Rubavano farmaci antitumorali e chemioterapici dagli ospedali per rivenderli in nero

Sgominato un traffico internazionale di farmaci chemioterapici e antitumorali rubati negli ospedali, farmacie e aziende ospedaliere del Sud Italia. In carcere sono finite 14 persone, recuperati medicinali sottratti agli ospedali per un valore di 4 milioni di euro

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A conclusione di una complessa indagine convenzionalmente denominata “DAWAA”, oltre 220 carabinieri del Nas hanno dato esecuzione a 18 misure cautelari, di cui 14 custodiali e 4 restrittive (obbligo di presentazione alla P.G.), nonché a 34 decreti di perquisizioni a carico di altrettanti soggetti indagati poiché coinvolti a vario titolo in un traffico internazionale di farmaci, principalmente oncologici, antivirali e destinati a cure particolari. Le sostanze medicinali, tutte caratterizzate da un elevato valore terapeutico e commerciale, costituiscono il provento di numerosi furti commessi tra il 2017 ed il 2018 in farmacie ospedaliere, aziende sanitarie territoriali e magazzini farmaceutici di tutta Italia. I destinatari delle misure, facenti parte di un’associazione a delinquere con base nel cremasco, sono riconducibili a varie componenti rappresentate da ladri, ricettatori, corrieri e piazzisti, i quali avevano posto in essere una fitta rete di commercio illegale di farmaci ad alto costo, tutti destinati al mercato estero.

Medicinale rivenduti in nero all’estero

Un parte del sodalizio si occupava di trafugare i medicinali dalle farmacie delle aziende sanitarie territoriali e ospedaliere pubbliche nonché dalle logistiche farmaceutiche, consegnandoli al primo livello di ricettatori costituiti da soggetti di origine campana che, a loro volta, li cedevano ad un ulteriore livello di gestione, a capo dell’intera organizzazione, ruolo svolto da due cittadini egiziani che si occupavano, grazie alla collaborazione di fiancheggiatori e corrieri, alle fasi di esportazione dei farmaci in Francia, Germania e soprattutto in Nord Africa e Medio Oriente, in particolare Egitto, Siria e Arabia Saudita. I medicinali esportati in spedizioni aeree tramite corrieri o passeggeri in partenza dall’Aeroporto di Milano Malpensa, giunti a destinazione, venivano presi in custodia dai complici che si occupavano della logistica di trasporto e collocazione presso magazzini locali o di recapito a privati come medici e pazienti facoltosi.

Sequestrati 824 confezioni di medicinali

Durante l’indagine sono state sequestrate 824 confezioni di medicinali per un ammontare complessivo, sulla scorta dell’elevato valore economico di ogni singola unità terapeutica, di quasi 4 milioni di euro. Di particolare risalto investigativo è stato il contributo del Nucleo Carabinieri AIFA (il Nucleo NAS dislocato presso l’Agenzia Italiana del Farmaco), i cui riscontri hanno consentito di ricostruire e individuare la provenienza illecita dei medicinali.

Furti anche all’Asp di Catanzaro

Trafugati nel corso di furti con effrazione e scasso commessi tra settembre 2017 e maggio 2018 presso le farmacie interne agli ospedali San Giovanni Bosco ed Ascalesi di Napoli, San Timoteo di Termoli e delle Aziende Sanitarie Provinciali, deputate da distribuire i medicinali alle strutture pubbliche su base territoriale, di Catanzaro, Caltagirone e Rutigliano nonché presso una nota logistica farmaceutica lodigiana. Proprio per la finalità di sanità pubblica a cui erano destinati i farmaci sottratti, l’indagine rappresenta un importante intervento repressivo per contrastare un fenomeno criminale particolarmente insidioso, sia per il notevole esporto economico in danno del Servizio sanitario pubblico sia per la sottrazione di prodotti farmacologici destinati al trattamento di importanti patologie come quelle oncologiche e con urgenti esigenze terapeutiche.

Farmaci diventati pericolosi perché mal conservati

Gli accertamenti dei carabinieri hanno anche dimostrato la mancata applicazione delle corrette modalità di custodia dei medicinali oggetto di illecito commercio: infatti alcune categorie di farmaci oggetto di furto richiedevano la vincolante conservazione a temperatura di refrigerazione, condizione necessaria per assicurare l’efficacia del principio attivo farmacologico e dell’azione terapeutica. Tale obbligo di temperatura di conservazione non veniva mantenuto, rendendoli così imperfetti e diventando un potenziale grave pericolo per la salute degli ignari pazienti a causa, nel migliore dei casi, della inefficacia delle funzione curativa. Gli arrestati, associati in diversi istituti di detenzione del Nord e Sud Italia, su disposizione della Procura di Cremona, dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere, ricettazione, furto aggravato e commercio di farmaci guasti ed imperfetti.