DL Rilancio, Ecobonus e sismabonus anche alle seconde case. M5S “pronti ad allargarlo”

Il testo del decreto Rilancio potrebbe essere ulteriormente migliorato. E il Movimento 5 Stelle apre al superbonus anche per le seconde case nei comuni al di sotto dei 5mila abitanti e nei centri storici delle città che sono in stato di degrado
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COSENZA –  Il decreto rilancio, che il Governo ha approvato la scorsa settimana, ha confermato il significativo rafforzamento delle agevolazioni ecobonus e sismabonus con la maxi-detrazione del 110% e la possibilità di usufruire immediatamente dello sconto in fattura. Un credito di imposta per i lavori edili  di efficientamento energetico, statico e facciate. Lavori privilegiati potrebbero essere in particolare quelli sull’isolamento termico degli edifici, l’installazione di pannelli fotovoltaici e il rinnovo degli impianti di riscaldamento a gasolio dei condomini, che  ‘trascinerebbero’ con sé anche gli altri interventi, come la sostituzione di finestre o caldaie se eseguiti contestualmente. Un’occasione senza precedenti e che ora potrebbe interessare anche le seconde case.

Con una nota il Movimento 5 Stelle evidenzia che “l’incremento dell’ecobonus e del sismabonus fino al 110% previsti nel decreto Rilancio è una conquista per il MoVimento 5 Stelle. Già nel 2013 grazie ad una nostra risoluzione approvata in commissione Ambiente alla Camera, abbiamo ottenuto un primo risultato importante, con l’aumento della detrazione dell’ecobonus fino al 65%. E, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo sempre lottato per incrementare le aliquote e introdurre meccanismi virtuosi per migliorare l’efficacia delle misure, rendendole più eque possibili. In Parlamento il testo del decreto Rilancio potrebbe essere ulteriormente migliorato. Il lavoro inizierà alla Camera, dove siamo pronti come M5S a lavorare per incrementare benefici e beneficiari, sintetizzando le richieste che per anni abbiamo raccolto sui nostri territori. Siamo pronti a portare avanti una serie di proposte, come: allargare gli interventi a tutte le seconde case o almeno a quelle nei comuni al di sotto dei 5mila abitanti e nei centri storici delle città che sono in stato di degrado, al fine di contrastare l’abbandono dei piccoli comuni e incrementare la riqualificazione urbana; rendere fruibili i bonus anche in caso di demolizione e ricostruzione in loco, per incentivare interventi ancora più incisivi; aumentare la soglia dei bonus sisma e bonus ristrutturazione da 96mila a 130mila euro per unità abitativa, a condizione che gli interventi determinino il passaggio a due classi di rischio sismico inferiori. Nelle aree terremotate dell’Italia centrale, Molise, Sicilia, Campania ed Emilia Romagna proponiamo di aumentare la soglia del sisma bonus fino a 130mila euro per unità immobiliare così da dare un incentivo ad accelerare la ricostruzione”.