Parrucchieri si incatenano “rischiamo di chiudere per sempre”. La protesta diventa virale

Si sono incatenati davanti il loro negozio per protestare con il nuovo decreto del governo che ha rinviato di un altro mese l’apertura dei negozi. E la loro protesta è diventata virale rilanciata sui social da tantissimi parrucchieri “fateci aprire, siamo perfettamente in grado di tornare a lavorare in piena sicurezza”.

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COSENZA – Insieme ai centri estetici, quelli per massaggi e le palestre, saranno gli ultimi a poter riaprire dopo 3 mesi di chiusura totale. Parliamo di parrucchieri, estetisti e barbieri che dovranno tenere ancora le serrande abbassate per un altro mese. In molti erano pronti a ripartire adottando tutte le misure di sicurezza. Ma nel nuovo DCPM di Conte sulla Fase 2 illustrato ieri, è arrivata la doccia gelata che rischia di mettere al collasso un intero settore. Da Milano a Roma, da Napoli a Cosenza, sono urla di rabbia e disperazione quelle dei titolari anche di piccolissime attività che adesso rischiano di non poter più riaprire. Questa mattina due titolari di un negozio di parrucchiere a Padova si sono incatenati in segno di protesta contro le misure anti-contagio che impediscono la riapertura. Si sono legati ai polsi e al corpo una catenella di quelle usate per le delimitazioni nelle file ed hanno spiegato in una conferenza stampa improvvisata i motivi della protesta. “Non possiamo rimanere chiusi ancora – hanno detto Agostino Da Villi e Stefano Torresin – siamo pronti per aprire, rispetteremo le norme, ma non possiamo rimanere fermi. In 25 anni di attività è la prima volta che facciamo una cosa del genere. Ieri sera come tutti aspettavamo con ansia il discorso del nostro presidente del Consiglio. Io parlo per la nostra categoria e a nome di me stesso, prendendomi la responsabilità di quello che dico. Dopo 2 mesi di chiusura dell’attività ipotizzavamo di aprire, l’11 o il 18 maggio. Ieri sera abbiamo appreso che apriremo, forse, a giugno: la nostra attività rimane chiusa quindi per 3 mesi”. La protesta è stata subito rilanciata sui social da tantissimi parrucchieri che chiedono di poter riaprire subito “lavoriamo con le massime regole igieniche da anni. Sappiamo bene che aprire a pieno regime non si può ma siamo perfettamente in grado di tornare ad aprire in piena sicurezza facendo turni che vanno dalle 8.30 di mattina alle 10 di sera con meno dipendenti e uno/due clienti per volta. Con mascherine, visiere, guanti e due metri di distanza tra una sedia e l’altra si può lavorare senza correre rischi. Si rende conto cosa vuol dire stare 3 mesi senza lavorare con mediamente 60mila euro di costi fissi che bisogna continuare a pagare? Si corrono molti più rischi con venti persone su un autobus”.

“Non è possibile aspettare ancora prima di riaprire”, ha scritto su Facebook il Presidente dell’associazione dei commercianti del centro. “Le attività non ce la fanno più, dopo 2 mesi di chiusura manca la liquidità, manca l’ossigeno e inizia a venir meno anche la speranza. Non una parola è stata proferita ieri dal Presidente del Consiglio sulle misure a sostegno dell’economia, tranne il bonus vergognoso di 600 euro e la possibilità di chiedere un banca un prestito per pagare altri debiti. Il Paese è in ginocchio e nessuno si rende davvero conto del pericolo che stiamo correndo”. Immediato l’intervento del leader della Lega Salvini che ha postato sulla sua pagina Facebook la protesta scrivendo un eloquente “un video che vale più di 15 “task force”