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‘Ndrangheta, a tre anni dagli arresti sequestrati 15 milioni di euro

La cosca attraverso la gestione occulta di imprese con la compiacenza di esponenti politici è riuscita ad infiltrarsi nei sistemi di aggiudicazione dei lavori pubblici

 

GENOVA – Sequestrati beni per 15 milioni a Carmelo Gullace e alla moglie Giulia Fazzari, oltre che a Orlando Sofio e a Marianna Grutteria, tutti arrestati nel 2016 nell’inchiesta Alchemia. L’inchiesta aveva portato a 42 misure cautelari a carico di soggetti affiliati e contigui alle cosche di ‘ndrangheta reggine Raso-Gullace-Albanese e Parrello-Gagliostro, accusate di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, intestazione fittizia di beni e societĂ . La Dia di Genova, coordinata dalla direzione distrettuale di Reggio Calabria, ha messo i sigilli su conti correnti, depositi bancari, beni mobili, 7 societĂ , immobili, nelle provincie di Savona, Alessandria e Reggio Calabria. Le indagini patrimoniali della Dia di Genova hanno svelato un quadro di contiguitĂ  di Gullace e la moglie alla cosca Raso-Gullace-Albanese, forza motrice della loro affermazione imprenditoriale.

 

 

Gullace è considerato dagli investigatori figura apicale della cosca, con ruolo direttivo e di comando, in quanto referente dell’articolazione ‘ndranghetistica in Liguria e in Piemonte per la risoluzione di controversie, per il mantenimento dei contatti con gli esponenti di spicco di altre articolazioni territoriali della ‘ndrangheta, per la condivisione di interessi imprenditoriali, anche al di fuori del territorio italiano, per il reimpiego di proventi delle attivitĂ  delittuose. Per gli inquirenti, Sofio, ritenuto partecipe della cosca Raso-Gullace-Albanese, è uomo di fiducia di Gullace col ruolo di referente piemontese, e ha l’incarico di tenere i rapporti con la cosca Piromalli di Gioia Tauro, di reperire prestanome per l’intestazione fittizia delle attivitĂ  imprenditoriali riconducibili al sodalizio criminoso e di curare gli interessi economici comuni con la cosca Gagliostro-Parrello di Palmi nell’ambito degli appalti per le pulizie in Calabria, nella produzione di lampade e nell’acquisto di autonoleggi in Lombardia.

 

 

Sofio e Grutteria avrebbero rafforzato la cosca attraverso la gestione occulta di imprese operanti in settori economicamente sensibili, tentando di infiltrarsi, con la compiacenza di esponenti politici e imprenditoriali, nei sistemi di aggiudicazione dei lavori pubblici, attraverso il meccanismo dei subappalti. Se Carmelo Gullace, secondo gli investigatori, aveva un ruolo apicale, un posto speciale nell’organizzazione spettava alla moglie Giulia Fazzari. Secondo la Direzione investigativa antimafia, la donna avrebbe avuto il ruolo di mantenere rapporti con gli amministratori dei comuni della provincia di Savona, finalizzati all’acquisizione di appalti pubblici, nonchĂ© di organizzare trasferte in Brasile per riciclare proventi delittuosi della cosca di appartenenza, attraverso l’acquisizione di proprietĂ  immobiliari.