In Italia 1.640 nuovi contagi, in Europa il virus vola. Possibile seconda ondata entro gennaio

È quanto indicano i modelli matematici pubblicati sulla rivista Scientific Reports. La stima di basa sia sui dati relativi ai contagi, sia su quelli relativi ai viaggi attraverso dieci Paesi europei, fra i quali però non è compresa l’Italia.

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COSENZA – Sale l’incremento dei contagiati dal coronavirus in Italia ma con il record di tamponi effettuati: nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.640 nuovi casi (dunque circa 250 più di ieri) però con 103.696 tamponi, il numero più alto dall’inizio dell’emergenza e oltre 16mila in più rispetto a ieri. Il totale dei contagiati, comprese vittime e guariti, sale così a 302.537. Ma se in Italia la curva nei nuovi casi resta in salita ma si mantiene tutto sommato stabile, in diverse nazioni europee, sopratutto in Francia, Spagna, Regno Unito, Belgio e Russia, i casi sono più che triplicati, in alcuni casi anche quintuplicati. Metà della Francia con una media di 14mila casi la giorno è tornata in zona rossa, in Spagna la zona di Madrid è in lockdown e il Regno Unito pensa a restrizioni in tutto il Paese. E una seconda ondata della pandemia di Covid-19 potrebbe avvenire in Europa entro gennaio 2021. È quanto indicano i modelli matematici pubblicati sulla rivista Scientific Reports da Giacomo Cacciapaglia, del francese Institut de Physique des 2 Infinis di Villeurbanne, e Francesco Sannino, della University of Southern Denmark. La stima di basa sia sui dati relativi ai contagi, sia su quelli relativi ai viaggi attraverso dieci Paesi europei, fra i quali non è compresa l’Italia.

Il modello si basa sui dati relativi alla prima ondata, con una variazione del 15% nei tassi di contagio, e indica che i tempi della seconda ondata potranno essere diversi da Paese a Paese poiché dipenderanno dalla capacità di controllare l’infezione attraverso le misure di prevenzione, come distanziamento sociale, controllo dei focolai e controllo delle frontiere. I tempi in cui potrebbero verificarsi i picchi della seconda ondata sono fortemente dipendenti dai tassi di infezione, secondo quanto indicano i dati considerati nella ricerca, raccolti in Belgio, Bosnia, Croazia, Cechia, Grecia, Paesi Bassi, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Tutti questi Paesi hanno mostrato l’inizio di una seconda ondata all’inizio di agosto.