ASCOLTA RLB LIVE
Search

Impurità cancerogena: ritirati dalle farmacie 195 lotti di farmaci con ranitidina

Disposto in via precauzionale il ritiro dalla farmacie italiane di tutti i lotti di farmaci con il principio attivo ranitidina, anche in sciroppo, usata per trattare i problemi gastrici e l’acidità

.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha disposto il ritiro dalle farmacie e dalla catena distributiva di tutti i lotti di farmaci con il principio attivo ranitidina utilizzato per trattare problemi gastrici come l’acidità) prodotto dall’officina Saraca Laboratories Ldt in India. Sono complessivamente 195 i lotti di farmaci contenenti il principio attivo raniditina ritirati dal mercato. Il motivo è la presenza, in alcuni di questi lotti, di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani). In questi casi le autorità sanitarie operano secondo il principio di precauzione, che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa.

In particolare si tratta di alcuni lotti di questi farmaci:
RANITIDINA HEX (150 MG E 300 MG)
RANITIDINA RATIOPHARM (150 MG E 300 MG)
RANITIDINA MYLAN GENETICS 150 MG E 300 MG)
RANIDIL SCIROPPO – ZANTAC COMPRESSE (150 MG E 300 MG)
ZANTAC FIALE 5 ML – ZANTAC COMPRESSE EFFERVESCENTI (150 MG)
RANITIDINA AUROBINDO ITALIA (150 MG E 300 MG).

La ranitidina (antagonista dei recettori H2 dell’istamina) è un inibitore della secrezione acida utilizzato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida. È commercializzata in Italia sia come medicinale soggetto a prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in forma di compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso. Sono disponibili in commercio altri medicinali con le stesse indicazioni terapeutiche, pertanto i pazienti che assumono medicinali a base di ranitidina devono rivolgersi al proprio medico per discutere la possibilità di una terapia alternativa.

L’Aifa consiglia a tutti i cittadini, se sono in cura con un medicinale a base di ranitidina prescritto dal medico, di non sospendere il trattamento, ma di consultare il medico il prima possibile per un trattamento alternativo (un altro medicinale diverso da ranitidina, indicato nel trattamento delle condizioni in cui lo stomaco produce quantità eccessiva di acido). Se l’utente è in trattamento con un medicinale di automedicazione a base di ranitidina, consultare il medico o il farmacista per avere consigli su un farmaco alternativo. NDMA è una sostanza chimica organica che si genera come sottoprodotto di numerosi processi industriali. È inoltre presente a livelli molto bassi nelle forniture d’acqua e in alcuni alimenti, in particolare quelli cotti, affumicati o stagionati. Non sono attesi danni, quando ingerita in quantità molto basse. Non si attende un rischio acuto per il paziente che abbia già assunto medicinali contenenti ranitidina.