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Report droga, nel 2018 sequestrati in Italia 123.000 chili. Due tonnellate e mezzo in Calabria

Il numero di operazioni antidroga nel nostro Paese è stato il secondo più elevato di sempre. Calano i sequestri di cocaina mentre aumentano quelli di eroina e di droghe sintetiche sempre più usate dai giovani. I maggiori sequestri in Sicilia con 29.164,24 chilogrammi di droga e 78.178 piante di cannabis. La Calabria al sesto posto con 2.512,51  chilogrammi sotto sequestro. Il 2018 sarà ricordato per il sequestro record di 268 kg di droga occultati in un container al porto di Genova

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Presentato come ogni anno il report annuale riassuntivo delle attività e dei risultati ottenuti dal nostro Paese nella lotta al traffico illecito delle sostanze stupefacenti redatto dalla direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa). Il quadro di situazione inerente al 2018 non si distacca significativamente da quello degli anni precedenti anche se alcuni aspetti richiedono un cenno di approfondimento. Resta praticamente immutato il dato delle operazioni antidroga e quello delle denunce all’Autorità Giudiziaria: la situazione che emerge è in linea con il 2017 ed è ai massimi rispetto ai valori espressi nella serie decennale. Per le operazioni antidroga il dato è addirittura il secondo più elevato di sempre mentre per il numero delle denunce bisogna risalire fino al 2011 per trovare livelli analoghi a quello dello scorso anno. Gli scostamenti registrati, in positivo e in negativo (+0,64% per le segnalazioni e -1,55% per gli interventi di polizia) rappresentano comunque oscillazioni non indicative di un’effettiva modificazione del contesto operativo.

Nel 2018 le forze di Polizia hanno sequestrato in tutta Italia oltre 123 tonnellate di sostanze stupefacenti. Da un punto di vista geografico, ad emergere come valore assoluto rispetto alle altre regioni è la Sicilia con 29.164,24 chilogrammi di droga e 78.178 piante di cannabis sequestrate, seguita dalla Puglia (18.431,32 kg), dalla Campania (10.491,25 kg ), dal Lazio (9.784,16 kg), dalla Lombardia (6.411,53 kg), dalla Calabria (2.512,51 kg), dalla Toscana (2.161,32 kg) e dalla Liguria (1.837,50 kg).

I valori più bassi si sono avuti in Molise (29,61 kg) e in Valle d’Aosta (1,89 kg). Rispetto al 2017, sono stati registrati aumenti consistenti nei sequestri in Basilicata (+7.365,60%), in Sicilia (+958,87%), in Friuli Venezia Giulia (+151,33%) e in Campania (+131,03). In percentuale, i cali più vistosi sono stati registrati in Molise (-99,02%), in Emilia Romagna (-92,28%), in Abruzzo (-90,87%), nelle Marche (-89,74%) e in Trentino Alto Adige (-75,38%). Prendendo in esame le macro aree, nel 2018 il Sud e Isole è in testa con il 70,42% dei sequestri complessivi, seguito dal Nord con il 15,33% e dal Centro con il 14,25%.

Sequestri record di eroina, calano quelli di cocaina e marijuana

Con riguardo ai sequestri di droga alcuni scostamenti meritano, invece, un’attenta sottolineatura. Se, infatti, l’ammontare complessivo dei volumi sequestrati è il più alto dal 1985 ad oggi (fatta eccezione per il 2014, in cui fu registrato un quantitativo di poco superiore), il dato nazionale per singola sostanza mostra anche quest’anno aumenti significativi a proposito dell’eroina (+59,52%) e delle droghe sintetiche nella presentazione in dosi (+37,31%), alle quali si aggiungono, invertendo i rispettivi trend, i valori relativi alle piante di cannabis (+93,93%), e all’hashish (+318,50%).

