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Sanità, via il super ticket dal 10 euro. Speranza “abolito elemento discriminatorio”

Dal 1 settembre 2020 spariscono i 10 euro a ricetta medica per visite specialistiche ambulatoriali ed esami diagnostici. Il Ministro della Salute Speranza “non sarà mai più pagato da nessuno nel nostro Paese. Diamo modo a tutti di poter accedere alle cure”

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ROMA – “Nella manovra di bilancio che il Consiglio dei Ministri ha appena approvato e che sarà in discussione in Parlamento, c’è la previsione dell’abolizione del super ticket. Questo avverrà a partire dal 1° settembre 2020. Sono già in bilancio le risorse necessarie per coprire lo spazio temporale, dal 1° settembre al 31 dicembre, e ci saranno tutte le poste per coprire le annualità successive. Quindi, possiamo dire, in maniera molto chiara e definitiva, che il super ticket, dal 1° settembre 2020, non sarà mai più pagato da nessuno nel nostro Paese”. Lo ha detto il Ministro della Salute Roberto Speranza al question time alla Camera dei deputati rispondendo a diversi quesiti tra cui quello sulle iniziative, d’intesa con le Regioni, per l’abolizione della quota fissa di 10 euro a ricetta per visite specialistiche ambulatoriali ed esami diagnostici e con un corrispondente incremento delle risorse previste per il sistema sanitario nazionale, destinate comunque ad aumentare nel prossimo triennio.

“Io ho sempre considerato il super ticket un elemento di discriminazione e di diseguaglianza – ha aggiunto il ministro – nelle nostre realtà regionali, un elemento che fa da diga all’accesso di tante persone al Servizio sanitario nazionale. Io penso che, ogni volta che un solo cittadino non accede al Servizio sanitario nazionale per ragioni economiche, si è di fronte ad una sconfitta per lo Stato. E, allora, mi consenta di poter dire che la scelta fatta rappresenta invece una vittoria per lo Stato, perché diamo modo a tutti di poter accedere, nel pieno rispetto del mandato dell’articolo 32 della Costituzione, che dice che la Repubblica tutela la salute, come fondamentale diritto dell’individuo e come interesse della collettività. Io ritengo che le scelte assunte ieri dal Consiglio dei ministri vanno esattamente in questa direzione”.