Gli ospedali ripartono con le prestazioni tra misure di sicurezza, orari lunghi e ticket Web

Milioni di prestazioni sanitarie, inclusi ricoveri e day hospital non urgenti sono state sospese durante la Fase 1 dell’emergenza. Ora si riparte con nuove regole e misure di sicurezza. “Dobbiamo concentrare la nostra attenzione su tutte le altre patologie che in qualche modo sono state messe in secondo piano durante l’emergenza” ha detto il ministro della Salute Speranza

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COSENZA – Usciti dall’emergenza Covid, gli ospedali si apprestano a tornare alla normalità e a recuperare le prestazioni sanitarie non urgenti saltate da marzo a oggi. Un cammino lungo e non facile, che richiederà una serie di step per limitare al massimo il rischio di contagio. Tra questi, privilegiare prenotazioni e pagamento dei ticket via Web o per telefono e distribuire meglio visite e interventi tra mattina e pomeriggio, per scaglionare gli appuntamenti. “Oggi siamo in una fase nuova di questa epidemia”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, “e dobbiamo concentrare la nostra attenzione su tutte le altre patologie che in qualche modo sono state messe in secondo piano” durante l’emergenza. Ma “dobbiamo ancora essere prudenti. Non bisogna pensare che sia tutto finito e che la battaglia sia vinta”.

Dagli interventi dermatologici o per la cataratta alle visite oculistiche, allergologiche e dal cardiologo: milioni di prestazioni sanitarie, inclusi ricoveri e day hospital non urgenti sono state sospese durante la Fase 1 dell’emergenza. Almeno un milione di ricoveri, inclusi quelli ortopedici per protesi o ernie, secondo la stima di Americo Cicchetti, direttore dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica di Roma, “sono stati rimandanti per pandemia” e con “pesanti ricadute sulle liste d’attesa per tutto il 2020 e oltre”.  Per permettere una ripresa in sicurezza nella Fase 3, il Ministero della Salute ha messo a punto le “Linee di indirizzo per la progressiva riattivazione delle attività programmate differite durante l’emergenza Covid” rivolte a tutte le strutture sanitarie, “pubbliche, private, accreditate e non accreditate”. Al fine di garantire il distanziamento sociale in ospedali e ambulatori, si raccomandano percorsi separati in entrata e in uscita dalle strutture e percorsi ad hoc per pazienti particolarmente fragili, ma anche orari di apertura dei servizi più ampi, con scaglionamento degli appuntamenti e maggiore distribuzione nell’arco dell’intera giornata, per evitare il sovraffollamento in sala d’attesa.

Per tutti i pazienti che accedono alle strutture si raccomanda l’igienizzazione delle mani, l’utilizzo della mascherina e la rilevazione della temperatura corporea. Rispetto alle prestazioni specialistiche, si indica di privilegiare prenotazione e pagamento del ticket da remoto, ovvero telefoniche o telematiche, così come, l’utilizzo di telemedicina laddove possibile, ad esempio per l’aggiornamento di piani terapeutici per i malati cronici. Infine, per i pazienti che affronteranno un ricovero, si raccomanda “attenzione al distanziamento sociale o l’isolamento domiciliare nelle due settimane antecedenti al ricovero stesso”. Durante “le settimane difficili e drammatiche” della fase più dura dell’emergenza Sars-Cov-2, ha detto il ministro Speranza, “la nostra priorità è stata salvare vite e il Servizio Sanitario Nazionale ha concentrato larghissima parte delle energie per combattere il virus”. Oggi che siamo “in una fase un po’ migliore dovremo lavorare per occuparci di tutte le altre questioni, che sono la priorità di queste ore”. Quindi ha assicurato: “siamo già a lavoro” e la sanità pubblica “saprà essere all’altezza anche di questa sfida“. Uno dei problemi con cui bisognerà fare i conti, saranno però le liste d’attesa. “Considerando che per oltre tre mesi vi è stato uno notevole rallentamento, bisognerà prevedere dei canali per velocizzarle”, ha ricordato nei giorni scorsi il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, e sarà necessario “immettere nuove risorse economiche”