Coronavirus, verso una proroga di 14 giorni del “lockdown” e restrizioni fino al 2 maggio

Si viaggerebbe verso un prolungamento di 14 giorni delle misure attuali e previste dal Dpcm in scadenza il giorno di pasquetta, mentre la restrizioni per i cittadini potrebbe durare fino al 2 maggio

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COSENZA – La nuova riunione del governo prevista questa mattina a Palazzo Chigi, ha visto al centro della discussione il Dpcm sulle misure di contenimento dopo il 13 aprile, data nella quale è prevista la scadenza dell’attuale “lockdown” in Italia, nonostante il pressing sul governo sopratutto dell’industria che chiede di riprendere al più presto la produzione per non fermare il motore del Paese si viaggia verso una proroga delle misure almeno per i cittadini. Gli ultimi dati sulla diffusione del coronavirus mostrano un lento miglioramento ma è ancora troppo presto per poter allentare le misure. Il Governo è a stretto contatto con il comitato tecnico-scientifico per capire se e quando iniziare con la fase 2 e la graduale riapertura. Per l’OMS è ancora troppo presto “aprire o pensare di aprire in questa fase è abbastanza difficile, non siamo in una diminuzione netta ma in un rallentamento della velocità” aveva dichiarato ieri il vicedirettore Ranieri Guerra sottolineando che “non credo che il governo italiano voglia procedere alla riapertura senza pensare a questo rischio“. Per questo si va verso un prolungamento di 14 giorni delle attuali misure restrittive e di isolamento previste dal dpcm in scadenza, con una probabile ulteriore proroga delle misure di isolamento a casa almeno fino al 2 maggio. Lo scrive l’agenzia ANSA citando fonti qualificate. Sarebbe inoltre in discussione l’eventualità che dopo Pasqua possano riaprire alcune piccole attività legate alla filiera agroalimentare e sanitaria, previo il rispetto delle misure di distanziamento. Il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, alle ore 16 incontrerà i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sul tavolo del vertice le misure di contenimento da mettere in campo per le attività produttive dopo Pasquetta.

Altre 10mila persone multate ieri

Nel frattempo prosegue l’attività di controllo delle forze di polizia su tutto il territorio nazionale per il rispetto dei divieti di spostamento e delle norme di distanziamento sociale per contrastare il contagio da Coronavirus, con un ulteriore stretta prevista per il periodo pasquale. Solo nella giornata di ieri sono state controllate 286.912 persone e verificati 99.223 esercizi commerciali e attività. Sono state inflitte 10.193 sanzioni amministrative ai cittadini che non hanno rispettato le misure, 62 le denunce per falsa attestazione o dichiarazione e 14 per violazione dell’obbligo di quarantena. I titolari di esercizi commerciali sanzionati sono stati 162, le chiusure di attività sono state 33. Nel complesso dall’11 di marzo all’8 aprile 2020 sono state controllate 5.884.879 persone, 2.486.931 le verifiche agli esercizi commerciali. “Chiedo alle forze dell’ordine di vigilare con attenzione il traffico in ingresso in Calabria e che ha per destinazione la Sicilia, poiché rischierebbe di trovare un blocco a Villa San Giovanni”.E’ quanto afferma, in una dichiarazione, Jole Santelli, presidente della Regione Calabria. “Non vogliamo che si ripetano scene già viste – prosegue Santelli – e che sia una Pasqua di emergenza per responsabilità che non ci appartengono“.