Burnout: "9 medici su 10 schiacciati dallo stress. Gli italiani i più esauriti d'Europa" - QuiCosenza.it
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Burnout: “9 medici su 10 schiacciati dallo stress. Gli italiani i più esauriti d’Europa”

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L’OMS ha riconosciuto ufficialmente il burnout come sindrome. Secondo Medscape per il 50% dei medici la sindrome influisce sulle cure ai pazienti. Consulcesi lancia campagna #BurnoutInCorsia per raccogliere le testimonianze dei camici bianchi

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Notti in bianco, seguite da riposi troppo brevi prima di un nuovo turno in corsia. Da soli a seguire decine di pazienti con sulle spalle la responsabilità della salute e della vita dei malati. Condizioni che causano specialmente tra i medici ospedalieri, oltre che profonda insoddisfazione lavorativa, vere sindromi da esaurimento in percentuale maggiore rispetto alle altre professioni. Lo sottolinea il segretario nazionale del sindacato CoAS Medici dirigenti Alessandro Garau, ricordando anche la decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità di riconoscere la sindrome del burnout, il cosiddetto stress da lavoro.

Consulcesi, gruppo di riferimento per 100 mila medici, sottolinea che secondo un’indagine condotta in 12 Paesi dall’European General Practice Research Network, i camici bianchi italiani hanno un livello di stress quasi doppio (43%) rispetto alla media europea (22%). E per questo lancia sulla sua pagina Facebook la campagna #BurnoutInCorsia, con l’obiettivo di condividere e approfondire le esperienze che portano alla sindrome da burnout tra gli operatori sanitari.

I principali fattori di stress

Turni massacranti ed un eccessivo carico di lavoro specie nel periodo notturno inducono performance cognitive paragonabili a quelle che si hanno con un tasso alcolico di 0.4-0.5%. Aumenta inoltre il rischio di malattie cardiovascolari dell’operatore, si assiste a un peggioramento oggettivo delle performance cognitive e quindi ad un incremento del rischio clinico. Per il 34% dei medici il lavoro è troppo e alla lunga diventa insostenibile. Reparti duplicati e gestione di un carico di pazienti aggiuntivo per mancanza di personale, a cui spesso si uniscono inefficienze a livello di organizzazione e gestione del sistema. Altro fattore di stress è l’aumento delle incombenze burocratiche da sbrigare, spesso duplicate a seconda dei sistemi informativi, e accessorie rispetto alla pratica della medicina. Le pratiche burocratiche e l’aumento delle attività amministrative sono fattori percepiti in modo estremamente negativo da più del 59% dei medici.  Aspettative crescenti ed esagerate da parte dei pazienti, che arrivano dal medico con false convinzioni e informazioni spesso trovate online. In seguito all’aumento delle denunce per malpractice, il medico si trova a mettere in atto pratiche di medicina difensiva che influiscono sul corretto e sereno esercizio della sua professione.

burnout medici

Negli Stati Uniti le cose non vanno meglio. Il Report 2019 realizzato dal portale scientifico Medscape National Physician Burnout, Depression & Suicide, riferisce che il 50% degli operatori sanitari intervistati ha affermato che il burnout influisce sulla cura dei pazienti. I dati si riferiscono a un campione di 15.069 medici di 29 specialità diverse, ascoltati tra fine luglio e metà ottobre 2018: il 44% degli intervistati ha avuto a che fare con i sintomi del ‘burnout’, percentuale in aumento rispetto al dato della precedente analisi (42%). Il 53% ha confessato che questo stato “ha influito sull’assistenza del paziente”, il 26% ha dichiarato “di essere meno motivato” e il 14% “ha detto di aver commesso errori che non avrebbe fatto se non fosse stato così stanco”.

Italia

Eroina in offerta con il 3×2, ventisei misure cautelari anche nel Cosentino

Il blitz da Catania fino alla provincia di Cosenza, contro un gruppo criminale a conduzione familiare che vendeva la droga anche con la ‘promozione’ di 3 dosi a costo di 2

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CATANIA – E’ stata ribattezzata proprio “3×2” per sottolineare la ‘promozione’, lanciata sui cellulari dei clienti abituali, di un gruppo di spacciatori che applicavano persino l’offerta di tre dosi di eroina al prezzo di due. Un gruppo a conduzione familiare sgominato da Carabinieri di Catania che stanno eseguendo un’ordinanza nei confronti di 26 persone. I reati ipotizzati dal gip, a vario titolo, sono associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e spaccio di droga. L’operazione viene eseguita nelle provincie di Catania, Messina, Palermo, Enna, Cosenza e Benevento da oltre 200 carabinieri del comando provinciale del capoluogo etneo. Le indagini, hanno consentito di scardinare un sodalizio attivo nel capoluogo e nei paesi etnei di Misterbianco, Adrano, Mascalucia, San Giovanni La Punta e Piedimonte Etneo.

Secondo l’accusa, con un preciso modus operandi, il gruppo si occupava della vendita, all’ingrosso e al dettaglio, di partite di eroina, approvvigionando anche altre organizzazioni malavitose dell’hinterland. Dall’indagine è emerso un articolato sistema di gestione del traffico di stupefacenti, i cui proventi illeciti, stimati in diverse centinaia di migliaia di euro, circa 3.000 al giorno, venivano sia reinvestiti nel mercato della droga, attraverso l’acquisto di circa 3 chili di eroina al mese.

