Coronavirus: due cure sperimentali, si procede per produrre il vaccino

E’ stata conclusa la sperimentazione in laboratorio del vaccino-candidato contro il Covid-19 fatto in Australia. Gli studiosi hanno affermato che le prime ricerche sono andate “come previsto” e che il materiale creato ha le proprietà che consentono al team di procedere allo sviluppo del vaccino

 

ROMA – E’ realtà tristemente nota che ogni giorno aumentano i casi di Coronavirus nel mondo, inclusa l’Italia. E’ corsa, perciò, per la messa a punto di un vaccino. Attualmente esistono solo cure sperimentali. Sulla base dei dati disponibili, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha suggerito una terapia antivirale sperimentale, utilizzata anche all’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. Tale terapia è basata su due farmaci: il lopinavir/ritonavir, un antivirale utilizzato per l’infezione da HIV e che mostra un’attività antivirale anche sui Coronavirus, ed il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la malattia da Virus Ebola e potenzialmente attivo contro l’infezione da nuovo Coronavirus. Questi farmaci sono stati utilizzati anche per trattare i due coniugi cinesi (dei quali l’uomo è risultato nei giorni scorsi negativo e dunque guarito) ed il ricercatore italiano, anch’egli guarito, ricoverati allo Spallanzani. “Tali farmaci – spiega l’Istituto – sono indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come i più promettenti sulla base dei dati disponibili”.

In Cina per la cura sperimentale si utilizza il plasma

In Cina invece si utilizza un’altra cura sperimentale: il plasma dei pazienti guariti, che sta dando buoni risultati. Un dei malati di Covid-19, curato appunto con il plasma sanguigno raccolto da persone guarite, è stato dimesso nei giorni scorsi dall’ospedale della città-focolaio di Wuhan. In Cina, altri 10 pazienti saranno sottoposti a questa cura, mentre le autorità chiedono a un maggior numero di soggetti guariti di donare il proprio plasma.

Si fanno passi avanti per il vaccino

Intanto, passi avanti si stanno facendo anche sul fronte del vaccino, per la cui disponibilità si dovrà comunque ancora attendere vari mesi. Nei giorni scorsi già la Cina aveva annunciato i primi test sugli animali. Ora è toccato all‘Australia – così come si legge su Repubblica -. E’ stata conclusa, infatti, la sperimentazione in laboratorio del vaccino-candidato contro il Covid-19 fatto nel Paese. Ad annunciarlo è stato il team di ricercatori dell’Università del Queensland che stanno così per procedere verso la sperimentazione sugli animali. Lo studio in laboratorio è durato tre settimane.

“Esistono ancora numerosi test per garantire che il vaccino-candidato sia sicuro e che crei un’efficace risposta immunitaria, ma la tecnologia e la dedizione dei ricercatori vogliono testimoniare che il primo ostacolo è stato superato“, ha detto Peter Høj, vicecancelliere e presidente dell’ateneo australiano. E’ lui stesso a spiegare come la Cepi (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, l’organizzazione internazionale che si occupa dello sviluppo della ricerca nei vaccini e che ha sede in Norvegia) abbia chiesto l’aiuto dell’Università del Queensland perché ha la tecnologia necessaria per produrne uno “entro sei mesi”. Gli studiosi hanno affermato che le prime ricerche sono andate “come previsto” e che il materiale creato ha le proprietà che consentono al team di procedere allo sviluppo del vaccino.