Gratteri “il reddito ai criminali è il simbolo dell’inefficienza. Allontana la gente dalla giustizia”

Il Procuratore di Catanzaro ospite al Salone della Giustizia a Roma lancia nuovamente l’allarme sull’attuale situazione economica dovuta all’emergenza covid “le mafie approfittano della crisi delle famiglie. I magistrati? C’è un problema di corruzione e collusione ma conosco migliaia di magistrati onesti e seri”

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ROMA – “È brutto vedere la beffa di chi ha un suv da 80mila euro e va a scuola per chiedere il tablet per la figlia o criminali che hanno il reddito cittadinanza. Questo allontana la gente dalla giustizia ed è simbolo di inefficienza”. Così il Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, ospite al Salone della Giustizia a Roma. Gratteri ha nuovamente lanciato l’allarme sull’attuale situazione economica di molte famiglie in crisi a causa del covid facile preda della mafia “mentre la politica discute su come far arrivare i soldi e cosa fare per la crisi economica dovuta al Covid, i capomafia fanno la spesa e danno soldi alle famiglie, che alle elezioni voteranno per il candidato prescelto dallo stesso capomafia. Man mano che passeranno i mesi nel 2021 le mafie ne approfitteranno” ha sottolineato il Procuratore di Catanzaro.

Inevitabile anche un passaggio su ciò che sta succedendo nella magistratura dopo il caso Palamara “c’è un problema corruzione ma conosco migliaia di magistrati e la loro serietà, soprattutto di quelli che non si vedono in TV e non hanno notorietà. I magistrati italiani – ha specificato Gratteri – sono quelli che lavorano di più in Europa. Sarebbe ingrato parlare di un sistema, però ci sono corrotti, collusi. Abbiamo visto di recente dei magistrati arrestati che aprivano buste e contavano i soldi: il problema c’è e i magistrati sono uomini di questa società, non marziani. Spero che chi decide di fare questo lavoro così delicato lo faccia per amore. Eppure lavoriamo bene e guadagnamo bene, il resto si chiama ingordigia. “Dobbiamo essere feroci nei confronti di questi magistrati che commettono reati e ricevono soldi e regalie – ha aggiunto Gratteri – . Molti avvocati sanno che esiste questo fenomeno e mi auguro che ci siano coloro che non sopportino e denuncino il fatto che colleghi riescano ad ottenere cause o assoluzioni perché hanno i canali per pagare. Gli avvocati sono i primi a sapere quello che accade dietro le quinte di un processo“.