Annullato il taglio dei vitalizi per gli ex parlamentari. Orrico: “operazione poco trasparente”

La Commissione Contenziosa a Palazzo Madama blocca la delibera del 2018. Coro di disapprovazione contro la casta: dalla Lega al Pd, passando per il Movimento 5 stelle. Il sottosegretario Orrico (M5S): “operazione poco trasparente”

 

COSENZA – La Commissione Contenziosa del Senato ha annullato la delibera del 2018 che tagliava i vitalizi per gli ex parlamentari. Dei cinque voti, tre sono stati a favore e due contro (Simone Pillon e Alessandra Riccardi entrambi esponenti del Carroccio). Coro di disapprovazione dal Pd alla Lega, passando per il M5S. “Il Paese vive un momento difficile e il segnale che si evince da questa operazione, consumata in un orario che tradisce poca trasparenza, non è proprio quello della buona politica. Non credo tuttavia che la questione possa essere cancellata dall’agenda politica con un colpo di spugna”. E’ il commento del sottosegretario al Ministero per i Beni e le attività culturali Anna Laura Orrico (Movimento 5 Stelle).

Sul punto era intervenuto a caldo anche Vito Crimi, capo politico dei grillini: “Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. È uno schiaffo a un Paese che soffre. La casta si tiene il malloppo, noi non molleremo mai per ripristinare lo stato di diritto e il principio di uguaglianza. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione, la presidenza del Senato?”.

A prendersela con la Casellati è stato anche il giornalista Mario Giordano, da tempo impegnato nella battaglia per il taglio dei vitalizi. Su twitter ha invitato la seconda carica dello Stato a dimettersi. Prima della mezzanotte è stato l’avvocato ed ex deputato Maurizio Paniz a darne notizia: “La delibera è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera. In primo luogo non deve essere retroattivo, mentre questo taglio lo era; in secondo luogo non deve avere effetti perenni, come invece li aveva la delibera; in terzo luogo non deve riguardare una sola categoria ma deve essere erga omnes, mentre qui si colpivano solo gli ex parlamentari; in quarto luogo deve essere ragionevole, mentre questo taglio raggiungeva l’8% degli importi; infine deve indicare dove vanno a finire i risparmi che non possono finire nel grande calderone del risparmio, e anche su questo punto la delibera era carente”.