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Coronavirus, Anestesisti: “virus non indebolito ma rianimazioni reggono”

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Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani: “al momento non ci risultano situazioni di allarme in alcuna regione”

 

ROMA – “Non vi è ad oggi alcuna evidenza scientifica che il virus SarsCov2 sia mutato o si sia indebolito ed i casi di Covid-19 sono in progressivo aumento, ma il sistema sta tenendo e le terapie intensive per ora reggono”. Lo afferma Alessandro Vergallo, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac). “Al momento – sottolinea – non ci risultano situazioni di allarme in alcuna regione”.

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‘Ndrangheta in Veneto: condannati 30 referenti al clan Grande Aracri

Contestate decine di episodi di minaccia, estorsioni, violenze messe in atto per convincere gli imprenditori a fare false fatture per ripulire il denaro sporco

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VENEZIA – Condannati in primo grado a quasi 116 anni di carcere, si sono visti ridurre di poco le pene in Appello a Venezia i 30 imputati imputati – a vario titolo – di aver portato le spire della ‘ndrangheta, in particolare del clan, nelle città venete di Vicenza, Padova, Venezia e Treviso. La corte d’appello veneziana ha accordato solo per alcuni la riduzione di pena, mentre ad altri non è stato riconosciuta l’associazione di stampo mafioso. Ma l’impianto accusatorio del primo grado di giudizio ha retto. Il secondo capitolo del processo per la ‘ndrangheta in Veneto si è concluso oggi nell’aula bunker del Tribunale di Venezia.

In particolare le condanne sono state confermate per i due fratelli Bolognino, Francesco e Michele; quest’ultimo si è visto comminare una pena di 11 anni e quattro mesi di carcere, oltre ad una multa di poco inferiore ai 10mila euro. Confermate in gran parte anche le confische di beni per quasi 160 milioni di euro. Il clan avrebbe compiuto estorsioni specie a carico di imprenditori in difficoltà economiche. Fino a quando una coppia trevigiana, dopo un pestaggio, ha deciso di denunciare tutto: era il 2013. Michele Bolognino, affiliato al clan Grande Aracri di Cutro, in primo grado era stato condannato a 13 anni 4 mesi; oggi per lui la riduzione a 11 anni e quattro mesi. Nonostante gli sconti di pena, l’impianto accusatorio e le condanne sono state confermate anche per gli imprenditori che nella rete di stampo mafioso sono rimasti impigliati facendo da tramite tra il clan ed altre possibili vittime. Contestate decine di episodi di minaccia, estorsioni, violenze messe in atto per convincere gli imprenditori a fare false fatture per ripulire il denaro sporco.

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Truffano un uomo di 100 anni residente in Calabria: 8 gli arresti

Sgominato un giro di polizze di 650mila euro intestate all’anziano uomo ignaro di tutto. Oltre alla truffa, sono contestati i reati di ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio

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ARANTO – I militari della Compagnia di Martina Franca della Guardia di finanza di Taranto hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e sette ai domiciliari, nei confronti di persone ritenute responsabili di truffa ai danni di un uomo di 100 anni residente in un comune della Calabria. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Taranto, rappresenta l’epilogo di accertamenti compiuti dalle Fiamme Gialle sul conto di una persona residente in provincia di Bari. Quest’ultima, producendo falsa documentazione, avrebbe aperto un conto corrente presso un Ufficio Postale della provincia di Taranto a nome della vittima, all’oscuro del raggiro, utilizzando sue firme falsificate che sarebbero state apposte su una serie di atti per riscuotere illecitamente polizze assicurative sulla vita per un valore di 650mila euro.

L’importo di tali polizze sarebbe poi stato subito suddiviso e veicolato su altri conti correnti intestati a pregiudicati originari della provincia barese, i quali, a loro volta, avrebbero effettuato ulteriori bonifici bancari in favore di altre persone, anche su conti accesi presso istituti di paesi esteri. L’illecita attività sarebbe stata posta in essere grazie anche al coinvolgimento del direttore di un Ufficio Postale e di un dipendente della banca presso la quale erano state attivate le polizze assicurative. Il gip ha disposto anche il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie facenti capo agli indagati fino alla concorrenza dell’importo di 650mila euro. Oltre alla truffa, sono contestati i reati di ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio

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Rinnovato il contratto per gli operai agricoli, aumento del 4,7%

E’ stato rinnovato il contratto collettivo di lavoro degli operai agricoli che interessa 1,2 milioni di lavoratori impegnati nelle campagne

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ROMA – Il nuovo contratto collettivo di lavoro degli operai agricoli prevede un aumento nei prossimi due anni del 4,7%. Lo rende noto la Coldiretti che, insieme alle altre organizzazioni datoriali e del sindacato Fai-Cisl, Uila-Uil e Flai-Cgil, lo ha siglato alla vigilia delle raccolte estive. La dinamica salariale concordata prevede una prima tranche di aumento al 1 giugno 2022 del 3%, una seconda al 1 gennaio 2023 dell’1,2% ed una terza al 1 giugno 2023 dello 0,5%.

Per Coldiretti, “si tratta di un importante segnale di responsabilità di imprese e lavoratori del settore agricolo nazionale di fronte ad un’emergenza mondiale”.

Un riconoscimento è stato riservato al versante delle prestazioni di sostegno sociale ai lavoratori erogate dal sistema nazionale della bilateralità, mantenendo comunque gli incrementi salariali nei limiti dell’inflazione reale. Una particolare attenzione è stata prevista per le attività di agriturismo, della vendita diretta e delle fattorie sociali e didattiche, creando le condizioni affinché alla contrattazione provinciale sia data la possibilità di prevedere forme aggiuntive di flessibilità. Rivisto anche il regime di classificazione degli operai florovivaisti, con l’inserimento di nuovi e importanti profili professionali e l’integrazione di figure già esistenti che necessitavano di un aggiornamento.

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