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Regioni “in giallo con 20% e 30% di intensive e ricoveri. Pass verde solo per alcuni eventi”

Le Regioni chiederanno al Governo l’uso del green pass per “la ripresa in sicurezza di attività fino a oggi non consentite o limitate”

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COSENZA – Il Governo è al lavoro per definire il nuovo decreto Covid, che dovrà stabilire la proroga dello stato di emergenza, i criteri per decidere i “colori” delle regioni e le tanto attese norme per l’utilizzo del green pass. La cabina di regia e il Consiglio dei ministri per dare il via libera al provvedimento, secondo quanto si apprende da fonti di governo, dovrebbero tenersi domani, con uno slittamento di un giorno rispetto alla data di oggi inizialmente prevista. Nessuna delle due riunioni, però, al momento è stata confermata. Per quanto riguarda la proroga dello stato di emergenza (in scadenza il 31 luglio) l’orientamento sarebbe quello di portare il termine al prossimo 31 dicembre, quando sarà possibile fare un punto sulla pandemia a campagna di vaccinazione conclusa. Sicuramente saranno cambiati i criteri per la definizione delle zone (bianca, gialla, arancione, rossa) delle Regioni. Dovrebbero essere abbandonati i parametri relativi ai contagi e all’incidenza, in favore di un conteggio basato su ospedalizzazioni e occupazione delle terapie intensive, anche in relazione all’andamento delle vaccinazioni.

 

I nuovi parametri chiesti dalle Regioni

Si resta in zona bianca se l’occupazione delle terapie intensive non supera il 20% dei posti letto a disposizione e se quella dei reparti ordinari non supera il 30%. E’ questa la proposta della Conferenza delle Regioni al governo in vista della revisione dei parametri del monitoraggio “in un’ottica – dice il presidente Massimiliano Fedriga – di collaborazione istituzionale”.

Green pass solo per eventi non consentiti

‘C’è infine il capitolo green pass, quello più controverso, in particolare per l’opposizione della Lega alle restrizioni. Potrebbe essere mantenuto il rilascio dopo la prima dose, ma con un “pressing” a completare il ciclo entro breve tempo. Inoltre potrebbero essere individuate tipologie di luoghi, attività, eventi, a cui per partecipare sarà necessario esibire il green pass. In base alla “categoria di rischio”, per alcuni sarà sufficiente avere ricevuto la prima dose, per altri (come i grandi eventi) ne serviranno due. Anche su questo i governatori hanno avanzato oggi la loro proposta chiedendo che il pass verde venga utilizzato “per permettere la ripresa di attività fino ad oggi non consentite” come “eventi sportivi e di spettacolo, discoteche, fiere e congressi”. Le proposte, sottolinea ancora Fedriga, sono state elaborate anche “alla luce dell’attuale contesto epidemiologico, caratterizzato da un aumento dell’incidenza ma da una bassa occupazione dei posti letto ospedalieri, e dalla progressione intensa della campagna vaccinale. Si tratta – aggiunge – di proposte che facciamo al Governo“.

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Bollette luce e gas, nuova stangata ad ottobre: aumenti fino al 60% in più.

Senza un intervento del governo, l’incremento potrebbe essere addirittura del 100% per l’elettricità. Le stime e l’allarme

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ROMA – A partire dal mese di ottobre 2022, le bollette dell’elettricità sul mercato tutelato aumenteranno del 60%. È quanto stima la società di consulenza Nomisma Energia in previsione dell’aggiornamento delle tariffe di Arera (l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente). Massimo Ricci, presidente della Divisione Energia di Arera ha parlato in merito al costo delle bollette che gli italiani devono aspettarsi nei prossimi mesi. Le sue affermazioni sono state raccolte all’Italian Energy Summit del Sole 24 Ore. Nel dettaglio, Ricci ha dichiarato: «Indipendente dalla percentuale di aumento, è una percentuale che si applica su prezzi già molto alti e quindi si arriva a prezzi mai visti prima».

L’allarme è lanciato a tutti  livelli: senza un intervento del governo, l’incremento potrebbe essere addirittura del 100%. Il prezzo dell’elettricità toccherà un nuovo massimo di 66,6 centesimi per kilowattora (kwh). Per quanto riguarda il gas, considerando il nuovo metodo di calcolo, l’aggiornamento delle tariffe ci sarà all’inizio del mese di novembre.

