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Estate 2021 e linee guida, in spiaggia con le stesse ‘regole’ dello scorso anno

Si andrà in spiaggia come nel 2020: l’ha preannunciato il coordinatore del tavolo interregionale sul Demanio al termine del confronto tra le regioni, sulle linee guida per l’avvio della stagione balneare 2021

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COSENZA – Quest’estate, potremo tornare in spiaggia esattamente con le regole adottate nel 2020. Lo ha detto il coordinatore del tavolo interregionale sul Demanio e assessore ligure Marco Scajola al termine di una riunione con le regioni sulle linee guida per l’avvio della stagione balneare 2021. Linee guida che, “secondo il ministro al Massimo Garavaglia – ha detto Scajola – sono quelle da cui ripartire”. “Lo scorso anno come Regioni avevamo lavorato per realizzare linee guida che il governo recepì e che non ha mai visto spiagge chiuse per covid – ha detto Scajola – Noi per l’estate 2021 ripartiamo da lì”. L’assessore ha spiegato di aver sentito anche il ministro del Turismo Massimo Garavaglia e che, quest’ultimo, ha espresso parere favorevole, sottolineando che sono le linee guida da cui ripartire. Per Scajola “l’unione tra Regioni che, al di là del colore politico, fanno squadra per affrontare al meglio la situazione che abbiamo di fronte, che coinvolge economia, turismo e sicurezza”, poi ha spiegato che oggi alle 16 incontrerà le associazioni di categoria per condividere con loro queste linee guida.

Alle 16 incontrerà le associazioni di categoria per condividere con loro queste linee guida. “La nostra intenzione”, ha anticipato Scajola, “è cercare di andare il più possibile incontro alle esigenze delle categorie per permettere anche che sul Demanio ci possa essere un ampliamento delle attività commerciali, tavolini e sedie ad esempio, per dare maggior respiro dopo mesi difficili”. Sappiamo che il 26 aprile, in base al colore, le attività potranno riaprire e vogliamo venire incontro alle esigenze di bar e ristoranti tenendo presente che molti gravitano sul Demanio marittimo. Diamo possibilità di concedere questi ampliamenti, poi i Comuni valuteranno in base a propri spazi e logistica cittadina”. Sul fronte delle spiagge libere attrezzate – che prevedono 50% di spiaggia libera e 50% attrezzata – “nel 2020 avevamo concesso ai comuni di estendere la parte attrezzata al 70%”, ha ricordato l’assessore. “Pensiamo di tornare a farlo. Dopodomani avrò un incontro con Anci per trattare questi temi”.

Riunione alla cittadella regionale con la delegazione dei sindacati balneari

Della prossima stagione balneare si è discusso anche in Calabria, in una riunione che si è volta questo pomeriggio nella Cittadella regionale “Jole Santelli” – con i sindacati degli stabilimenti balneari. La delegazione dei sindacati balneari era composta dai presidenti Massimo Nucera (Federbalneari), Vincenzo Farina (Fiba), Antonio Giannotti (Sib) e Giuseppe Nucera (Assobalneari). Al vertice ha partecipato il presidente f.f. Spirlì, l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Turismo, Fausto Orsomarso e la consigliera regionale Tilde Minasi. «Le imprese balneari della Calabria hanno bisogno di risposte tempestive per mettere in piedi, in tempo utile, le loro attività e avviare la prossima stagione turistica, ormai alle porte». ha affermato il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì, al termine dell’incontro assicurando il suo interessamento «per risolvere – spiega – le problematiche che mi sono state rappresentate. Le imprese balneari hanno aspettative legittime, come quelle di poter adeguare le loro strutture a quelle del resto d’Europa e di avere, finalmente, concessioni certe e garantite da una legge che, molto spesso, viene disattesa per ignoranza o eccesso di interpretazioni burocratiche. Su questo mi attiverò da subito e mi impegno a incontrare di nuovo i sindacati dopo essermi confrontato con gli assessori e i dipartimenti competenti».

