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Crisi di Governo, cosa succederà agli italiani?

Rischio di aumento IVA con un aumento annui dei costi, in media, di 697 euro a famiglia

 

ROMA – Il premier Giuseppe Conte sta per rassegnare le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Mattarella. Oggi pomeriggio prima di salire al Quirinale ha tenuto un discorso al Senato per chiarire le ragioni della propria scelta. Ha parlato avendo da un lato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che mostrava insofferenza e non esitava a fare delle smorfie per dissentire con quanto pronunciato dal presidente del Consiglio dei Ministri. Dall’altro lato il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, concentrato ed impassibile. Sarà ora compito del Presidente della Repubblica decidere se interrompere la legislatura e andare al voto.

IL PREMIER CONTE

“L’azione di governo si arresta qui”. Puntando il dito sulle azioni di  Matteo Salvini ha attribuito a lui la responsabilità di aver innescato la crisi “subito dopo l’approvazione della fiducia sul decreto Sicurezza”, che “suggerisce opportunismo politico” con il sospetto che abbia “agito per interessi personali di partito compromettendo l’intero interesse nazionale”. “Questa crisi – ha affermato il premier Conte – arriva in un momento molto delicato per l’Italia. Irresponsabile dunque da parte di Salvini innescarla. Perché aprire la crisi in pieno agosto? È un gesto di grave imprudenza istituzionale. Amici della Lega avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo. Avete offeso non solo il mio impegno personale. Passi. Ma avete offeso anche il lavoro svolto dai ministri. Avete offeso la verità dei fatti”. Salvini secondo il Primo Ministro cercava “solo un pretesto per andare al voto il prima possibile”. Una frase che ha stuzzicato il leader della Lega che alle smorfie ha iniziato a pronunciare frasi di protesta bloccate dal capo del Governo Conte con un fulminante “parlerai dopo”.

 

IL MINISTRO SALVINI

 

Matteo Salvini dai banchi della Lega dove è stato traslocato dopo le comunicazioni del premier Conte ha risposto affermando con ironia di essere dispiaciuto “che lei mi ha dovuto mal sopportare per un anno, l’ho scoperto oggi. La critica più surreale è che non si fanno le crisi d’agosto. I parlamentari lavorano d’agosto come tutti gli altri italiani. La libertà consiste nel non avere nessun padrone e io non voglio l’Italia schiava di nessuno. Sono un uomo libero, chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è un uomo o una donna libero”. Prima di abbandonare l’aula (a termine dell’intervento di Matteo Renzi) con i senatori leghisti Salvini, a conclusione del suo intervento, ha rivolto un appello ai Cinque Stelle: “Se avete voglia di costruire un percorso virtuoso, completare il percorso di riforme, con taglio dei parlamentari e per bloccare l’aumento delle tasse, e poi il voto, noi ci stiamo. Non siamo il Renzi di turno. Viva la democrazia!”.

 

MATTEO RENZI

 

Il senatore Matteo Renzi è intervenuto in Aula dopo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le dimissioni, e dopo che ha parlato anche il ministro degli Interni Matteo Salvini. “State rischiando di portare per la prima volta dopo 73 anni il Paese a un vuoto autunnale. Questo è il Parlamento non è il Papeete. Questo non è un colpo si stato è un colpo di sole. Noi non abbiamo paura di andare al voto. Lei, ministro Salvini, ha fatto un governo con il 17% e non col 51% e questo governo ha fallito anche per sua responsabilità. Quando lei signor presidente del Consiglio, pubblica quel post rivolto al vicepremier Matteo Salvini (a proposito dei migranti sulla Open arms, ndr) quel post ha la nostra piena condivisione, ma la sua firma sul decreto sicurezza non la condividiamo. Siamo felici che quest’esperienza di governo sia finita, ma daremo il nostro contributo affinché a pagare questa crisi non siano gli italiani”, ha concluso Renzi. Ma cosa succederò, di fatto agli italiani?

 

REDDITO DI CITTADINANZA

 

Se in carica l’Italia avrà un Governo di Centrodestra l’obiettivo sarà la Flat Tax. Misura da attuare solo effettuando tagli sul reddito di cittadinanza. C’è da dire però che il Reddito di Cittadinanza non è una misura in scadenza (come invece lo è Quota 100, valida solo fino al 2021) dal momento che nel decreto 4/2019 si legge che “a decorrere dal 2022 ogni anno bisognerà prevedere una spesa da 7,2 miliardi di euro per il funzionamento del reddito di cittadinanza”. Un nuovo Governo di Centrodestra, quindi, non potrebbe non rinnovare il reddito di cittadinanza dovrebbe solo attivare provvedimenti per abolirlo con una legge o un referendum abrogativo. Alternativa al ritorno al voto e al Governo ‘tecnico’ sarebbe un’alleanza formata dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico. Un caso in cui non dovrebbero esserci problemi nel continuare a sostenere il progetto del reddito di cittadinanza.

