Contagi dall’estero, servono misure rigorose. E l’Italia respinge i cittadini extra Ue

Per la prima volta dall’inizio dell’emergenza per motivi sanitari 165 bengalesi, 40 sbarcati a Malpensa e 125 a Fiumicino con due voli via Doha, sono stati rimandati in Qatar senza che fosse consentito loro di lasciare gli aerei. Il Ministro Speranza “urgenti e rigorose misure dall’UE sugli arrivi extra Ue”

.
COSENZA – Con i contagi in risalita, l’Italia per la prima volta dall’inizio dell’emergenza Covid respinge alla frontiera per “motivi di sanità pubblica” dei cittadini di un paese extra Ue: 165 bengalesi, 40 sbarcati a Malpensa e 125 a Fiumicino con due voli via Doha, sono stati rimandati in Qatar senza che fosse consentito loro di lasciare gli aerei. Una situazione che però il nostro paese potrebbe trovarsi a dover affrontare anche nei prossimi giorni con altri voli in transito e per questo il ministro della Salute Roberto Speranza ha scritto una lettera al Commissario Ue alla Salute Stella Kyriakides e al ministro della salute tedesco Jean Spahn in cui invita i paesi dell’Unione a delineare tutti insieme “nuove misure rigorose e cautelative per gli arrivi dal aree extra Schengen ed extra Ue”. E’ necessario, dice, che Commissione e presidenza promuovano “un maggiore coordinamento tra gli Stati membri per garantire una maggiore efficacia alla realizzazione dell’obiettivo di contenere la diffusione di contagi causati da focolai di origine esterna” di Covid.

Il problema del rientro in Italia dei cittadini dal Bangladesh, che ha già fatto risalire i contagi nel Lazio, è esploso ormai da giorni ma la presenza su un charter da Dacca due giorni fa di 36 positivi su 274 passeggeri, ha spinto Speranza a sospendere per una settimana i voli diretti con quel paese. Una mossa che però non ha alcun effetto sui voli ‘indiretti’, quelli che transitano da altri scali prima di arrivare in Italia. Di qui la richiesta all’Europa di un’azione comune. Sia i 40 di Malpensa sia i 125 di Fiumicino arrivati oggi erano infatti a bordo di un aereo proveniente dal Qatar e domani, dice il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, sono previsti altri 3 voli, due sempre dal Qatar e uno speciale dall’India. Tanto che l’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato ha lanciato l’allarme molto prima che il volo da Doha atterrasse. “L’Enac deve dare una indicazione chiara alle linee aeree affinché non imbarchino, per il tempo stabilito dalla massima autorità sanitaria del Paese, questi passeggeri. La disposizione del Ministro Speranza va rispettata e applicata. Occorrono regole ferree e chiare se vogliamo impedire rischi effettivi di ritorno. Auspico che vengano assunte decisioni nelle prossime ore”.

Le decisioni sono poi arrivate visto che ai 40 di Malpensa è stato consentito di scendere solo per sanificare l’aereo, poi ridecollato alle 16.30, mentre i 125 giunti a Fiumicino sono rimasti sul velivolo fino al nuovo decollo. Solo una donna bengalese, incinta, è stata trasferita al Gemelli. “Non verrà mai meno l’assistenza sanitaria da parte dei nostri servizi per chi ne ha bisogno” ha detto D’Amato. Per tutti gli altri passeggeri sono invece scattati i tamponi e saranno sottoposti a quarantena.

“Certo che siamo preoccupati – dicono Claudio e Francesca, due italiani che erano a bordo del volo – ora aspettiamo l’esito del tampone e speriamo bene”. Secondo un’altra coppia, quando a bordo si è saputo che i 125 sarebbero stati respinti, c’è stato anche qualche momento di tensione. Intanto tornano a salire i contagi in Italia. Il bollettino giornaliero del ministero della Salute indica che siamo arrivati a 242.149 casi totali, con un incremento di 193 nelle ultime 24 ore mentre martedì era di 138. La maggior parte sono in Lombardia (71), ma vanno segnalati anche i 49 in più in Emilia Romagna, i 25 del Piemonte e i 14 del Lazio. Scende, invece, l’incremento delle vittime, che hanno raggiunto le 34.914: 15 in più in un giorno e in sole 3 regioni (l’80% in Lombardia, due in Toscana e una in Sicilia), mentre martedì erano 30. I positivi, infine, sono ora sotto i 14mila e nelle terapie intensive rimangono 71 pazienti, uno in più di ieri. Ma la buona notizia è che in 13 regioni non ce ne sono e soprattutto che la rianimazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo non ha più ricoverati per Covid: nell’epicentro del virus, erano 137 giorni che non accadeva, da quel lontano 23 febbraio, due giorni dopo la scoperta di Mattia, il paziente uno.