Federbalneari “misure 2020 eccellenti, continuare ad usarle”

Le misure dello scorso anno erano eccellenti e hanno funzionato. Lo dimostra il fatto che il complessivo del contagio delle imprese all’aria aperta (di cui i balneari fanno parte ma che comprende molte altre attività outdoor) è stato solo dell’0,1%, bassissimo. I contagi sulle spiagge si sono davvero contati sulla punta delle dita e in alcuni casi abbiamo autogestito la chiusura. E’ la prova che il sistema che ha tenuto perfettamente ed è importante che si proceda in quella direzione”. Lo dice all’ANSA Marco Maurelli, presidente Federbalneari Italia. “Tutte le misure necessarie, il distanziamento, i famosi 12 metri quadri, le sanificazioni continue, gli strumenti i protezione nei locali chiusi, i Dpi per i dipendenti – aggiunge – saranno rispettate e poi quest’anno in più avremo una maggiore consapevolezza delle persone e anche la campagna vaccinale che è fortunatamente decollata. Quindi troviamo corretto che il ministro sia d’accordo a procedere nella stessa direzione“. “Nel 2020 – sottolinea Maurelli – ci si è finalmente resi conto di quanto sia importante il tema del mare e delle spiagge. E quanto questo sia legato alla ricettività, quindi combattiamo anche perché i nostri alberghi del mare abbiano tutto quello che è necessario”. Maurelli infine aggiunge: “Credo che anche quest’anno il mercato domestico avrà la prevalenza, quindi la politica deve occuparsene. Va bene il pass vaccinale europeo, ma in questo momento è importantissimo chiarire le regole del mercato interno. E cioè i rapporti tra le regioni, quindi bene fa il ministro degli Affari regionali a coordinarsi con le regioni e bene fa il ministro del Turismo a confermare l’impianto dello scorso anno”. (ANSA).

Le linee guida 2020: ombrellini a 3 metri di distanza

Piscine chiuse negli stabilimenti

Vietato l’uso delle piscine negli stabilimenti. “Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, si legge, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento”.

Negli stabilimenti con prenotazione

Stabilimenti aperti con entrata su prenotazione , ombrelloni distanziati di almeno cinque metri, piscine chiuse e igienizzazione dei lettini se si danno a un nuovo utente. “Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate si legge in una nota dell’Inail – viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia – prosegue – la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento”.

Distanza lettini sulla battigia due metri

Per lettini e sdraie non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri. La distanza minima tra le file degli ombrelloni sarà pari a cinque metri mentre sarà di 4,5 metri sulla stessa fila. Sdraio e lettini dovranno essere distanti di almeno due metri e le distanze potranno “essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante”. Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. E’ da vietare – si legge nel documento – l’attività ludico sportiva, i giochi di gruppo, le feste e gli eventi. Saranno chiuse le piscine e per la fruizione di servizi igienici e docce andrà rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Prenotazione mare anche per fasce orarie

Per favorire un accesso contingentato negli stabilimenti “la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi”.

Bambini in spiaggia con distanziamento sociale

“Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze”- Lo si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione e gli stabilimenti balneari nella fase due dell’emergenza da Covid 19. Nel documento si ricorda anche che bisogna nel complesso ” evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura”.

Su spiagge libere decisioni locali 

Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere “dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Dovranno essere affissi nei punti di accesso alle spiagge libere – si legge – cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line. Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi” essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti”. Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire”.

4 metri a cliente in ristoranti, no a buffet

Lo spazio per ogni cliente nei ristoranti deve più che triplicare passando da 1,2 metri a quattro mentre dovrà essere eliminato il servizio a buffet. Nel documento di Inail e Iss sulla ristorazione si sottolinea anche l’importanza dell’introduzione della prenotazione obbligatoria. ” Il layout dei locali di ristorazione – si legge – andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli – anche in considerazione dello spazio di movimento del personale – non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie. Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale”. Vanno eliminati modalità di servizio a buffet o similari.

