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Crollo delle nascite, il Governo: “assegno da 100 a 300 euro per i figli fino a 26 anni”

L’annuncio arriva direttamente dal Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana “in questo modo riusciremo a contrastare il calo demografico. Gli incentivi alla natalità devono essere considerati come un investimento

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La recessione demografica che sta colpendo l’Italia, ormai dal 2015 si è trasformata in un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d’Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un’epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell’epidemia di ‘spagnola. A certificare il crollo l’Istat presentando il Rapporto annuale. Per trovare una situazione comparabile occorre tornare indietro di circa un secolo. Secondo i dati provvisori relativi al 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita oltre 439 mila bambini, quasi 140 mila in meno rispetto al 2008. D’altra parte il 45% delle donne tra i 18 e i 49 anni, qui i dati si fermano al 2016, non ha ancora avuto figli. Ma coloro che dichiarano che l’avere figli non rientra nel proprio progetto di vita sono meno del 5%. Sono i migranti ad attutire il calo demografico visto che  saldo migratorio con l’estero, positivo da oltre 40 anni, ha limitato gli effetti del calo demografico. I cittadini stranieri residenti in Italia al gennaio 2019 sono di 5,2 milioni (l’8,7% della popolazione). I minori di seconda generazione sono 1 milione e 316 mila, pari al 13% della popolazione minorenne; di questi, il 75% è nato in Italia (991 mila).

Fontana un assegno dai 100 ai 300 euro

Numeri sempre più allarmanti ai quali il Governo prova a dare un freno con investimenti economici alla natalità. La soluzione individuata è un assegno per ogni bambino nato che va dai 100 euro fino a 300 euro ma, cosa del tutto nuova sarà corrisposto fino ai 26 anni. Ad annunciarlo il Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana in un’intervista al Tg5 “”Il governo lavora a un assegno unico che va dai cento ai trecento euro per ogni bambino dai zero fino ai 26 anni: credo che in questo modo riusciremo a contrastare il calo demografico. Tenteremo anche a livello europeo di far capire alla Commissione europea che gli incentivi alla natalità devono essere considerati come un investimento“.