Coronavirus, Palazzo Chigi chiarisce: "congiunti sono anche fidanzati e affetti stabili" - QuiCosenza.it
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Coronavirus, Palazzo Chigi chiarisce: “congiunti sono anche fidanzati e affetti stabili”

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Per sgombrare qualsiasi dubbio il governo chiarisce che per “congiunti” che si potranno incontrare si intendono anche parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili

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COSENZA – Genitori e figli si, fratelli e sorelle anche, nonni e nipoti pure… ma i fidanzati? In molti hanno cercato di capire se con il termine “congiunti”, specificato nel nuovo DCPM che dal 4 maggio consentirà le visite ai parenti, potesse o no riguardare anche fidanzati e conviventi. Dopo la conferenza stampa di ieri erano rimasti molti dubbio e una delle principali domande che gli italiani hanno rivolto alla Rete ha riguardato proprio il termine “congiunti”.  Alla fine, per evitare anche polemiche e fare chiarezza, anche se manca ancora l’ufficialità che arriverà non appena la questione sarà pubblicata all’interno delle F.A.Q. sul sito del governo, fonti interne a Palazzo Chigi hanno riferito che in quel concetto di congiunti, che ha scatenato svariate interpretazioni, rientrano parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili.”I congiunti sono le persone con le quali si intrattengono rapporti affettivi stabili, compresi i fidanzati” ha detto la ministra De Micheli puntualizzando comunque che “una dicitura così ampia richiede la responsabilità individuale”.

Chi è lo Stato per decidere se andare a trovare un cugino e non la fidanzata? Queste norme sono incomprensibili” aveva tuonato Matteo Renzi. Ma era stata l’Arcigay a mostrare le maggiori perplessità e pur condividendo “la prudenza con cui ci sia avvia al superamento del lockdown della fase 1” aveva espresso tutto il suo disappunto per “alcune disposizioni che lasciano sconcertati”.

Foto Ansa

 

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Stop alle fasce a colori, viaggi più liberi in UE e Green Pass illimitato. Minori restrizioni

Il Governo apre all’allentamento delle restrizioni. Nuove regole anche a scuola dopo il flop quarantene. Più facile anche viaggiare in Europa

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COSENZA – Si va verso il superamento del sistema dei colori delle regioni, la semplificazione delle regole per le scuole (una classe per l’infanzia su 3 è in dad), viaggi in Europa più snelli e la proroga oltre i sei mesi della validità del green pass per chi ha ricevuto il booster. I dati sui contagi sono incoraggianti, l’80% degli italiani ha concluso il ciclo vaccinale ed il Governo – una volta archiviata la parentesi Quirinale – si prepara ad allentare la stretta delle misure anti-Covid, analogamente a quanto deciso da altri Paesi. Accogliendo anche la richiesta inviata al premier dal presidente della Conferenza del Regioni, Massimiliano Fedriga, di un “un percorso di normalizzazione della vita dei cittadini e dell’intero Paese”.

La ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, ha visto oggi proprio Fedriga e “discusso – fa sapere – della posizione dei governatori sul superamento del sistema a colori. Dopo due anni di pandemia trovo corretto parlarne, con buonsenso, per aggiornare e semplificare le misure, anche in considerazione degli ottimi risultati raggiunti grazie alla campagna vaccinale”. L’allentamento delle restrizioni è stato sollecitato anche dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia. Riunioni tecniche tra esperti del ministero della Salute e delle Regioni si sono svolte nella giornata di ieri per analizzare i problemi sul tavolo. Eventuali nuove misure andranno prima discusse a livello politico e poi inserite in un decreto. Se ne parlerà quindi probabilmente la prossima settimana quando il quadro dovrebbe essere più chiaro su Governo e Quirinale.

