La storia di nonna Anna. A 100 anni ha sconfitto il covid "non sono vecchia" - QuiCosenza.it
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La storia di nonna Anna. A 100 anni ha sconfitto il covid “non sono vecchia”

Nessun sintomo o quasi e dopo poche settimana torna negativa senza alcuno strascico della terribile infezione

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COSENZA – Anna Striano a febbraio prende il Covid, nessun sintomo o quasi e dopo poche settimana torna negativa senza alcuno strascico della terribile infezione che ha attanagliato l’Italia ed il mondo intero. Fino qui una storia normale, anche se il Covid di normale ha ben poco, ma che si è comunque risolta con un lieto fine. Se non fosse per il fatto che Anna a febbraio ha compiuto 100 anni, 5 febbraio 1921. Un traguardo straordinario che rende ancora più straordinaria una storia di Covid.

Il figlio di Anna torna a casa da alcuni controlli ospedalieri e porta, purtroppo, il coronavirus in famiglia proprio mentre, seppure in pochi, i quattro figli di Anna festeggiavano i suoi 100 anni insieme a 2 cognati ed un nipote. La famiglia si contagia tutta, il figlio di Anna passa 74 giorni in ospedale dove vede morire amici giovani e meno giovani. Il resto della famiglia, con pochi danni ma qualche strascico postumo, esce dal Covid, ma nonna Anna è sempre lì, la più forte di tutti. Anna è’ accudita amorevolmente dalla figlia Caterina di anni 73 che la tiene con sè a San Giorgio a Cremano da quattro anni. ” I napoletani hanno un cuore grande ed io – dice Caterina – sono orgogliosa di esserlo e per questo, seppure tra mille difficoltà, non ha mai pensato di mandare mia madre altrove”. Una donna – racconta dal canto suo l’altra figlia Fiorenza – che ha sempre gestito tutto in prima persona un ‘gendarme gentile’ che ancora oggi ci tiene ad essere sempre in ordine: mani, piedi, vestiti e capelli. Solo su quest’ultimo aspetto nonna Anna ha avuto recentemente qualche perplessità. “Sono sempre stata bionda – ha detto a sua figlia una volta tornata a casa dopo il ricovero – perché’ ora mi state facendo crescere i miei capelli bianchi? Mica sono vecchia io”.

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Sud nella morsa del caldo, al Nord paurosa grandinata distrugge decine di auto

Parabrezza distrutti e carrozzerie dei veicoli in transito sulla A1 danneggiati da una violentissima grandinata

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COSENZA – Se il Centro-Sud è nuovamente alle prese con un’ondata di caldo africano, a causa dei venti roventi in arrivo dal Nord Africa, con picchi di 38-40°C, buon parte del Nord è alle prese con temporali di particolare violenza, nubifragi, frane ma soprattutto grandinate anche di grosse dimensioni. Impressionanti le immagini arrivate dall’Autostrada A1 nel tratto tra Parma e Fiorenzuola che è stata temporaneamente chiusa per una violentissima grandinata che (alle 16.10 circa) ha provocato danni alle auto in transito.

Una decina di minuti con chicchi grossi come palline da ping pong per scheggiare parabrezza e ammaccare la carrozzeria dei veicoli in transito. Sul posto sono intervenuti la polizia stradale ed il personale della direzione 2 tronco di Milano di Autostrade per l’Italia. Anche nei centri abitati le raffiche di vento hanno ‘colpito’ alcune abitazioni. Diversi gli interventi dei vigili del fuoco.

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No Green pass, secca la Lamorgese “in Italia non c’è nessuna dittatura sanitaria”

Il Ministro dell’Interno “vaccinarsi è fondamentale per superare questa pandemia: tutti i provvedimenti del Governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica”

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CASERTA – Le manifestazioni svoltesi in tutta Italia nel weekend per contestare l’estensione del Green Passsono assolutamente da condannare per le modalità con le quali si sono svolte”. Così la ministra dell’Interno Lucia Lamorgese durante una conferenza stampa a Caserta. “Se c’è preoccupazione? Non userei questo termine – dice – perché alla fine credo che debba prevalere il senso responsabilità degli italiani. Quando si fa una manifestazione come quella, non autorizzata, non è legittima. Non sono stati rilevati gravi incidenti, ma noi attenzioniamo la situazione con le forze di polizia su tutto il territorio nazionale”.

Il Governo tutela la salute pubblica

Guardiamo con attenzione alle manifestazioni dei no-vax, che ricordo non erano autorizzate, anche perché sono stati usati simboli ormai passati, penso alla stella di David” ha detto ancora il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese rispondendo ai cronisti nel corso della conferenza stampa dopo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. “Nessuna dittatura sanitaria – ha sottolineato – vaccinarsi è fondamentale per superare questa pandemia: tutti i provvedimenti del Governo sono stati presi per tutelare la salute pubblica, e perché la vera libertà è poter andare dove si vuole senza danneggiare gli altri”.

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Gimbe, Cartabellotta: “con vaccini meno ospedalizzazioni e decessi”

“A parità di casi, circa il 50% di ospedalizzazioni e terapie intensive in meno rispetto alle precedenti ondate”. A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe

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ROMA – L’efficacia dei vaccini “è maggiore per evitare ospedalizzazioni e decessi, ma c’è una buona efficacia anche nel prevenire l’infezione: 88% con due dosi; nella seconda e nella terza ondata per ogni mille pazienti positivi avevamo il 5% che veniva ricoverato in ospedale e lo 0,5% che andava in terapia intensiva. Oggi la percentuale dei ricoverati si è ridotta dal 5% al 2%, quella di chi va in terapia intensiva si è ridotta dallo 0,5% allo 0,27%. Nelle ondate precedenti, a parità di casi, avremmo avuto il doppio di persone ricoverate e in terapia intensiva”.

Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta intervenuto su Radio Cusano Campus ha parlato della campagna vaccinale: “Stiamo mantenendo la media di 530-550mila somministrazioni al giorno, anche se la percentuale delle prime dosi è progressivamente diminuita. Per il terzo trimestre aspettavamo 94 milioni di dosi, ma di fatto J&J e Astrazeneca probabilmente non arriveranno più visto che non li stiamo utilizzando. Quindi avremo 45 milioni di dosi di vaccini a mRna: per mantenere una certa regolarità di somministrazione ne dovrebbero arrivare 15 milioni al mese, ma è difficile”.

“È possibile dunque che ad agosto avremo meno vaccini a disposizione rispetto alla richiesta di prime dosi” ha spiegato ancora il presidente della Fondazione Gimbe che sulla vaccinazione degli insegnanti sottolinea: “Se da un lato sono favorevole, va anche detto che la riapertura in presenza delle scuole non dipende solo dalla vaccinazione di quel 15% di personale che non si è vaccinato. Ci sono tante altre variabili che non sono state affrontate. Per quanto riguarda gli studenti, è poco probabile che riusciremo ad arrivare all’inizio dell’anno scolastico con una copertura adeguata di ragazzi vaccinati, al di là del fatto che si vogliano vaccinare o meno”.

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