L’Italia si sbriciola tra incuria e burocrazia. Il Ministro Costa “aprire subito i mille cantieri”

Dopo il crollo del viadotto sulla A6 arriva il monito del Ministro dell’ambiente Sergio Costa “nessuno è al sicuro, dobbiamo fare presto e approvare il Cantiere ambiente. Dopo decenni di totale incuria e di pastoie burocratiche, abbiamo iniziato un massiccio piano di prevenzione. Ma il Parlamento deve sbrigarsi”

.

Il maltempo che sta investendo l’Italia in queste settimane sta aggredendo un territorio fragile e malato dove vengono spesi miliardi di euro per riparare ai danni ma dove manca la totalmente la messa in sicurezza. L’ultimo rapporto ISPRA ha offerto un quadro a dir poco allarmante sul dissesto idrogeologico del nostro Paese e sicuramente in peggioramento. I dati rivelano che sono a rischio 7.275 comuni (il 91% del totale) per frane e/o alluvioni. Il 16,6% del territorio nazionale è classificato a maggiore pericolosità. Ben 1,28 milioni di abitanti sono a rischio frane e oltre 6 milioni di abitanti a rischio alluvioni.  Occorrono progetti esecutivi per aprire i cantieri e mettere in sicurezza il Paese.

Un vero e proprio Piano Marshall per curare le ferite

I fondi ci sono e vanno spesi” aveva dichiarato il Ministro dell’ambiente Sergio Costa una settimana fa alle Regioni. Dopo il crollo di ieri del viadotto sulla A6 nei pressi di Savona, per il ministro “diventa improcrastinabile aprire i mille cantieri per la messa in sicurezza del territorio, il Parlamento approvi in fretta il piano”. In  un’intervista al quotidiano “Il Messaggero”,  torna a evidenziare “l’endemica fragilità dell’Italia: il 79% del territorio è a rischio per il dissesto idrogeologico. Nessuno, purtroppo, può dirsi al sicuro nel nostro Paese, per questo dobbiamo fare presto. Abbiamo lavorato a un disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri e dalla Conferenza delle regioni all’unanimità e calendarizzato al Senato: con ‘Cantiere Ambiente’ riduciamo ulteriormente i tempi per l’apertura dei cantieri, ci affianchiamo ai comuni con una task force di tecnici, anticipiamo la spesa per la progettazione. Il Parlamento, però, –  sottolinea Costa – deve sbrigarsi ad approvarlo, è importante. Dopo decenni di totale incuria e di pastoie burocratiche, abbiamo iniziato un massiccio piano di prevenzione. Abbiamo ridotto di due terzi il tempo dell’erogazione dei fondi e ne sono stati erogati circa 700 milioni in sei mesi, per tutte le regioni. Con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, abbiamo realizzato un piano da 11 miliardi in totale“, aggiunge Costa. “È il nostro Piano Marshall per curare le ferite di argini di fiumi, fianchi di montagne, strade, bacini idrici. Sto parlando di tutti quei luoghi fragili, pericolosi, che fanno vivere milioni di cittadini nella paura quotidiana. Non possiamo né dobbiamo più consentirlo“.

Confindustria “aprire i cantinieri è una priorità”

“Con la Germania in difficoltà, l’economia del Nord che rallenta e il Sud in recessione, chiediamo un’operazione anticiclica infrastrutturale che vale oltre 60 miliardi di risorse, tutte già stanziate. Serve avviare le opere, creare occupazione, collegare territori, includere persone. È la grande priorità del Paese da affrontare con un cronoprogramma chiaro e snellendo le procedure. Basta con i tempi biblici per aprire i cantieri”. Così, in un’intervista a Repubblica, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, secondo il quale con quelle risorse è possibile “risanare il territorio“.

 

U.Di.CON. “In Calabria gravi responsabilità delle istituzioni”

Stiamo assistendo ad uno spettacolo raccapricciante, la Calabria è letteralmente sommersa a causa delle forti piogge – scrive in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – oltre alle forti piogge, però, ci sono da considerare le gravi responsabilità delle Istituzioni, sorde da troppo tempo alle grida di tutti coloro che hanno provato a sollecitare la gravità della situazione. Noi, nel nostro piccolo, da troppo tempo segnaliamo le criticità cui incorrono la maggiora parte dei comuni calabresi anche con piogge meno copiose di quelle delle ultime ore. Risultato? Nessuno – continua Nesci – perchè a quanto pare si preferisci curare, rispetto al prevenire. La tragedia vissuta e che sta vivendo la città di Venezia, così come quelle che hanno colpito il Piemonte e la Liguria non hanno insegnato nulla. Adesso ci chiediamo se sarà dedicato lo stesso impegno e la stessa attenzione alle realtà calabresi, che patiscono oggi una sorte simile. Effettueremo un monitoraggio a partire dalle prossime ore per capire dove realmente i problemi sono stati causati da cause di forza maggiore e dove invece le responsabilità sono da attribuire anche a mancati interventi delle Istituzioni. Siamo pronti ad intervenire con tutti i mezzi a nostra disposizione – conclude Nesci – per far sí che la Calabria abbia le tutele che merita, al pari del resto del territorio italiano, che patisce le stesse criticità, ma vanta spesso altre considerazioni”.