In ogni caso, Nomisma stima un rialzo del gas del 70%. “Il prezzo del Psv – punto di incontro tra domanda e offerta del mercato del gas – è un po’ più basso, circa il 10% in meno rispetto al Ttf – l’indice di borsa del gas naturale nel mercato dei Paesi Bassi-, questo se non altro aiuta un po’”, conclude Tabarelli. Se queste stime fossero esatte, “allora una famiglia tipo avrebbe un rincaro della bolletta della luce pari a 677 euro su base annua“, ha detto Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione nazionale consumatori. Per il gas, grazie alle modifiche di Arera e all’abbandono del Ttf, osserva l’associazione, il rialzo sarebbe di un 50% in meno rispetto ai valori che si sarebbero verificati nel caso si fosse fatto l’aggiornamento con le quotazioni di fine agosto.

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Alzheimer, nuovo farmaco ridurrebbe del 27% la progressione della malattia: lo studio

Nuove speranze nella lotta contro l’Alzheimer arrivano dai risultati di un trial clinico che ha riguardato un nuovo farmaco: la molecola sperimentale lecanemab

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ROMA – I risultati del trial clinico sono stati annunciati dalle case farmaceutiche Eisai e Biogen in una nota, in cui hanno sottolineato che contano di sottoporre i dossier per l’approvazione del farmaco all’Agenzia europea dei medicinali entro marzo 2023.

Nuove speranze nella lotta contro l’Alzheimer arrivano dai risultati di un trial clinico che ha riguardato un nuovo farmaco, la molecola sperimentale lecanemab: somministrato nelle prime fasi della malattia a quasi 2mila pazienti, è risultato in grado di ridurre del 27% la progressione dell’Alzheimer. I risultati dello studio di fase III Clarity AD sono stati annunciati dalle case farmaceutiche Eisai e Biogen in una nota, in cui hanno sottolineato che contano di sottoporre i dossier per l’approvazione del farmaco all’Agenzia europea dei medicinali entro marzo 2023.

Come agisce il farmaco

Lecanemab è un anticorpo monoclonale che sarebbe in grado di riconoscere ed eliminare gli aggregati di beta-amiloide, il maggior costituente delle placche caratteristiche dell’Alzheimer. Nel corso della sperimentazione la molecola è stata somministrata a 1.795 soggetti con decadimento cognitivo lieve dovuto all’Alzheimer e con Alzheimer lieve, seguiti per 18 mesi dall’inizio dell’assunzione del farmaco.

I risultati

Rispetto al gruppo di controllo che aveva ricevuto un placebo, i soggetti trattati con lecanemab hanno mostrato una riduzione del 27% del declino cognitivo, misurato con una specifica scala di valutazione definita CDR-SB. Dal trial è inoltre emersa una riduzione della quantità di beta-amiloide nel cervello; mentre gli effetti collaterali sono stati considerati in linea con le aspettative. “Questi risultati creeranno nuovi orizzonti nella diagnosi e nel trattamento della malattia di Alzheimer”, ha riferito Haruo Naito, amministratore delegato di Eisai. In aggiunta, lo studio ha una importante valenza scientifica dal momento che conferma che “l’accumulo anomalo di beta-amiloide nel cervello è una delle principali cause del morbo di Alzheimer”, ha aggiunto. “L’annuncio di oggi dà ai pazienti e alle loro famiglie la speranza che il lecanemab, se approvato, possa potenzialmente rallentare la progressione del morbo di Alzheimer e fornire un impatto clinicamente significativo sulla cognizione e sulla funzione“, ha concluso Michel Vounatsos, amministratore delegato di Biogen.

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Arriva la carta del docente, disponibile online: che cosa si può acquistare

La carta ha una dotazione di 500 euro e interessa il personale docente di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali

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ROMA – E’ stata aperta l’applicazione ‘cartadeldocente’, per consentire la gestione del bonus. Da ricordare che ai portafogli dei docenti saranno attribuiti anche i residui relativi all’anno scolastico 2021/2022. Con la riapertura della piattaforma, gli insegnanti hanno quindi la possibilità di avere il bonus del 2022/23 e il residuo del 2021/22, che potrà essere speso entro il 31 agosto 2023.

La carta ha una dotazione di 500 euro e interessa il personale docente di ruolo, vale a dire quasi 700mila insegnanti. È assegnata, nello specifico, ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all’estero e delle scuole militari.

Cosa si può acquistare con la carta?

Libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all’aggiornamento professionale; hardware e software; iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca; iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master inerenti al profilo professionale.

Inoltre, si possono acquistare:

Titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche; titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo; iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione, di cui articolo 1, comma 124, della legge n. 107 del 2015 (Buona Scuola).

I buoni possono essere spesi sia fisicamente che online, come ricorda il sito dedicato, sempre e comunque per le categorie e gli ambiti relativi alla formazione dei docenti. I docenti accedono alla piattaforma attraverso l’identità digitale SPID e li possono consultare la composizione del proprio borsellino elettronico grazie alla specifica funzione di “storico portafoglio”. Il portale permette inoltre di creare uno o più buoni dell’importo desiderato.

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