La Commissione Affari costituzionali del Senato nel frattempo ha sospeso i propri lavori per la presenza in aula della senatrice Laura Granato. Il presidente della Commissione Dario Parrini ha sospeso la seduta in attesa di avere indicazioni da parte dell’Ufficio di Presidenza. “Ho ricevuto una comunicazione ufficiale da parte dei questori – ha riferito ai cronisti Parrini – sulla presenza in commissione di una senatrice che aveva violato il regolamento sul green pass. In accordo con gli stessi questori ho sospeso la seduta perché non si può lavorare quando viene violato il regolamento su un punto così importante come la sicurezza e la salute. Ora attendo le decisioni dell’ufficio di presidenza, sulle modalità per riprendere i lavori”. La Commissione sta esaminando proprio il decreto che estende l’obbligo del certificato verde a tutti i luoghi di lavoro. È iniziato il Consiglio di presidenza del Senato per esaminare il caso della senatrice no pass Laura Granato.

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Italia

Covid: effettivi negativi sulle regioni italiane per 10 anni

È quanto stima il Comitato delle Regioni Ue nel suo ultimo barometro pubblicato in occasione della Settimana europea delle città e delle regioni

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BRUXELLES – L’impatto della pandemia potrebbe aumentare le differenze già esistenti fra le regioni in Europa e le italiane sono fra quelle che rischiano di subire gli effetti negativi maggiori sia sul breve termine che sul medio termine (nei prossimi 10 anni). È quanto stima il Comitato delle Regioni Ue nel suo ultimo barometro. Nel nostro Paese a salvarsi sul breve periodo potrebbe essere soltanto il Friuli-Venezia Giulia che, a cospetto di un’Italia tutta in rosso per le conseguenze della pandemia, resterebbe in arancione insieme all’Austria e a molte altre regioni del Nord Europa.

La pandemia avrà degli effetti a lungo termine sulle strutture socio-economiche delle regioni europee“, si legge nell’analisi, in cui si spiega che sul medio termine (fino a 10 anni) l’impatto delle restrizioni diminuirà in maniera significativa e “il fatto che le conseguenze possano farsi sentire ancora a lungo dipende dalle caratteristiche strutturali di un’area e dalla velocità della ripresa dei settori più colpiti”.

Tra gli elementi considerati per stimare i rischi di breve e lungo termine dei diversi territori vi sono il turismo, l’occupazione nel settore alberghiero, dell’accoglienza e della cultura, il numero di Neet (giovani che non studiano e non cercano lavoro) con bassi livelli di educazione e un alto rischio di povertà, e la qualità dei governi. La crisi, spiega il Comitato, ha avuto un impatto devastante sull’occupazione e sulla dimensione sociale, colpendo in particolar modo i giovani e i lavoratori poco qualificati. Anche le persone che già vivevano in condizioni precarie, le persone con disabilità e le persone anziane hanno visto peggiorare il loro tenore di vita. La pandemia ha poi ulteriormente evidenziato problemi di lunga data come le disuguaglianze di genere e i rischi professionali legati al genere.

Un buco da 22,8 miliardi nelle casse degli enti locali italiani lasciato dalla pandemia

L’allarme lanciato dal Comitato delle Regioni fotografa un’impronta lasciata nel 2020 dalla pandemia sulle amministrazioni locali del nostro Paese pesante: strette tra le maggiori spese da sostenere per far fronte all’emergenza e le mancate entrate dovute alla crisi, la perdita registrata è in termini assoluta la più alta d’Europa dopo la Germania, dove Laender e città hanno segnato un rosso di quasi 112 miliardi. A livello europeo, il cosiddetto ‘effetto forbice’ per gli enti locali vale 180 miliardi di euro, pari alla somma delle maggiori spese dovute alla pandemia (125 miliardi) e delle mancate entrate (55 miliardi).

Tutto questo, ha avvertito il presidente del Comitato, Apostolos Tzitzikostas, “potrebbe portare a tagliare i servizi pubblici, a meno che non arrivino urgentemente più risorse da fondi Ue e nazionali per sostenere progetti e programmi locali”. Un allarme che riguarderebbe tutta l’Unione. Se le casse delle amministrazioni italiane, che rischiano un buco di 23 miliardi di euro, hanno perso circa il 9% delle entrate, in termini relativi le perdite maggiori si sono registrate a Cipro (25%), Bulgaria e Germania (15%). Mentre le più basse in Romania, Danimarca, Grecia, Ungheria ed Estonia (non oltre il 2%).

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