Coronavirus, in Italia 3.815 nuovi positivi e 756 decessi. I contagiati totali sono 97.689

Sono complessivamente 97.689 i casi totali di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 3.815 positivi. Cala però il numero dei ricoveri in terapia intensiva e delle vittime, 756 rispetto a ieri quando l’aumento era stato di 889 decessi. Le persone guarite sono invece 13.030, 646 in più di ieri

.

COSENZA – Angelo Borrelli, capo della protezione civile nominato commissario per l’emergenza coronavirus, come sempre alle 18 di oggi ha fatto il consueto punto della situazione leggendo i numeri dell’epidemia di coronavirus che ha colpito la nostra nazione con i dati forniti dalle singole regioni. Sono complessivamente 73.880 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 3.815. Sabato l’incremento era stato di 3.651. Salito a 97.689 il numero complessivo dei contagiati, comprese le vittime e i guariti. Cresce ancora il numero totale delle vittime che sono adesso 10.779, con un aumento rispetto a ieri di 756 nuovi decessi. Sabato l’aumento era stato di 889. In questo caso il numero è leggermente in discesa. Per quanto riguarda il numero delle persone guarite sono adesso 13.030 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 646 in più di ieri. Del totale delle persone attualmente positive 3.906 pazienti si trovano ricoverati in terapia intensiva, 50 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.328 sono in Lombardia. Dei 73.880 malati complessivi, 27.386 sono poi ricoverati con sintomi e 42.588 sono quelli in isolamento domiciliare. I tamponi complessivi sono 454.030, dei quali oltre 254mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

“Negli ultimi 3 giorni si è verificato un calo sia del numero delle vittime sia dei ricoveri in terapia intensiva, grandi cambiamenti nell’ordine del 10-15%” che dipendono dalle “misure messe in atto e da un “sistema sanitario che sta rispondendo”. Lo ha detto il pneumologo e membro del Comitato tecnico scientifico Luca Richeldi in conferenza stampa. “Non dobbiamo fermarci ai numeri – aggiunge – ma sono dati che devono far riflettere e ci incoraggiano nel messaggio che con i nostri comportamenti salviamo delle vite“. Sul coronavirus in Italia c’è stata una impreparazione inevitabile iniziale – ha aggiunto Luca Richeldi: i primi dati molecolari ci dicono che circolasse in Italia i primi giorni di gennaio e il primo caso diagnosticato è del 20 febbraio. Eravamo impreparati, non è colpa di nessuno ed è inutile recriminare”. Secondo lo pneumologo “ci siamo trovati di fronte a una situazione senza precedenti, a un virus sconosciuto fino a 3 mesi fa. I dispositivi di protezione individuale sono una base indispensabile per la protezione degli operatori, ma nelle ultime settimane gli ospedali si sono dotati anche di percorsi dedicati. Non ci aspettavamo così tanti malati e il virus ci ha trovato sguarniti negli ospedali, ora ci sono percorsi pre definiti per i pazienti Covid. Percorsi e procedure sono importanti quanto i dispositivi”.

Il numero dei positivi regione per regione

25.392 i malati in Lombardia (883 più di ieri)
10.535 in Emilia-Romagna (+571)
7.251 in Veneto (+338)
7.268 in Piemonte (+417)
3.160 nelle Marche (+161)
3.786 in Toscana (+275)
2.279 in Liguria (+193)
2.362 nel Lazio (+181)
1.556 in Campania (+149)
1.141 in Friuli Venezia Giulia (+21)
1.293 in Trentino (+59)
1.034 in provincia di Bolzano (+105)
1.432 in Puglia (+74)
1.330 in Sicilia (+88)
1.169 in Abruzzo (+142)
897 in Umbria (-1)
539 in Valle d’Aosta (+71)
582 in Sardegna (+13)
577 in Calabria (+54) (QUI IL DATO AGGIORNATO)
100 in Molise (+2)
197 in Basilicata (+19)

Quanto alle vittime, se ne registrano 6.360 in Lombardia (+416), 1.443 in Emilia-Romagna (+99), 392 in Veneto (+30), 684 in Piemonte (+67), 386 nelle Marche (+22), 215 in Toscana (+17), 377 in Liguria (+19), 117 in Campania (+8), 136 nel Lazio (+12), 98 in Friuli Venezia Giulia (+11), 86 in Puglia (+15), 64 in provincia di Bolzano (+0), 65 in Sicilia (+8), 88 in Abruzzo (+12), 31 in Umbria (+3), 43 in Valle d’Aosta (+2), 129 in Trentino (+9), 25 in Calabria (+4), 27 in Sardegna (+1), 9 in Molise (+0), 4 in Basilicata (+1).

 

Consegnate alla regioni respiratori e mascherine

Ieri tutte le regioni ci hanno confermato di aver ricevuto entro la giornata il materiale inviato dalla Protezione Civile in mattinata”. Lo ha detto il commissario Domenico Arcuri al termine della videoconferenza di questa mattina insieme a Protezione civile e alle regioni. “Ieri sono state consegnate 2,3 milioni di mascherine chirurgiche e 1,7 milioni di Ffp2 e Ffp3 per il personale sanitario. Nell’ultima settimana – si legge in una nota – la media al giorno di mascherine consegnate alle regioni è stata di 3.59 milioni di pezzi, assegnati e consegnati altri 318 respiratori. Siamo così arrivati a 798 respiratori, distribuiti alle regioni in base alla diffusione della emergenza“, ha sottolineato Arcuri. “È un risultato positivo – ha aggiunto Arcuri – raggiunto grazie all’impiego di 5 aerei messi a disposizione dalla Difesa e da Leonardo, che sostituiscono i camion nelle consegne ad alta percorrenza”.

 

<iframe width=”560″ height=”315″ src=”https://www.youtube.com/embed/htspJCL48BU” frameborder=”0″ allow=”accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture” allowfullscreen></iframe>