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Renzi scatenato, chiama i delusi di FI e attacca Salvini “goditi il Papeete Don Abbondio”

Il leader di Italia Viva ha chiuso la decima edizione della Leopolda rivolgendosi ai delusi di Forza Italia e del PD “venite con noi la porta è aperta”. Bordate al PD dalla Bellanova e attacchi soprattutto a Salvini “goditi il Papeete che a governare pensiamo noi”. Immediata la replica del leader della Lega “Alla Leopolda è andato di scena il Festival della poltrona. Domenica in Umbria stravinciamo ciao ciao”

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FIRENZE –  L’ultima giornata della Leopolda a Firenze, giunta alla decime edizione, si è conclusa così come le due precedenti, con lo stato maggiore del nuovo partito a caricare contro alleati e avversari politici e il leader Renzi a smussare, ma non più di tanto, gli angoli. Ad aprire l’ultima giornata la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova che si spinge a parlare di “bande armate” per descrivere quale fosse il clima nel Partito Democratico prima della scissione. La presidente di Italia Viva sale sul palco e si toglie subito un sassolino: “quelli che criticavamo il mio vestito il giorno del giuramento al Quirinale non attaccavano me ma Matteo Renzi che mi aveva voluto lì“. Una polemica che si era andata auto alimentando sui social, ma che non aveva trovato molte sponde tra gli esponenti politici. Il passaggio più duro, tuttavia, Bellanova lo riserva come detto al partito democratico: “Non potevamo rimanere più, c’erano troppe guerre e troppe bande armate“. La bordata è stata avvertite chiaramente ai piani alti del Nazareno tanto che in una nota, il responsabile organizzazione Pd Stefano Vaccari, ha replicato quasi subito alle parole del ministro Teresa Bellanova sottolineando che “aggredire solo il Pd, che ha consentito a chi lo fa di essere in Parlamento e al governo, ormai è una ossessione per chi non ha argomenti e può  caratterizzarsi solo in contrapposizione. Un film già visto. Peraltro, dimenticandosi che chi parla male del Pd è una classe dirigente che è stata al vertice per molti anni e ha tentato di plasmare il Pd a sua immagine e somiglianza. Non resta che augurare buon viaggio a chi comincia la sua avventura con un tale carico di rancore e di odio. Il nostro avversario è la destra.  E dire che, pochi minuti prima, era stato lo stesso Zingaretti, oggi a Norcia, a cercare di riportare un minimo di calma nella compagine di governo: “ripartiamo più uniti perché ricordo a tutti che l’avversario è la destra. O si organizza un campo alternativo alla destra o regaliamo il Paese a Salvini“. Parole che evidentemente non fanno breccia in Teresa Bellanova.

Abbassiamo le tasse. No ad accordo a lungo termine con i M5S

Poi tocca a Matteo Renzi prendere la parola e dedicare una parte del discorso conclusivo al suo ex collega di partito: “chi ci accosta al Papeete farebbe bene ad andarci“. Ma Renzi, dal palco, cerca di buttare acqua sul fuoco e rivolgendosi a Dario Franceschini e Nicola Zingaretti li chiama amici, per proporre loro di riprendere in mano il progetto Ventotene, quello che voleva fare dell’isola la casa dell’Europa. Le proposte al Governo sono sopratutto sul rischio di nuove tasse per gli italiani “teniamo la pressione fiscale alla stessa percentuale dello scorso anno, questa è la nostra proposta. Abbassiamo le spese mettendo cinque professionisti coinvolti da Italia Viva a lavorare alla revisione della spesa”. Quello su cui Renzi non arretra è, invece, Quota 100, considerato “uno spot da 20 miliardi“. Renzi chiude anche a qualsiasi tentativo di accordo a lungo termine con i 5 Stelle “Non faremo una alleanza strutturale con il Movimento 5 Stelle, quello è un mondo diverso, non è casa nostra”.

Berlusconi ha ceduto le redini a Salvini. “Delusi FI vengano qui”

Sulla nascita del secondo Governo Conte Renzi è chiaro “Di fronte al diktat di Salvini dal Papeete potevamo assecondare il suo disegno perverso per mettere le mani sul Quirinale e accettare qualche spruzzatina di novità da qualcuno su liste elettorali. Ma il Paese sarebbe finito nelle mani dei sovranisti e saremmo usciti dall’euro. L’alternativa a questo era fare politica, mentre loro chiamano coerenza quel che noi chiamiamo masochismo. Sì, ho cambiato idea per salvare l’Italia da Salvini e dal salvinismo e lo rivendico“. Sulla manifestazione di ieri a Roma del centrodestra Renzi parla chiaramente di sconfitta di Berlusconi, per anni modello comunque liberale, che ha definitivamente ceduto le armi a Salvini. E Renzi si lancia in una proposta ai delusi di Forza Italia “a San Giovanni ieri è finito un modello culturale di centrodestra, che io non ho mai votato, e Berlusconi non ha mai votato la fiducia a me, ma ha rappresentato per 25 anni un modello che aveva distorsioni, ma ha cercato di rappresentare l’area liberale del Paese. Ieri Salvini ha preso le redini, capisco il disagio di dirigenti e militanti di Forza Italia. Un passaggio di consegne che rappresenta anche un mutamento genetico nella destra italiana, passata dai liberal che in Europa stanno nel Partito Popolare ai sovranisti di Salvini, Orban e Le Pen. Di qui l’invito ai moderati di centrodestra che ieri non erano in piazza: “a chi crede che c’è spazio per un’area liberale e democratica, dico venga a darci una mano. Italia Viva è aperta”.

Salvini è Don Abbondio. Sull’immigrazione ha creato clima di odio

Poi l’affondo durissimo a Salvini che ieri aveva parlato dei genitori di Renzi come persone non incensurate “Salvini ha parlato dei miei genitori dalla piazza e lo ha fatto dicendo che non sono incensurati, mostrando di non conoscere la Costituzione. Chi è in attesa di giudizio è incensurato, chi è stato condanno per oltraggio a pubblico ufficiale non è incensurato. Ma Salvini non ha avuto il codice di onore di guardarmi negli occhi. Pensavo fosse Don Rodrigo, invece è Don Abbondio, una personcina così. Goditi il Papeete, che a governare pensiamo noi“. Inevitabile, infine, non parlare dell’immigrazione “è un problema, chi dice il contrario mente. Il problema c’è e in prospettiva ci sarà sempre di più, Salvini non ha cambiato nulla se non l’umore degli italiani creando un clima di odio. Se vogliamo essere seri dobbiamo affrontare il problema”.

Laconico il commento del leader della Lega “alla Leopolda è andato in scena il festival delle poltrone. Domenica prossima in Umbria non si vince: si stravince! Ciao ciao Conte, Di Maio e Renzi”.