Incendi, Legambiente denuncia: “poca prevenzione e controlli. Si applichi legge ecoreati”

Legambiente invita le Regioni a mettere “in campo più azioni, mirate ed efficaci di contrasto del fenomeno” e i Comuni a realizzare “il censimento delle aree percorse dal fuoco”

 

ROMA – Giorni difficili per l’Italia sul fronte incendi, rileva Legambiente sottolineando che “diversi roghi, molti a quanto pare di origine dolosa, sono scoppiati in diverse aree della Penisola, bruciando migliaia di ettari di bosco, mettendo in pericolo la biodiversità e la vita delle persone”. Nel ricordare che secondo i dati del Rapporto Ecomafia, “nella Penisola dal 2016 al 2018 sono stati bruciati 182.806 ettari di superficie boscata e non boscata e sono state accertate 13.219 infrazioni tra incendi dolosi, colposi e generici“, Legambiente osserva che “ad oggi ci sono poca prevenzione e controlli” per cui invita le Regioni a mettere “in campo più azioni, mirate ed efficaci di contrasto del fenomeno” e i Comuni a realizzare “il censimento delle aree percorse dal fuoco”. Nei casi più gravi, aggiunge la ong, “si applichi la legge sugli ecoreati, configurando il delitto di disastro ambientale che prevede fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti”.

Dall’Aquila che ha chiesto alla Presidenza del Consiglio di dichiarare lo stato di emergenza per il capoluogo abruzzese, a Palermo, passando per la Campania e la Puglia, è “una situazione difficile e un’emergenza del tutto prevedibile, vista l’annuale opera da parte di ecomafie e incendiari, aggravata dal caldo torrido e dalla siccità, che poteva e doveva essere affrontata per tempo con efficaci attività di prevenzione” denuncia Legambiente per voce del suo presidente Stefano Ciafani. Legambiente ricorda che gli incendi boschivi causano danni che durano anche più di cento anni prima di ripristinare la condizione di ricchezza in biodiversità. Infine, Legambiente auspica un bilancio della riforma Madia, che ha introdotto la competenza esclusiva dei Vigili del fuoco, e “magari accordi organici con altre Istituzioni, per avere nuclei di prossimità di pronto intervento nelle aree a maggior rischio”.