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Crisi, Zingaretti (PD) “disponibili a Governo della svolta. Nostre condizioni non negoziabili”

Come già comunicato ieri il PD apre a un Governo con i 5 Stelle “proviamo a formare un nuovo esecutivo ma che sia sia della svolta e in discontinuità con quello appena chiuso oppure si vada al voto”

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ROMA – La seconda delegazione salita al Quirinale è quella del PD guidato dal segretario Nicola Zingaretti, accompagnato da Paolo Gentiloni presidente del partito, dalla vicepresidente Paola De Micheli e dai due capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci. Al termine della consultazione con il Presidente Mattarella, con poche parole il PD ha sostanzialmente ribadito quando già detto ieri, ovvero l’apertura ad un esecutivo con il Movimento 5 Stelle ma solo a condizione che vengano rispettati i 5 punti dettati ieri.

Pronti a verificare una diversa maggioranza

“Abbiamo espresso al Presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a verificare la possibilità di una maggioranza e l’avvio di una fase politica nuova. Vogliamo provarci, ma che sia nel segno della discontinuità politica e programmatica. Non è una scelta facile anche a causa della pesante eredità che il governo gialloverde ci ha lasciato. Siamo distanti dal M5s, ma è utile provare con un governo di svolta perchè siamo preoccupati per l’economia, la crescita degli indici di disuguaglianza sociale e l’solamente europeo. Sapete quali sono i nostri punti affinché si possa verificare la possibilità di una nuova maggioranza. Punti non negoziabili: una chiara e indiscussa scelta europeista all’insegno dello sviluppo del lavoro e della solidarietà. Il pieno riconoscimento in difesa della democrazia rappresentativa a partire dal valore della centralità del Parlamento. Una svolta radicale nelle scelte dell’economica e di sviluppo con investimento su sostenibilità ambiatatele su lavoro, equità sociale ed evitare inasprimenti fiscali a cominciare dall’aumento dell’IVA. Infine, una svolta con l’Europa nella gestione dei flussi migratori rispetto ai decreti approvati fin’ora”.

Non un Governo a tutti i costi

“Non un governo non a qualsiasi costo – ha concluso Zingaretti – piuttosto che sia di svolta, alternativo alle destra, con un programma nuovo e solido, che abbia un’ampia base parlamentare e che possa dare speranze all’Italia. Se non dovessero esistere queste condizioni, tutte da verificare, lo abbiamo ribadito al Presidente Mattarella, lo sbocco naturale della crisi sono nuove elezioni anticipate alle quali il Partito Democratico è pronto”.