Per contro, continuano a decrescere i volumi della cocaina (-11,70%), mai così in basso dal 2004, mentre, con una netta inversione di tendenza, si riducono i sequestri di marijuana (-58,01%), che restano però ai massimi della serie decennale, escludendo il biennio 2016-2017. Si conferma dunque, attraverso il dato dei sequestri, mai così consistenti dal 2009, la ripresa dei traffici di eroina nel nostro Paese, sostenuta verosimilmente da un consolidamento della domanda di questo stupefacente nel mercato di consumo nazionale. Il 2018 sarà ricordato per un sequestro record di tale droga, 268 kg occultati in un container marittimo intercettati dal dispositivo dicontrollo nel Porto di Genova.

Droghe sintetiche in crescita tra i giovani

Anche se in termini assoluti i volumi appaiono ancora particolarmente contenuti, l’incremento registrato conferma la crescente diffusione di questo tipo di droga soprattutto tra le fasce giovanili. La minaccia, anche per un sostanziale disimpegno da tali traffici delle criminalità organizzata, non è ancora ai livelli delle altre sostanze, ma è ipotizzabile che, a partire dai prossimi anni, il dispositivo di contrasto dovrà fare i conti con questo
fenomeno e con le sue insidiose modalità di implementazione dell’offerta: ordini telematici e transazioni via web che utilizzano per recapitare lo stupefacente il vorticoso circuito delle spedizioni postali che, negli ultimi anni, grazie all’ e-commerce, ha raggiunto numeri particolarmente elevati. Affine a quello delle droghe sintetiche è il fenomeno della cosiddette Nuove Sostanze Psicoattive, prodotti per la maggior parte di origine sintetica, frutto di una continua azione di elaborazione delle strutture chimiche di base di psicotropi già sottoposti a controllo volta ad evitare da parte delle organizzazioni criminali il loro inserimento nelle Tabelle internazionali delle sostanze proibite. Il 2018 segna ancora un triste primato: sono dell’11 e del 20 settembre 2018 le comunicazioni del Sistema Nazionale di Allerta Precoce dei primi due decessi (uno occorso nel 2017) in Italia causati dai famigerati omologhi di sintesi del Fentanil. Anche se tali sostanze non sono oggi ancora particolarmente diffuse nel nostro Paese, è necessario tenere alta la guardia per evitare di essere colti di sorpresa da un nuovo fenomeno di consumo che
per alcuni Stati oltreoceano rappresenta ormai una vera e propria emergenza per la salute pubblica. Quanto agli scostamenti negativi nei sequestri, quello relativo alla cocaina non può indurre a facili ottimismi in ragione di una riduzione effettiva della minaccia.

Cocaina resta il principale business dei criminali

In termini assoluti, è opportuno sottolinearlo, sono oltre 3,6 le tonnellate di cocaina sottratte al mercato illegale, un quantitativo ben 4 volte superiore a quello dell’eroina intercettata nel medesimo periodo, e circa 13.000 i responsabili denunciati all’Autorità Giudiziaria perché coinvolti, a vario titolo, nei traffici illeciti di questa sostanza che, ancora oggi, rappresenta il principale business dei maggiori sodalizi criminali nazionali e internazionali. Analogamente, la flessione registrata nel volume complessivo di marijuana caduta in sequestro, dimezzato rispetto all’anno precedente, più che una vera e propria inversione di tendenza nei flussi illeciti di questa droga verso il territorio nazionale, sembra piuttosto la risultante di una netta riduzione dell’entità dei carichi di stupefacente in rotta nell’Adriatico. Tenuto conto che lo sforzo investigativo nei confronti di questo fenomeno, come dimostrano i dati delle operazioni e delle denunce, è rimasto sui livelli degli anni precedenti, il raffronto tra le due ultime annualità, in termini di entità dei carichi, mostra differenze sensibilissime: se nel 2017 erano state 60 le tonnellate di “erba” intercettate all’esito dei 30 sequestri più consistenti, nel 2018, il dato speculare non supera le 24,7 tonnellate.