Archiviazione del  sistema a colori

Sull’archiviazione dei colori, chiesta a gran voce dai governatori, c’è dunque apertura. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha indicato il possibile punto di caduta: “mantenere la zona rossa come zona di controllo e monitoraggio, ma togliere ogni restrizione in quella zona, significa dare fiducia ai cittadini, quei 47 milioni che si sono vaccinati e a tutte le attività economiche”. Cancellare le zone bianche, gialle e arancioni è una strada facilmente percorribile anche perchè per i vaccinati già oggi cambia ben poco. E si ragiona anche sull’altra proposta forte delle Regioni, quella di non classificare come ricoveri Covid i pazienti positivi al virus ma in ospedale per altre patologie.

Green pass illimiato con il booster

Si va poi verso l’eliminazione della ‘tagliola’ – che scatterà da martedì prossimo primo febbraio – dei sei mesi di durata del certificato verde per i vaccinati che hanno ricevuto la terza dose. C’è infatti un problema evidente da risolvere: la somministrazione del booster è partita a metà settembre e a metà marzo ci saranno i primi italiani col pass scaduto, nonostante abbiano fatto tre dosi e non ci sia, al momento, alcuna indicazione riguardo ad un’eventuale quarta dose. L’ipotesi è quindi quella di eliminare la scadenza per i trivaccinati.

Nuove regole per la scuola

La scuola è un altro dei settori in cui si interverrà. Con le attuali regole, indica un sondaggio dell’Associazione nazionale presidi, al 21 gennaio il 32% di classi erano in dad nella scuola dell’infanzia ed il 23% nella primaria. “Da settimane – sottolinea il presidente dell’Anp – denunciamo il caos nel quale sono costrette a lavorare le scuole e la necessità di semplificare le misure di gestione dei casi di contagio”. Questi ultimi corrono. La Lombardia, ad esempio, ha raggiunto numeri record: tra il 17 e il 23 gennaio sono 9.441 le classi in isolamento, con 115.262 alunni e 6.225 operatori scolastici in isolamento. I nuovi positivi nella popolazione scolastica sono 62.079 (+12% rispetto alla settimana precedente). Per il sottosegretario Costa “il quadro di oggi ci permette assolutamente di mettere in atto una semplificazione delle regole: lo chiedono le regioni, gli istituti scolastici, le famiglie. Credo sia utile abolire anche il tampone per il rientro in classe dei ragazzi che sono in Dad”. Sulla stessa linea la sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia. “Stiamo pensando – ha informato – di snellire il tracciamento e ridimensionare la quarantena, soprattutto per i più piccoli: dieci giorni sono troppi”. Da settimane, ha ricordato Antonello Giannelli dell’Associazione presidi, “denunciamo il caos nel quale sono costrette a lavorare le scuole e la necessità di semplificare le misure di gestione dei casi di contagio”.

Viaggi in Europa con green pass

Si è invece definita la questione del tampone per chi arriva dall’estero, con Regioni ed operatori turistici che ne chiedevano l’eliminazione. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha infatti firmato la nuova ordinanza che proroga da febbraio le misure per gli arrivi dall’estero, ma per i viaggiatori provenienti dai paesi dell’Ue sarà sufficiente il green pass e non servirà più il tampone. Con la stessa ordinanza, inoltre, vengono prorogate anche le misure per i corridoi turistici, che riguardano anche ulteriori destinazioni. Intanto, oggi un’altra ordinanza della Salute ha stabilito che la validità delle certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-Covid “già emesse e di nuova emissione, per gli usi previsti dalla normativa vigente, “è prorogata sino al 28 febbraio 2022”. Inoltre, dal 1 febbraio in vigore le nuove regole per viaggiare in Europa. Potranno farlo tutti i viaggiatori in possesso del certificato digitale Covid Ue valido in caso di vaccinazione completa, guarigione da meno di 180 giorni o test negativo, “non dovrebbero essere soggetti a ulteriori restrizioni alla libera circolazione”. È quanto si legge nelle nuove raccomandazioni adottate dai 27 Stati membri durante una riunione del Consiglio dell’Unione europea per uniformare le regole sulla circolazione in sicurezza durante la pandemia di Covid-19. “Le misure adottate per contrastare la pandemia devono essere basate sulla condizione della persona, e non sulla situazione a livello regionale, eccezion fatta per le aree dove il virus circola a rischio molto elevato”.

