In Italia 296 nuovi positivi. Due focolai a Bologna e Mondragone dove arriva l’esercito

Una quarantina di operai positivi al Covid-19 nell’azienda di spedizioni e trasporto merci Bartolini a Bologna mentre a Mondragone scoppia il caos. Una cinquantina di positivi, alcuni irreperibili dopo aver violato la zona rossa. Scontri tra cittadini italiani e bulgari con lanci di pietre e sedie. E la ministra Lamorgese invia l’esercito E in Liguria 12 positivi in una RSA

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COSENZA – Sono 296 i nuovi casi di contagio da coronavirus in Italia, in aumento rispetto agli ultimi giorni. I decessi giornalieri sono 34, i guariti 614. I casi totali sono quindi ora 239.706. Gli attualmente positivi sono 18.303. Le persone in terapia intensiva 103, quattro in meno di ieri. In Lombardia, la regione più colpita, si registrano 170 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, il 57,4% del totale nazionale di 296. Gli esperti avevano avvisato che sarebbero arrivati ed eccoli, i nuovi focolai della pandemia in Italia. Le vicende di Mondragone e Bologna, in particolare, influiscono di molto sui dati giornalieri sulla pandemia in Italia, per la prima volta elaborati e diffusi dal ministero della Salute dopo quattro mesi in capo alla Protezione civile. C’è poi un nuovo focolaio di coronavirus in Liguria, in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) genovese sono 12 i positivi.

Pesa anche il raddoppio della Lombardia, che passa da 88 a 170 nuovi infetti. La situazione generale appare sostanzialmente stabile, ma secondo la Fondazione Gimbe la riduzione dei pazienti ricoverati e la frenata nell’aumento dei nuovi casi di Covid-19, “è condizionata dal netto calo dei tamponi diagnostici, quasi 27mila in meno rispetto alla settimana precedente, ovvero il 12,4%”. Per l’organizzazione indipendente presieduta da Nino Cartanellotta una decina di focolai segnalati nell’ultima settimana dimostrano che il virus continua a circolare“. Per arginare i focolai è necessaria un’azione efficace di tracciamento dei positivi e dei loro contatti, per la quale sarebbe preziosa la App Immuni, scaricata però da un numero ancora troppo basso di persone, meno di quattro milioni.

 

Mondragone, positivi e scontri

A far alzare il numero dei nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono i due focolai scoppiati a Mondragone, nel Casertano, nei palazzoni dell’Ex Cirio, che è stata dichiarata zona rossa dopo la scoperta di una cinquantina i positivi, in massima parte di cittadini bulgari residenti in quattro dei cinque palazzoni divenuti off limits da lunedì 22 giugno. L’istituzione della zona rossa ha protestato le persone ad uscire fuori di casa violando il cordone sanitario. Ci sono stati scontri con lancio di sassi e sedie dai balconi, mentre alcuni di loro avrebbero fatto perdere le loro tracce. Tra di loro ci sarebbero anche persone positive. Momenti di tensione altissima anche perchè ci sarebbe stato uno scontro tra italiani e stranieri con finestrini delle auto rotte, urla e spintoni. Le forze dell’ordine che presidiano i varchi sono riuscite a riportare dentro gli stranieri mentre la ministra Lamorgese ha inviato gli uomini dell’esercito. come evidenziato dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “Questa mattina ho avuto un colloquio con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in relazione alla zona rossa istituita negli ex palazzi Cirio di Mondragone. Ho chiesto l’invio urgente di un centinaio di uomini delle forze dell’ordine per garantire il controllo rigoroso del territorio. Il Ministro ha annunciato l’arrivo di un contingente dell’Esercito”.

Focolaio alla Bartolini di Bologna

In Emilia Romagna 47 nuovi contagiati sui quali pesa il focolaio scoppiato nella filiale Bartolini Corriere Espresso di Bologna che “sta seguendo e gestendo con estrema attenzione l’evolversi della situazione legata al cluster Covid-19 verificatosi nel proprio magazzino di Bologna Roveri, e originato da lavoratori di servizi logistici di magazzino gestiti da una società esterna”. Lo scrive l’azienda che si è subito attivata in stretta collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale effettuando uno screening con tampone su circa 370 persone. Bartolini si è attivata “al fine di contingentare e razionalizzare le attività operative e contemporaneamente per la verifica della diffusione del contagio.  Sono state prontamente attuate le necessarie misure di sicurezza a tutela degli operatori e dei dipendenti e di verifica di diffusione del contagio. Per tutti i lavoratori coinvolti è stato disposto l’isolamento domiciliare ed è stata fatta una “profonda sanificazione degli ambienti .Secondo il direttore del Dipartimento di sanità pubblica della Ausl di Bologna, Paolo Pandolfi, “le regole, in magazzino, non venivano rispettate in modo sistematico. Qualche volta le persone non usavano la mascherina e non rispettavano la distanza di sicurezza di un metro”.