La sentenza “l’uso prolungato del cellulare può causare tumore alla testa”

Lo afferma la Corte d’Appello di Torino che ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea portata avanti da un dipendente della Telecom colpito da neurinoma del nervo acustico

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L’uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa“. Lo sostiene la Corte d’Appello di Torino che, oggi, ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea, emessa nel 2017 (che condannava l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale), sul caso sollevato da Roberto Romeo, 57 anni, dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico dopo che per 15 anni aveva usato il cellulare per più di tre ore al giorno senza protezioni. Secondo la Corte d’Appello “esiste una legge scientifica di copertura che supporta l’affermazione del nesso causale secondo i criteri probabilistici ‘più probabile che non’”.

“ero obbligato ad usare sempre il cellulare per parlare con i collaboratori e per organizzare il lavoro – racconta l’uom – e per 15 anni ho fatto innumerevoli telefonate anche di venti e trenta minuti sia da casa che in macchina. Poi ho iniziato ad avere la sensazione continua di orecchie tappate e disturbi all’udito. Nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Ora non sento più nulla dall’orecchio destro perché mi è stato asportato il nervo acustico”.  Il pronunciamento della Corte d’Appello riapre il dibattito sul nesso tra malattie tumorali e utilizzo del cellulare anche se va sottolineato che proprio l’estate scorsa un rapporto curato da Istituto Superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea non ha dato conferme all’aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare.

I legali “sentenza storica”

Soddisfazione da parte dei legali del lavoratore, gli avvocati Bertone e Ambrosio che hanno seguito la vicenda: “è una sentenza storica, come lo era stata quella di Ivrea, la prima al mondo a confermare il nesso causa-effetto tra il tumore al cervello e l’uso del cellulare. La nostra è una battaglia di sensibilizzazione sul tema – affermano ancora gli avvocati – Manca informazione, eppure è una questione che interessa la salute dei cittadini. Basta usare il cellulare 30 minuti al giorno per otto anni per essere a rischio. Le persone –concludono devono conoscere le possibili conseguenze di un utilizzo prolungato del telefonino, così da poter analizzare con consapevolezza il loro rapporto, e quello dei loro figli, con i cellulari e altri strumenti dannosi per la salute”