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Arriva il Bonus casalinghe 2022: che cos’è, requisiti e a chi spetta il contributo

Il Ministero delle Pari Opportunità ha pubblicato un avviso per comunicare modalità e requisiti del contributo

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ROMA – C’è anche il Bonus casalinghe fra i provvedimenti emanati dal governo per l’anno 2022. Lo scorso 15 dicembre, il Ministero delle Pari Opportunità ha pubblicato un avviso pubblico per comunicare le modalità e i requisiti per accedere al finanziamento. Ecco in cosa consiste:

Il Bonus casalinghe è un contributo per aumentare la formazione e l’inclusione sociale di donne e uomini che svolgono attività domestica; Ma attenzione non si tratta di un contributo in denaro sotto forma di assegno mensile, bensì di un fondo per la formazione digitale;

L’obiettivo del Bonus casalinghe è quello di incrementare le opportunità lavorative di persone che in prevalenza svolgono attività, senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito, finalizzate alla cura delle persone e dell’ambiente domestico; Per poter accedere al Bonus casalinghe è necessario essere iscritti all’Assicurazione obbligatoria per il lavoro svolto in ambito domestico e dunque essere in regola con il pagamento della polizza assicurativa INAIL contro gli infortuni domestici, in scadenza il 31 gennaio 2022;

Il Bonus è collegato al bando, con scadenza al 31 marzo 2022, con cui enti pubblici, privati e associazioni che si occupano di formazione dovranno presentare i progetti che saranno eventualmente ammessi al finanziamento; I suddetti progetti dovranno includere dei corsi di formazione in campo digitale (somministrati in modalità esclusivamente telematica) da realizzarsi in un arco temporale massimo di dodici mesi; Nello specifico, come si legge nel bando, i corsi del Bonus casalinghe si focalizzeranno sull’acquisizione di conoscenze come ricercare informazioni sui vari motori di ricerca, riconoscere le fake news, archiviare dati su piattaforme cloud; creare contenuti digitali e imparare semplici regole di copyright; imparare ad utilizzare gli strumenti di comunicazione digitale, come le email, le chat e i social network; installare o disinstallare programmi sul pc, verificare la connessione internet e acquisire un approccio risolutivo ai problemi del computer.

Sono inoltre previsti corsi per implementare le conoscenze sulla sicurezza e la protezione di dispositivi, dati e privacy in tutti gli spazi digitali; conoscere i servizi online per il cittadino, a partire dall’utilizzo di SPID, dei pagamenti digitali e delle piattaforme pubbliche quali l’INPS o l’Agenzia delle Entrate; conoscere e gestire strumenti digitali in grado di migliorare l’organizzazione e la gestione del budget domestico.

 

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La novità: Super Green Pass illimitato per chi ha fatto la terza dose del vaccino

Governo pronto ad una nuova decisione sul Green Pass. Non sarà prevista alcuna scadenza per chi ha la terza dose del vaccino

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ROMA – Si va verso l‘estensione della durata del green pass per chi ha effettuato tutto il ciclo vaccinale compresa ovviamente la dose booster. Secondo quanto si apprende – però – nessuna decisione è stata ancora presa. Il tema potrebbe, infatti, essere affrontato ed una decisone presa dopo l’elezione del Presidente della Repubblica. La novità più rilevante è che la scadenza del super green pass sarà illimitata per chi ha ricevuto la terza dose del vaccino anti-Covid.

La questione della riduzione della durata del certificato vaccinale da 9 a 6 mesi, che scatterà dall’1 febbraio, era stata solleva nei gironi scorsi soprattutto per coloro che per primi avevano ricevuto la dose booster. Molte certificazioni verdi rilasciate a ottobre, infatti, scadrebbero a marzo, avendo così una validità di poche settimane creando non pochi problemi. La decisione del governo sarà adottata nei prossimi giorni. Quindi, in attesa di un pronunciamento dell’Ema e dell’Aifa sull’eventuale somministrazione di una quarta dose (che si profilerebbe solo per i soggetti fragili) non sarà prevista più alcuna scadenza, anche per chi ha la terza dose.

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