La Moratti “vaccini alle regioni in base al Pil”. Boccia “ipotesi contraria alla civiltà”

Fa discutere l’ipotesi del neo assessore al welfare della Lombardia Letizia Moratti che ha avanzato la proposta di fornire le dosi del vaccino prima alle regioni con il maggior Pil. Per Spirlì “quello che dicono gli altri mi importa poco, a me interessa cosa facciamo in casa nostra”. Più duro Boccia “ipotesi contraria alla civiltà ed ai diritti universali”

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COSENZA – “A me quello che dicono gli altri poco importa, a me interessa sapere quello che dobbiamo stabilire precisamente tutti insieme nelle sedi opportune”. Così il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì ha risposto ad una domanda sulla proposta avanzata dal neo assessore alla Salute e al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti, di distribuire i vaccini in base al contributo che le Regioni danno al Pil, mobilità, densità abitativa e zone più colpite dal virus: sono questi i quattro parametri che il vice presidente della Regione Lombardia Letizia Moratti avrebbe chiesto di tenere in considerazione per la ripartizione dei vaccini anti-Covid, con una lettera al commissario Arcuri. “C’è questa continua polemica – ha aggiunto Spirlì – che si cerca di alimentare tra il Nord e il Sud, l’Est con l’Ovest, il Sud con il Sud, in una continua guerra tra poveri. Io dico solo che quello che stiamo facendo ha fatto capire a tutta l’Italia quanto questa Calabria sia forte, combattiva e pronta a non mollare a nessuno, men che meno ai polemici di turno, il controllo della situazione. L’importante è cosa facciamo noi in casa nostra. Poi chi sbaglia in casa propria si assume le responsabilità”.

Decisamente più duro il commento del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Mimmo Bevacqua “la secessione dei ricchi vorrebbe iniziare con la sanità per i ricchi. Le affermazioni della Moratti rivelano il vero volto del centro destra che spinge da anni per l’autonomia differenziata: chiedere di distribuire i vaccini in base al Pil delle regioni è semplicemente ignobile e calpesta tutti i principi di uguaglianza e solidarietà scolpiti nella nostra Costituzione. La neo vice presidente della Regione Lombardia dovrebbe soltanto dimettersi. Sarei davvero curioso di sapere cosa ne pensa il presidente Spirlì” afferma Bevacqua che aggiunge “l’egoismo più bieco della destra nordista getta la maschera e manifesta, come vado dicendo da più di due anni, cosa si nasconde dietro le belle parole del regionalismo differenziato. Quello della Moratti, non è uno scivolone capitato per caso: è la conseguenza della logica sovranista e populista. Passare da ‘prima gli italiani’ a ‘prima i più ricchi, è un attimo

Ma a chiudere ogni ipotesi di gestione diversificata dei vaccini è il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia “la campagna di vaccinazione serve a tutelare la salute degli italiani, azzerare il numero delle vittime, decongestionare l’afflusso negli ospedali e riportare il paese alla normalità. Utilizzare il parametro del Pil, anche se fosse legato alla densità delle imprese, per l’attribuzione dei vaccini è un’ipotesi contraria alla civiltà e ai diritti universali” ha detto replicando alle parole dell’assessore alla sanità lombarda Moratti. “Immagino sia stata solo un’affermazione infelice e non una proposta formale, che comunque non abbiamo mai ricevuto. E mi pare sia stata già superata dal buon senso”.