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Posti letto e contagi in aumento, Calabria tra le regioni in sofferenza

L’aumento dei contagi in tutto il Paese spaventa e alcune regioni iniziano a soffrire rispetto alla prospettiva dei posti letto in area medica e terapia intensiva

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ROMA – Le regioni che soffrono di più, secondo i dati della Fondazione Gimbe, sono la Calabria, con il 6% dei posti letto occupati in area medica e il 3% in intensiva; la Campania con il 5 e il 2%; la Sicilia con il 5 e il 3%; la Basilicata con il 5% in area medica e 0% in terapia intensiva; la Sardegna con il 4% e l’1%. Ma si tratta di percentuali che, almeno per il momento, non portano ad un cambiamento del ‘colore’ delle regioni più colpite perchè questo avverrà in un ‘mix’ tra i nuovi parametri emersi ieri dalla cabina di regia a Palazzo Chigi che lasciano a 50 per 100mila abitanti l’incidenza per passare dalla zona bianca alla zona gialla e fissano per l’ingresso in zona gialla la soglia al 10% per le terapie intensive e al 15% per le ospedalizzazioni.

Dall’andamento epidemiologico di Gimbe la settimana 14-20 luglio, rispetto alla precedente, mostra un incremento del 115,7% di nuove infezioni, cioè 19.390 rispetto a 8.989. Questa impennata di nuovi casi va di pari passo a un’inversione di tendenza sul fronte ospedaliero”: i ricoveri con sintomi sono stati 1.194 rispetto a 1.128, pari a +5,9, e le terapie intensive 165 rispetto a 157, pari a +5,1%. Crescono dopo mesi di decremento i casi positivi (49.310 rispetto a 40.649) mentre sono ancora in calo i decessi (76 rispetto a 104, pari a -26,9%).

Inoltre, stando ai numeri forniti ieri dal Ministero della Salute, in Italia restano 158 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid, nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 12 (ieri 9). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 1.234, 38 in più rispetto a ieri. I tamponi molecolari e antigenici sono 219.778, un giorno fa erano stati 235.097.

Da Bruxelles intanto l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) pubblica le mappe aggiornate sull’incidenza del contagio da Covid, con i numeri di casi per abitante e inserisce Lazio, Veneto, Sicilia e Sardegna in giallo. Tra gli scienziati c’è chi avverte, come nel caso dell’epidemiologa Stefania Salmaso: “Se raddoppiano i casi, dopo 4 o 8 settimane vediamo anche il raddoppio dei ricoveri. Ma a quel punto è troppo tardi per intervenire, perché ci sono già troppi infettati in giro”.

E c’è chi invece dà una lettura più incoraggiante, spiegando che la situazione epidemiologica è completamente cambiata rispetto a pochi mesi fa, perchè il 52% degli italiani è già vaccinato. “Ma i numeri vanno letti tenendo conto di tutti gli indicatori a disposizione, sottolinea Roberto Cauda, direttore dell’Unità di Malattie infettive del Policlinico Gemelli-Irccs di Roma: “È vero, secondo i vecchi parametri, alcune regioni che registrano un numero crescente di contagi rischiano di abbandonare la zona bianca – dice – ma la realtà è che l’attuale situazione epidemiologica è cambiata, quindi i parametri per stabilire il sistema dei colori non può essere lo stesso usato nel 2020. Per esempio nel caso del Lazio, corrisponde a verità che ha avuto un aumento repentino di casi, ma è tuttavia una regione con un numero consistente di vaccinati. Quindi qualsiasi decisione dovrà tenere conto di questo fattore”.

“Certamente – aggiunge – c’è un alto numero di contagiati, specie tra i giovani, ma quello che emerge in particolare è che crescono le persone in isolamento domiciliare. Ossia, anche i giovani rischiano di finire in ospedale ma in misura enormemente minore rispetto agli over 60″.

 

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Covid: calano i contagi ma anche i vaccinati. Calabria sopra soglia nei ricoveri

Il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe registra un crollo nella somministrazione di vaccini in 2 settimane del -41%. Buone notizie sul fronte dei contagi da Covid 19 in ulteriore calo del -15% in una settimana

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ROMA – A fronte di scorte che superano le 10 milioni di dosi, crollano i nuovi vaccinati, che in sole due settimane vedono una riduzione del 41% con solo poco più di 486.000 prime dosi effettuate dal 15 al 21 settembre. L’esitazione vaccinale persiste negli over 50 e frena la vaccinazione nella fascia 12-19 anni. Lo evidenzia il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. Al 22 settembre risultano consegnate 93,5 milioni di dosi di vaccini, il 75% della popolazione (44,4 milioni) ha ricevuto almeno una dose e il 69,8% (41,3 milioni) ha completato il ciclo.

