Coronavirus, nuove restrizioni in Italia. Conte “chiusi tutti i negozi, tranne alimentari e farmacie”

L’epidemia non si ferma e il Governo ha deciso un ulteriore stretta sulle misure annunciate dal Premier Conte. “Chiusi tutti i negozi e le attività commerciali ad eccezione di alimentari e farmacie. Saranno assicurati i servizi bancari, postali, finanziari e assicurativi oltre che di pubblica utilità. Le industrie aperte ma con misure di sicurezza. I trasporti saranno garantiti. Restiamo distanti oggi per abbracciarci domani”

.
COSENZA – “Grazie a voi che state rispettando le misure per combattere la diffusione del contagio. So che non è facile, ma sappiate che queste rinunce stanno offrendo un grande contributo al Paese che sta dando prova di essere una grande nazione, unita e responsabile. Tutto il mondo ci guarda“. Apre così la sua breve conferenza stampa il Premiere Conte che annuncia nuove restrizioni a tutta l’Italia per combattere il coronavirus che oggi l’OMS ha dichiarato per la prima volta pandemia: chiusura di tutti i negozi e delle attività commerciali ad eccezione di quelli di prima necessità come alimentari e farmacie fino almeno al 25 marzo. Chiudono anche gli uffici pubblici al pubblico ma saranno garantite banche, uffici postali, finanziari e assicurativi. Saranno limitati gli spostamenti delle persone alle esigenze davvero indispensabili come la spesa e i farmaci.

“Ho fatto un patto con la mia coscienza: al primo posto c’è la salute degli italiani. Solo pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare le vostre radicate abitudini di vita, rimanendo a casa il più possibile. Quando ho adottato queste misure ero consapevole che si trattava di un primo passo, e che ragionevolmente non sarebbe stato l’ultimo. È ora di compiere un passo in più – ha detto Conte – quello più importante. L’Italia resterà sempre una zona unica e protetta ma ora abbiamo deciso di chiudere negozi e attività commerciali, di vendita al dettaglio tranne quelli di prima necessità come alimentari e farmacie e parafarmacie. Nessuna corsa all’acquisto al cibo, perché sarà sempre garantito l’approvvigionamento e resta consentita la consegna a domicilio che va anzi incentivata. Chiudiamo dunque anche le attività di bar, pub, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e servizi di mensa che non permettono la garanzia della distanza. Mentre resteranno aperte edicole e tabacchi. Saranno assicurati anche i servizi bancari, postali, finanziari e assicurativi oltre che di pubblica utilità e accessorie al corretto funzionamento dei settori.

“Le industrie resteranno aperte ma con misure di sicurezza – ha detto Conte. Per le attività produttive va incentivato il più possibile il lavoro agile, incentivate le ferie e i permessi. Saranno garantite le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che offrono beni e servizi nel rispetto delle normative igienico-sanitario. La regola però è sempre la stessa, dobbiamo limitare gli spostamenti, per motivi di necessità o per fare la spesa –  ha aggiunto il Premier – e l’effetto di questo grande sforzo lo potremo vedere tra un paio di settimane. Nessuno deve pensare che già domani, nei prossimi giorni, potremo misurare l’impatto di queste misure. Se i numeri continueranno a crescere, cosa molto probabile, non significa nuove rigide misure”.  Il premier ha poi annunciato la nomina di un commissario per le terapie intensive con ampi poteri, si tratta di Domenico Arcuri. E chiude il suo discorso “restiamo distanti oggi per abbracciarci domani”.


In giornata era stato il governatore della Lombardia Fontana a chiedere ulteriori provvedimenti inviando un documento al Governo con la richiesta di un irrigidimento delle misure con la chiusura totale di  tutte le attività commerciali non essenziali e del trasporto pubblico locale “abbiamo inviato al governo le proposte concordate con i sindaci relative a ulteriori misure di contenimento della diffusione del coronavirus: abbiamo chiesto la chiusura di tutto, non possiamo andare avanti con questi aumenti di contagi, non possiamo permettercelo“- ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia in diretta a Italia7Gold.  “ho chiesto al governo che restino aperte tutte le attività considerate essenziali per continuare la vita ordinaria, dalla catena alimentare all’energia ai rifiuti, e quelle attività imprenditoriali collegate a catene mondiali da cui non possono distaccarsi altrimenti ne avrebbero danni eccessivi”. “Il documento – prosegue Fontana – contiene il dettaglio di quelle che sono le iniziative che consideriamo indifferibili sulla base dei dati scientifici in nostro possesso e già comunicati ieri pomeriggio al Governo, nel corso della riunione con i ministri Boccia e Speranza e con i presidenti delle Regioni, oltre che all’Istituto Superiore di Sanità”.