Carabinieri arrestati a Piacenza, Dda Milano esclude legami con la ‘ndrangheta

Secondo le indagini, il deposito di Gaggiano non è gestito da calabresi. Non risulta ci sia stato alcun contatto con le ‘ndrine della Locride

 

MILANO – Nessun legame con la ‘ndrangheta da parte dei carabinieri e i pusher arrestati nell’inchiesta della Procura di Piacenza che la scorsa settimana ha portato al sequestro della caserma Levante e all’arresto di sei militari. Dai primi accertamenti della Dda di Milano, alla quale sono stati trasmessi per competenza gli atti che riguardano il capitolo sui rifornimenti di hashish e marijuana nel milanese, non risulta ci sia alcun contatto con le ‘ndrine della Locride. Anche il deposito di Gaggiano, centro alle porte del capoluogo lombardo, dove avvenivano gli approvvigionamenti delle droghe leggere, dagli accertamenti svolti non risulta gestito dalla criminalità organizzata calabrese. 

Nelle intercettazioni, l’appuntato dei carabinieri della caserma Levante di Piacenza, Giuseppe Montella, considerato dai Pm il vertice del “sistema criminale”, aveva dichiarato: “calabresi, pezzi grossi”; da qui sono partite le indagini anche da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, guidata dal Procuratore Grazia Pradella, che sta approfondendo i canali di rifornimento della droga. Attualmente non è emerso alcun legame con la ‘ndrangheta.