Continua a scendere il numero di somministrazioni settimanali

Sono state 1,48 milioni, ma di queste solo 486.000 erano prime dosi: “un crollo rispetto alla risalita di fine agosto (831mila)”. Rispetto alla copertura vaccinale, 3,7 milioni di over 50 (13,5%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, con rilevanti differenze regionali (dal 16,3% della Calabria al 6,3% della Puglia): di questi, 2,88 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. A fronte di un appiattimento dei trend di vaccinazione in questa fascia di età, le fasce 20-29 e 30-39 anni continuano a salire, seppure ad un ritmo meno sostenuto. Mentre la fascia 12-19 mostra segni di frenata: quasi 1,5 milioni di ragazzi non ha ricevuto una dose di vaccino. “Stante l’attuale e ingiustificata indisponibilità pubblica di dati sulle prenotazioni non è possibile sapere in che misura questi numeri saliranno nelle prossime settimane per effetto dell’estensione dell’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro”, evidenzia il presidente Gimbe Nino Cartabellotta

Casi in calo ma anche i ricoveri, preoccupa la ripresa della scuola

Continuano a calare i casi di Covid-19, segnando un -14,9% in una settimana, così come calano ulteriormente ricoveri  nei reparti e nelle terapie intensive. Mentre si mantengono stabili i decessi di persone infettate dal Sars-Cov-2, pari a 394 in una settimana (di cui 33 riferiti a periodi precedenti). Dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo al periodo 15-21 settembre, emerge la preoccupazione per la ripresa del nuovo anno scolastico, considerato che “con la variante delta le attuali misure risultano insufficienti a limitare i contagi”.

Nella settimana appena trascorsa i nuovi casi sono stati 28.676 rispetto ai 33.712 della precedente; gli attualmente positivi 109.513 rispetto a 122.340 (pari a -10,7%); le persone in isolamento domiciliare sono state 105.060 rispetto a 117.621 (-10,7%); i ricoveri con sintomi sono stati 3.937 rispetto a 4.165 (-5,5%) e le terapie intensive 516 rispetto a 554 (-6,9%). “Nella settimana 15-21 settembre 2021 – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – solo 4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi. Scendono a 35 le Province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti, ma in nessuna si superano i 150 casi per 100.000 abitanti”.

Calabria sopra la soglia del 15%

Sul fronte ospedaliero, a livello nazionale, il tasso di occupazione di posti letto rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica). Restano però differenze regionali: per l’area medica sono sopra la soglia del 15% Calabria (18%) e Sicilia (17%); per l’area critica nessuna Regione supera la soglia del 10%.

Preoccupazioni restano, però, rispetto alla ripresa delle lezioni, considerando che c’è un 5,9% di insegnanti e un 32% dei ragazzi non ancora vaccinato neanche con una dose. “Il mondo reale della scuola – precisa Cartabellotta – si ritrova senza una strategia di screening sistematico di personale e studenti, con regole sul distanziamento derogabili in presenza di limiti logistici e senza interventi sistematici su aerazione e ventilazione, né sulla gestione dei trasporti. E la vaccinazione di personale e studenti, non è sufficiente per arginare la diffusione del virus e scongiurare la DAD, in particolare nelle scuole primarie”.

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Blitz anti droga tra le province di Napoli, Salerno e Cosenza

Cinquantasei persone arrestate e di queste, 35 sono finite in carcere e 21 agli arresti domiciliari. Il blitz ha colpito i clan di Pagani e Gionta di Torre Annunziata

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SALERNO – Vasta operazione antidroga questa mattina dei carabinieri che hanno smantellato un sistema criminale che gestiva il mercato della droga a Pagani e nell’agro nocerino. E’  in corso dalle prime ore di oggi, nelle province di Salerno, Napoli e Cosenza, l’esecuzione delle misure cautelari per 56 persone indagate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e detenzione abusiva di armi clandestine.

Le persone coinvolte si avvalevano di una pluralità di canali di rifornimento riconducibili a contesti criminali di matrice camorristica radicati a Pagani e nella provincia di Napoli. Tra i principali fornitori stabili, che in quanto tali rispondono del reato associativo, sono stati individuati soggetti interni o contigui al clan Gionta di Torre Annunziata.

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Un solo giudice per divorzi, tutele e affidi minorili: nasce il “Tribunale della famiglia”

Un solo giudizio che si possa occupare dei diritti delle persone e dei minorenni trattando separazioni, divorzi, tutele e affidi

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COSENZA – È una delle riforme più importanti del sistema giudiziario italiano, nella parte che riguarda il processo civile. E ieri ha ottenuto il primo via libero al Sentato che ha approvato il testo con 201 voti favorevoli e 30 contrari. Sul testo era stata posta la fiducia. Stiamo parlando del “Tribunale della famiglia”: un solo giudizio che si possa occupare dei diritti delle persone e dei minorenni trattando separazioni, divorzi, tutele e affidi minorili e che avrà tra gli obiettivi principali, almeno nelle intenzioni, la riduzione dei tempi anche del 40%. Veniamo da una stagione in cui al momento ci sono tre giudici per la stessa materia: tutelare, ordinario e minorile. Di fatto il Tribunale della famiglia nasce dalla fusione tra quella per i minorenni e quelli ordinari. Al giudice civile verranno assegnate nuove competenze: potrà disporre i primi accertamenti nei casi in cui ci sia il sospetto di violenze su donne e minori con la possibilità di prevedere tempestivamente forme di protezione. Sarà strutturato in sezioni distrettuali e circondariali, a seconda delle cause da trattare, con giudizi che avranno competenze specifiche e sarà prevista la tecnologia nei processi civili.

Il Tribunale delle famiglie sarà supportato anche da un Ufficio del Processo, costituito da giudici onorari, le cui competenze saranno un valore aggiunto sia per le sedi circondariali che distrettuali. Si introducono anche per il giudizio minorile regole processuali uniformi: contraddittorio, rispetto dei tempi, contenuto e deposito degli attipoteri del giudice.

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