“Scuole aperte a metà settembre? Disagi e danni economici alle famiglie”

Per il Codacons negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo slittamento della data di riapertura degli istituti scolastici che crea non solo disagi alle famiglie, ma anche danni sul fronte economico. E pensare che alcuni insegnati e dirigenti scolastici hanno invece chiesto l’apertura a ottobre perché fa ancora troppo caldo

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Chissà cosa ne pensa il Codacons della protesta formale di alcuni insegnanti e Dirigenti scolastici che hanno chiesto di rinviare il ritorno tra i banchi perché a metà settembre fa ancora troppo caldo e l’apertura avverrebbe in condizioni climatiche non sopportabili per studenti e personale scolastico: “le scuole non hanno aria condizionata – ha dichiarato il preside di un’insistito professionale – e non sono pronte a far svolgere lezione quando ci sono temperature oltre i trenta gradi”. Se da una parte infatti alcuni pensano che a settembre, soprattutto al Sud, sia ancora troppo presto per tornare a scuole, dall’altra c’è chi vorrebbe invece anticipare il ritorno tra i banchi. Come l’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori che ritiene non solo un disagio, ma anche un danno economico l’apertura delle scuole a metà settembre delle elementari e medie, per tutte quelle famiglie che lavorano e hanno difficoltà a lasciare i propri figli minori a nonni o parenti, costrette quindi a mettere mani al portafogli per baby sitter e campi estivi.

“Anche quest’anno le scuole italiane riapriranno le porte a metà settembre, una data che mette in grande difficoltà i genitori – afferma il Codacons – specie quelli che lavorano e che dovranno attivarsi per affidare i figli a parenti, baby sitter e centri estivi. Chieiamo al Ministero dell’istruzione di attivarsi per venire incontro alle esigenze delle famiglie.
L’anno scolastico 2019/2020 inizierà nella maggior parte delle regioni tra l’11 e il 16 settembre – spiega l’associazione – Già negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo slittamento della data di riapertura degli istituti scolastici che crea non solo disagi alle famiglie, ma anche danni sul fronte economico. Chi infatti ha figli minorenni e, dovendo andare a lavoro, non può affidarli a nonni o parenti, è costretto a ricorrere a baby sitter o centri estivi, con relative spese che pesano sui bilanci familiari, già provati riacquistato dei libri e del corredo scolastico,  che possono raggiungere, solo considerando le prime due settimane di settembre, quota 300 euro a famiglia”.

Per tale motivo il Codacons chiede al Ministero dell’istruzione di studiare soluzioni alternative, almeno per le scuole elementari e medie, organizzando presso le scuole di tutta Italia servizi sostitutivi per gli studenti più piccoli, anche attraverso gli stessi docenti i quali possono seguire i bambini anche senza tenere regolari lezioni negli istituti. Non solo. L’associazione è anche pronta a lanciare una class action in favore delle famiglie costrette a sostenere costi a causa della riapertura tardiva delle scuole, e invita tutti gli interessati ad inviare una mail