 

Area Urbana

Uccise la compagna, infermiere cosentino a processo il 15 novembre

Giuseppe Mario Forciniti, infermiere di 34 anni, uccise con venti coltellate la compagna, Aurelia Laurenti, di 32 anni

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COSENZA –  Inizierà il prossimo 15 novembre il processo a carico di Giuseppe Mario Forciniti, l’infermiere di 34 anni che, nel novembre dello scorso anno, a Roveredo in Piano (Pordenone), ha ucciso con venti coltellate la compagna, Aurelia Laurenti, di 32 anni.

Forciniti è stato rinviato a giudizio con le accuse di omicidio volontario aggravato, perché commesso contro una persona stabilmente convivente e il processo sarà celebrato in Corte d’assise a Udine. La famiglia della vittima, per il tramite dell’avvocato Antonio Malatta, si è costituita parte civile. Ai genitori della donna, poche settimane dopo il femminicidio, erano anche stati affidati i due bambini rimasti orfani in tenera età della mamma e con il padre in carcere.

La difesa dell’uomo, reo confesso, sostenuta dall’avvocato Ernesto De Toni, ha richiesto il giudizio abbreviato e la sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, in Calabria, a casa dei genitori di lui. Entrambe le istanze sono state rigettate.

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Calabria

La parlamentare calabrese Granato non esibisce green pass in Senato. Sospesa per 10 giorni

Lo ha deciso il Consiglio di presidenza, come ha annunciato in Aula la presidente Casellati “divieto di accesso a tutte le sedi parlamentari”

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COSENZA – Lo aveva preannunciato e lo ha fatto. La senatrice Bianca Laura Granato (Alternativa c’è) si è rifiutata di mostrare il proprio Green Pass entrando a Palazzo Madama, sede del Senato, beccandosi così una sanzione commutata in dieci giorni di sospensione. Lo ha deciso il Consiglio di presidenza, come ha annunciato in Aula la presidente Maria Elisabetta Casellati.

«Il consiglio di presidenza del Senato ha deliberato con efficacia immediata il divieto di accesso a tutte le sedi al parlamentare che non esibisce il green pass», ha detto Maria Elisabetta Casellati, in apertura d’Aula, spiegando che «laddove si verifichi un accesso non consentito, si prevede la sanzione di divieto di accesso a tutti le sedi e l’interdizione ai lavori parlamentari per 10 giorni». La sanzione, ha fatto sapere Casellati, «è stata immediatamente comminata alla senatrice Granato».

La senatrice Granato segnalata ai questori

“Lei può entrare – le ha risposto la commessa -, ma noi dobbiamo fare una segnalazione ai questori” – è la risposta data alla Granata appena passata il varco e, interpellata dall’Ansa, ha spiegato che in mattinata una scena analoga si era svolta allorché si era recata nel suo ufficio, nel palazzo ex Isma, esterno a Palazzo Madama, situato in piazza Capranica: “Anche in quel caso il commesso mi ha fatto passare annunciandomi che avrebbe fatto una segnalazione ai questori”. Granato si è quindi recata nell’aula della Commissione Affari costituzionali dove è iniziato l’esame del decreto sul green pass, al quale la senatrice di Ac ha presentato diversi emendamenti.

Bloccati i lavori in Commissione

La Commissione Affari costituzionali del Senato nel frattempo ha sospeso i propri lavori per la presenza in aula della senatrice Laura Granato. Il presidente della Commissione Dario Parrini ha sospeso la seduta in attesa di avere indicazioni da parte dell’Ufficio di Presidenza. “Ho ricevuto una comunicazione ufficiale da parte dei questori – ha riferito ai cronisti Parrini – sulla presenza in commissione di una senatrice che aveva violato il regolamento sul green pass. In accordo con gli stessi questori ho sospeso la seduta perché non si può lavorare quando viene violato il regolamento su un punto così importante come la sicurezza e la salute. Ora attendo le decisioni dell’ufficio di presidenza, sulle modalità per riprendere i lavori”. La Commissione sta esaminando proprio il decreto che estende l’obbligo del certificato verde a tutti i luoghi di lavoro. È iniziato il Consiglio di presidenza del Senato per esaminare il caso della senatrice no pass Laura Granato.