 

 

L’ultimo Governo di Centrosinistra infatti aveva già ha introdotto il REI, misura simile all’attuale Reddito di Cittadinanza. Importante ricordare che il Reddito di Cittadinanza è una misura strutturale istituita a decorrere dal mese di aprile 2019 senza una data di scadenza. La legge di Bilancio ha già previsto le coperture al Reddito di cittadinanza fino al 2022 (5.906,8 milioni di euro nel 2019, 7.166,9 milioni di euro nel 2020, 7.391 milioni di euro nel 2021 e 7.245,9 milioni di euro annui a decorrere dal 2022). In sintesi la crisi di Governo non dovrebbe pregiudicarne l’erogazione a favore dei beneficiari. Non è possibile che, in caso di elezioni anticipate, chi vedrà scadere le 18 mensilità del Reddito di Cittadinanza non potrà ottenere il rinnovo della misura, persistendo ovviamente le condizioni soggettive.

 

PENSIONI

La riforma delle pensioni è stata introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021, il provvedimento non dovrebbe subire variazioni. Spetterà poi al governo in carica tra due anni decidere se rinnovare o meno la misura. Impossibile che la Lega decida di tagliare Quota 100, misura da lei stessa voluta, nonostante le pressioni dell’Unione Europea. Fino al 2021, quindi, ai lavoratori verrà data la possibilità di andare in pensione a 62 anni (con 38 anni di contributi). Se il Movimento 5 Stelle formerà un nuovo Governo con il PD potrebbero essere attivati interventi meno costosi di Quota 100 e di un’eventuale Quota 41 per tutti (su cui però il Movimento 5 Stelle sembra puntare molto) così da abbassare la spesa previdenziale come richiesto dall’Unione Europea.

 

AUMENTO IVA

Il disegno di legge di bilancio va presentato alle Camere prima del 20 ottobre. La Lega sostiene che se si andasse al voto ad ottobre ci sarebbe il tempo per approvare la legge finanziaria entro il 31 dicembre. Gli altri dubitano affermando sia reale il rischio di un esercizio provvisorio. Ciò significa che lo Stato potrà spendere ogni mese un dodicesimo di quanto autorizzato, si dividerà per dodici la spesa del 2019 e ogni mese si potrà spendere solo quella determinata cifra. Una delle conseguenze sarebbe quella di un aumento dell’imposta sul valore aggiunto: l’IVA. Secondo quanto previsto dalla legge di bilancio 2018 l’Iva ordinaria passerebbe dal 22% al 25,2% e quella agevolata dal 10% dal 13%. Per evitare tale aumento il Governo in carica dovrebbe trovare 23 miliardi di euro e approvare un decreto legge – da sottoporre però anche alla Commissione Europea entro il 15 ottobre – per sospendere le clausole di salvaguardia oggi in vigore. L’aumento dell’Iva potrebbe invece mettere in seria difficoltà le fasce sociali meno abbienti: secondo Confercenti la mannaia sui consumi costerà mediamente 687 euro l’anno a famiglia. Se il governo riuscisse ad insediarsi tra fine novembre e inizio dicembre avrebbe forse il tempo di approvare una manovra-ponte per scongiurare l’aumento dell’Iva e finanziare le spese indifferibili.

SCUOLA

Il mondo della scuola potrebbe risentire negativamente della crisi di governo e di un’eventuale caduta proprio a partire dagli attesissimi concorsi per stabilizzare i precari portando al rinvio di importanti decisioni. Potrebbe infatti facilmente saltare l’accordo trovato tra le parti sociali ad aprile in merito ai provvedimenti per migliorare la scuola italiana. L’intesa prevedeva maggiori risorse per gli stipendi degli insegnanti (aumento che ora potrebbe venire meno) e una serie di soluzioni volte alla risoluzione della situazione dei precari, in particolare coloro che insegnano da oltre 36 mesi, che prevedevano concorsi ad hoc per l’immissione in ruolo. Tutte queste misure necessitano di una serie di risorse che sarebbero dovute essere stanziate grazie alla legge di Bilancio 2020 che, con la crisi di governo attuale, non si sa da chi e quando verrà varata. Le difficoltà che l’esecutivo sta incontrando rischiano di bloccare i concorsi, con tutte le conseguenti difficoltà nella ripresa della scuola a settembre.

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