Coronavirus, 105mila contagi in Italia (+2.107) e altri 837 morti. ISS “siamo al picco”

Se i contagi hanno oramai raggiunto il picco e si registra un calo dei ricoveri in terapia intensiva, continua a rimanere tragico il numero delle vittime con altri 837 decessi in un giorno che porta il totale a 12.428. In tutto i contagiati da coronavirus sono 105.792 con 2.107 più di ieri. Viminale: “sì alla camminata genitore-figlio, no al jogging”

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COSENZA – Sono complessivamente 77.635 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 2.107 positivi in più. Lunedì ll’aumento era stato di 1.648. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – è di 105.792. Il dato è stato fornito da Angelo Borrelli nella consueta conferenza stampa dalla Protezione Civile. Salgono a 15.729 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 1.109 in più di ieri dove il dato era stato di 1.590. Del totale delle persone positive, sono 4.023 i malati ricoverati in terapia intensiva, 42 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.324 sono in Lombardia dove si registrata un netto miglioramento con 6 pazienti in meno di ieri. Sono 28.192 le persone ricoverate con sintomi negli ospedali italiani e 45.420 quelli in isolamento domiciliare. Ancora alto il numero delle vittime con 837 nuovi decessi nelle ultime 24 ore che portano il totale dei morti con coronavirus a 12.428. Lunedì l’aumento era stato di 812. I tamponi complessivi sono 506.968, dei quali oltre 275mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. “Arriverà il giorno che dimenticheremo questa pratica, ma per i prossimi tempi il distanziamento sociale, deve essere la nostra regola ferrea“. Lo ha ribadito il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli sottolineando la necessità di “continuare a rispettare le indicazioni del governo e delle autorità sanitarie per sconfiggere il virus”.

Solo il 2% delle oltre 12mila vittime in Italia non aveva altre patologie. Lo ha detto il geriatra e membro del Comitato tecnico scientifico Roberto Bernabei in conferenza stampa. “L’età media dei deceduti, ha aggiunto, è di 79 anni e il 70% sono uomini, le donne sono più forti e resistenti. Il coronavirus – ha spiegato – colpisce organismi che hanno diverse fragilità: il 52% ha 3 patologie, il 25% due patologie, il 21% ha una patologia”. Dei 23 deceduti sotto i 40, inoltre, 15 avevano patologie associate importanti“.

I positivi regione per regione

Sono 25.006 i malati in Lombardia (118 in più rispetto a ieri)
10.953 in Emilia-Romagna (+187)
7.850 in Veneto (+286)
8.082 in Piemonte (+427)
3.352 nelle Marche (+101)
4.226 in Toscana (+176)
2.508 in Liguria (+125)
2.642 nel Lazio (+145)
1.871 in Campania (+132)
1.160 in Friuli Venezia Giulia (+51)
1.389 in Trentino (+32)
1.142 in provincia di Bolzano (+44)
1.654 in Puglia (+69)
1.492 in Sicilia (+84)
1.191 in Abruzzo (+22)
851 in Umbria (+17)
552 in Valle d’Aosta (+34)
657 in Sardegna (+35)
606 in Calabria (+4) (QUI I DATI AGGIORNATI)
117 in Molise (+10)
216 in Basilicata (+8)

Quanto alle vittime, se ne registrano 7.199 in Lombardia (+381), 1.644 in Emilia-Romagna (+106), 477 in Veneto (+64), 854 in Piemonte (+105), 452 nelle Marche (+35), 244 in Toscana (+13), 428 in Liguria (+31), 133 in Campania (+8), 162 nel Lazio (+12), 113 in Friuli Venezia Giulia (+6), 110 in Puglia (+19), 76 in provincia di Bolzano (+2), 81 in Sicilia (+5), 115 in Abruzzo (+13), 37 in Umbria (+4), 56 in Valle d’Aosta (+6), 164 in Trentino (+17), 36 in Calabria (+5), 31 in Sardegna (+3), 9 in Molise (+0), 7 in Basilicata (+2).

 

Brusaferro ISS “siamo al plateau dei contagi. Presto test rapidi”

La curva ci dice che siamo al plateau, non vuol dire che abbiamo conquistato la vetta e che è finita ma che dobbiamo iniziare la discesa e la discesa si comincia applicando le misure in atto“. Lo ha detto il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa all’Istituto sul punto epidemiologico dell’epidemia. “Dire che siamo arrivati al plateau vuol dire che siamo arrivati al picco, ma il picco non è una punta bensì un pianoro da cui ora dobbiamo discendere“. Proprio perchè il picco “non è una ‘punta’ ma un pianoro – ha spiegato Brusaferro – ora dobbiamo scendere dall’altra parte”. Bisogna però “essere cauti poichè – ha concluso – dalla situazione di pianoro l’epidemia può ripartire se molliamo rispetto alle misure di contenimento e isolamento in atto. Per fare indagini di popolazione ampie “servono test più rapidi per la ricerca degli anticorpi. Stiamo pensando di fare questo tipo di indagine e stiamo mettendo a punto le tecnologie per poterlo fare” ha aggiunto il presidente Brusaferro. L’indice di trasmissione del nuovo coronavirus, il cosiddetto R con zero, “è vicino all’uno (ovvero un positivo ha la potenzialità di infettare una persona) ma dobbiamo arrivare sotto il valore uno e mantenere tale indice sotto l’uno, intorno allo 0,5, con misure efficaci”. Per raggiungere invece il valore zero contagi, ha detto, “ci vorranno mesi”.

Viminale: sì alla camminata genitore-figlio, no al jogging

È “da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione”. lo prevede una nuova circolare inviata dal Viminale ai prefetti per “chiarimenti” sui divieti di assembramento e spostamenti. E “l’attività motoria generalmente consentita”, precisa il testo, “non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging)”. Possibile invece camminare “in prossimità della propria abitazione”.