CTS “Le discoteche devono restare chiuse”. La Calabria lo fa da subito

Lo ha ribadito il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo evidenziando che il parere del Cts non cambia e lo stesso governo lo ha scritto nell’ultimo Dpcm “con migliaia di ragazzi ammassati non c’è nulla da fare ed è impossibile gestire le aggregazioni”. La Calabria, con un’ordinanza chiudere da subito tutte le discoteche, i locali e le sale da ballo

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COSENZA – Il caso del giovane di Girifalco risultato positivo al coronavirus che si è autodenunciato e sui social dopo aver passato due serate in discoteca a Soverato, ha riacceso ancora più forte la problematica delle discoteche. Il sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, ha disposto la chiusura immediata di tutte le discoteche della sua città sospendendo “ogni attività danzante, discoteche e intrattenimenti musicali, presenti sul territorio comunale”. Stessa cosa ha fatto il sindaco di Catanzaro Abramo con un’ordinanza che chiude da oggi a Catanzaro tutte le attività di intrattenimento musicale, danzante e di spettacolo – discoteche, concerti e teatro dal vivo compresi – attive sul territorio comunale. “Non c’è alcun motivo di allarmarsi – afferma Abramo – questa ordinanza è un atto dovuto per ridurre le occasioni di assembramento e diminuire, di conseguenza, le possibilità di contagio”

In Calabria chiuse tutte le discoteche

Ma è il comitato tecnico scientifico, per bocca del suo coordinatore Agostino Miozzo a ribadire la posizione del CTS con le discoteche che devono rimanere chiuse visto che è impossibile riuscire gestire le aggregazioni di massa dei giovani. La Calabria intanto non aspetta il Governo e ha preparato un’ordinanza che chiude da subito in tutto il territorio regionale come anticipato da Fausto Orsomarso, assessore al Turismo e allo Sviluppo economico della Regione Calabria con un post su Facebook” dopo i casi di alcune nostre città avendo prima di tutto la responsabilità della salute dei calabresi e dei nostri ospiti stiamo predisponendo ordinanza che chiude tutte le discoteche della Calabria anticipando quella del Governo Nazionale.

 

Le discoteche devono rimanere chiuse perché, checché se ne dica, con migliaia di ragazzi ammassati non c’è nulla da fare – ha detto Agostino Miozzo ribadendo che “il parere del Cts non cambia e lo stesso governo lo ha scritto nell’ultimo Dpcm. Le aggregazioni di massa sono devastanti – aggiunge – impossibili da gestire”. Ci sono però degli interessi economici e migliaia di lavoratori da tutelare. “Ci rendiamo perfettamente conto – dice – e per questo servono delle compensazioni. Il lavoratore del settore va tutelato come e forse anche più degli altri, perché parliamo di un settore troppo a rischio”. Miozzo ha evidenziato che “un nuovo lockdown nazionale è decisamente improbabile”. Ma le chiusure locali “possono diventare inevitabili se la situazione sfugge di mano, se il controllo del territorio e degli infetti sfugge di mano”. E il rischio esiste, perché “c’è sempre una festa danzante o un barbecue da fare, un funerale da celebrare. Siamo ancora in una situazione governabile. Però è una situazione precaria e il passaggio, il salto quantitativo, può essere molto veloce, questo è il rischio vero”.