E se restano immutate le direttrici del traffico che attingono i confini dello Stato, l’analisi delle operazioni effettuate consente qualche riflessione in chiave di caratterizzazione e potenziamento dell’azione di contrasto al narcotraffico. Per questi sodalizi criminali, come più volte ricordato, il traffico delle sostanze stupefacenti resta «il principale moltiplicatore di ricchezza», tenuto conto che i suoi utili sono di gran lunga i più rilevanti fra quelli generati da qualsiasi altra attività umana, sia lecita che illecita.  Dunque, ancora oggi, la partita del contrasto al narcotraffico resta decisiva, sia perché è indispensabile contenere la diffusione degli stupefacenti, che ha riflessi sulla salute e l’ordine pubblico, sia perché contrastando il narcotraffico si diminuisce la forza e l’efficienza, in una parola, la ricchezza, delle organizzazioni criminali e di tutta la complessa filiera che ruota intorno ad esse.  Sulla base di questa considerazione, occorre declinare, sul piano operativo, misure utili ad orientare l’azione di contrasto non più solo verso il sequestro delle partite ma anche verso ben più articolate e strutturate indagini che, partendo dai Paesi di produzione e transito delle sostanze stupefacenti, consentano l’avvio di iniziative investigative nei confronti delle organizzazioni che gestiscono e utilizzano tali traffici illeciti.

Stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di droga

Il dato relativo agli stranieri coinvolti nel traffico e nello spaccio di sostanze stupefacenti è in linea con la rilevazione dell’anno precedente (+0,99%): il loro numero, 14.217 unità, di cui oltre 9.986 in stato di arresto, continua a rappresentare il 39,77% di tutti i denunciati per questo tipo di reato. Si tratta, in prevalenza, di manovalanza extracomunitaria – per gran parte di provenienza marocchina, nigeriana, albanese, tunisina, gambiana e senegalese – addetta allo smistamento dello stupefacente nelle piazze di spaccio nazionali, tenuto conto che, laddove si prenda in considerazione la partecipazione al medesimo reato nella sua dimensione associativa, il numero degli stranieri, pur evidenziando un incremento percentuale del 60,85% rispetto al 2017, si attesta a poco meno di 800 unità.

Una specifica sottolineatura è da riservare agli incrementi percentuali degli stranieri e dei minorenni coinvolti nelle operazioni di spaccio rispettivamente dell’eroina e delle droghe sintetiche nonché della resina di cannabis, le tre tipologie di sostanze per le quali, come accennato, sono stati registrati aumenti nelle quantità sequestrate. Benché la rilevazione 2018 si attesti sulle stesse percentuali di incidenza dell’anno precedente, cresce dell’8,31% il numero degli stranieri responsabili della distribuzione e parcellizzazione dell’eroina, soprattutto tra quelli di nazionalità nigeriana, tunisina, marocchina, albanese e pakistana, e del 35,60% quello attinente alle droghe sintetiche, in questo caso, con una maggiore incidenza di cittadini filippini, tunisini, marocchini e albanesi. Di preoccupante rilievo è, invece, l’aumento del 26,15% dei minorenni responsabili del reato di cessione di hashish, una delle presentazioni della cannabis più utilizzate da giovani e giovanissimi, anche se complessivamente il numero dei minori segnalati all’Autorità Giudiziaria, nel 2018, è stato pari al 3,57% del totale delle persone segnalate a livello nazionale, e ha evidenziato un decremento del 6,73% rispetto all’anno precedente. Solo il 19,53% dei minori denunciati è di nazionalità straniera, in particolare tunisina, marocchina, romena, senegalese ed egiziana, mentre il rimanente 80,47% è di nazionalità italiana.

Cresce il numero di morti per overdose

Crescono per il secondo anno consecutivo le morti per overdose che, nel 2018, segnando un aumento del 12,84% rispetto all’anno precedente, raggiungono quota 334, con un incremento pari a 38 unità. In circa la metà dei casi, la causa del decesso è da attribuire al consumo di oppiacei (154 casi all’eroina, 16 al metadone, 1 al furanilfentanil). Dal 1973, anno in cui hanno avuto inizio le rilevazioni in Italia sugli esiti luttuosi per abuso di droga, sono complessivamente 25.405 i morti causati dal consumo di stupefacenti.

SCARICA IL REPORT 2018 DELLA DIREZIONE CENTRALE PER I SERVIZI ANTIDROGA