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Italia

Covid: effettivi negativi sulle regioni italiane per 10 anni

È quanto stima il Comitato delle Regioni Ue nel suo ultimo barometro pubblicato in occasione della Settimana europea delle città e delle regioni

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BRUXELLES – L’impatto della pandemia potrebbe aumentare le differenze già esistenti fra le regioni in Europa e le italiane sono fra quelle che rischiano di subire gli effetti negativi maggiori sia sul breve termine che sul medio termine (nei prossimi 10 anni). È quanto stima il Comitato delle Regioni Ue nel suo ultimo barometro. Nel nostro Paese a salvarsi sul breve periodo potrebbe essere soltanto il Friuli-Venezia Giulia che, a cospetto di un’Italia tutta in rosso per le conseguenze della pandemia, resterebbe in arancione insieme all’Austria e a molte altre regioni del Nord Europa.

La pandemia avrà degli effetti a lungo termine sulle strutture socio-economiche delle regioni europee“, si legge nell’analisi, in cui si spiega che sul medio termine (fino a 10 anni) l’impatto delle restrizioni diminuirà in maniera significativa e “il fatto che le conseguenze possano farsi sentire ancora a lungo dipende dalle caratteristiche strutturali di un’area e dalla velocità della ripresa dei settori più colpiti”.

Tra gli elementi considerati per stimare i rischi di breve e lungo termine dei diversi territori vi sono il turismo, l’occupazione nel settore alberghiero, dell’accoglienza e della cultura, il numero di Neet (giovani che non studiano e non cercano lavoro) con bassi livelli di educazione e un alto rischio di povertà, e la qualità dei governi. La crisi, spiega il Comitato, ha avuto un impatto devastante sull’occupazione e sulla dimensione sociale, colpendo in particolar modo i giovani e i lavoratori poco qualificati. Anche le persone che già vivevano in condizioni precarie, le persone con disabilità e le persone anziane hanno visto peggiorare il loro tenore di vita. La pandemia ha poi ulteriormente evidenziato problemi di lunga data come le disuguaglianze di genere e i rischi professionali legati al genere.

Un buco da 22,8 miliardi nelle casse degli enti locali italiani lasciato dalla pandemia

L’allarme lanciato dal Comitato delle Regioni fotografa un’impronta lasciata nel 2020 dalla pandemia sulle amministrazioni locali del nostro Paese pesante: strette tra le maggiori spese da sostenere per far fronte all’emergenza e le mancate entrate dovute alla crisi, la perdita registrata è in termini assoluta la più alta d’Europa dopo la Germania, dove Laender e città hanno segnato un rosso di quasi 112 miliardi. A livello europeo, il cosiddetto ‘effetto forbice’ per gli enti locali vale 180 miliardi di euro, pari alla somma delle maggiori spese dovute alla pandemia (125 miliardi) e delle mancate entrate (55 miliardi).

Tutto questo, ha avvertito il presidente del Comitato, Apostolos Tzitzikostas, “potrebbe portare a tagliare i servizi pubblici, a meno che non arrivino urgentemente più risorse da fondi Ue e nazionali per sostenere progetti e programmi locali”. Un allarme che riguarderebbe tutta l’Unione. Se le casse delle amministrazioni italiane, che rischiano un buco di 23 miliardi di euro, hanno perso circa il 9% delle entrate, in termini relativi le perdite maggiori si sono registrate a Cipro (25%), Bulgaria e Germania (15%). Mentre le più basse in Romania, Danimarca, Grecia, Ungheria ed Estonia (non oltre il 2%).

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