I soldi erano utilizzati per il mantenimento dei vertici dell’associazione e dei pusher, pagati con una sorta di ‘stipendio fisso’ più una ‘commissione’ sul quantitativo smerciato. In particolare, rivela la Procura di Catania, “il sodalizio, al fine di aumentare i volumi di vendita, inviava sui cellulari dei clienti abituali, delle vere e proprie “offerte promozionali 3×2” pubblicizzando la possibilità di acquistare tre dosi al costo di due.

Dei 26 soggetti raggiunti dalla misura cautelare, 9 sono finiti in carccere mentre per altri 4 è stato disposto l’obbligo di dimora e di presentazione alla Polizia giudiziaria. Denunciate in stato di libertà altre 12 persone. Durante l’indagine sono state arrestate in flagranza di reato 8 persone e deferite altre 3, nonché sono stati recuperati oltre 600 grammi di eroina.

Al vertice del gruppo che è accusato di spacciare eroina a Catania e provincia, secondo la Procura etnea, ci sarebbe stato “il nucleo familiare riconducibile a Antonio Mannino, all’epoca detenuto agli arresti domiciliari, il quale attraverso i suoi due figli Domenico e Salvatore, avrebbero gestito il traffico illecito servendosi di molteplici sodali o gruppi criminali, ognuno avente una specifica area geografica di competenza”.

I tre non sono colpiti dall’ordinanza perché già destinatari di provvedimenti cautelari in altro procedimento penale per lo stesso tipo di reato L’indagine, sviluppata mediante attività di intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre che attraverso videoriprese e pedinamenti, sembra aver disvelato l’operatività di uno stabile sodalizio criminale, strutturato secondo una precisa suddivisione territoriale e con una ‘cassa comune’.

Il sodalizio, con l’uso di telefonini forniti dai Mannino e muniti di sim intestate a extracomunitari, avrebbe organizzato il traffico e l’approvvigionamento della droga, realizzando anche ‘sponsorizzazioni‘ dell’eroina attraverso celati sms, come ad esempio proposte di 3 dosi di eroina al costo di 2, da qui il nome dell’indagine 3X2. Il sodalizio si sarebbe occupato sia della cessione al dettaglio sia di rifornire altri gruppi della provincia etnea come, ad esempio quello di origine rom sinti dei “camminanti” di Adrano.

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Calabria

Bancarotta e truffa: 4 arresti e sequestro di imprese di rifiuti tra Sicilia e Calabria

Uno dei quattro soggetti arrestati avrebbe utilizzato i fondi di una delle cooperative fallite per pagare debiti personali. Scoperti anche dipendenti in nero

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CATANIA – La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito quattro misure cautelari, due in carcere e due ai domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti, indagati a vario titolo, tra l’altro, per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale per distrazione, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio. Sotto sequestro anche due compendi aziendali, operanti in Sicilia, Calabria, Puglia e Lombardia nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, e un immobile, per un valore complessivo di quattro milioni e mezzo di euro.

Le indagini hanno riguardato in un primo momento due cooperative catanesi operanti nel settore della raccolta di rifiuti, entrambe dichiarate fallite anche a causa degli ingenti debiti, pari a oltre 18 milioni di euro, maturati nei confronti dell’Erario. Da successivi approfondimenti è stato possibile scoprire l’esistenza di molteplici atti distrattivi a danno delle due imprese, secondo il noto schema dello svuotamento delle aziende indebitate per consentire la prosecuzione delle attività, tramite nuovi e non gravati soggetti giuridici, lasciando insoluti i debiti nel frattempo accumulati.

Società ‘spogliate’ dei beni

In particolare, nell’attuale stato del procedimento in cui non è stato ancora instaurato il contraddittorio con le parti, si sarebbe appurato che tali cooperative, gestite a vario titolo dai destinatari delle misure cautelari, sarebbero state spogliate nel tempo di tutti i beni e dei proficui contratti in essere con i propri clienti a favore di altre società operanti in Catania e riconducibili alle stesse persone. Uno degli arrestati avrebbe utilizzato i fondi di una delle cooperative fallite per pagare debiti personali, costituiti da mutui ipotecari peraltro intestati a soggetti terzi consapevoli per suo conto. Accertato anche l’impiego illecito e la remunerazione “in nero” di personale dipendente presso le società d’interesse per permettere loro di beneficiare indebitamente dell’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS.

 

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Italia

Concorso Guardia di Finanza 2022: 1.410 posti. Bando aperto ai civili diplomati

Possono partecipare al bando di concorso tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto il 18° anno di età e non ne abbiano ancora compiuto 26

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ROMA – È stato finalmente bandito il nuovo Concorso Allievi Finanzieri da 1.410 posti, per l’accesso alla carriera iniziale nella Guardia di Finanza: la procedura è aperta ai civili in possesso di un diploma. È possibile inoltrare la domanda entro il 2 Gennaio 2023. Possono partecipare tutti i cittadini che abbiano compiuto il 18° anno di età e fino a 25 anni (26 non compiuti).

Come funziona e come partecipare

In totale, i posti disponibili sono 1.410, così suddivisi:

1.170 del contingente ordinario di cui:
– 693 riservati ai volontari in ferma prefissata delle Forze armate;
– 477 aperti ai civili;

240 del contingente di mare di cui
– 168 riservati ai volontari in ferma prefissata delle Forze armate ripartiti tra le specializzazioni «Nocchiere», «Motorista navale», «Operatore di sistema»;
– 72 destinati agli altri cittadini italiani ripartiti tra le specializzazioni «Nocchiere», «Motorista navale», «Operatore di sistema».

Ci saranno posti per civili?

Sì, in totale 549 posti sono riservati ai civili. Tutti i posti saranno a tempo pieno ed indeterminato.

Requisiti di partecipazione

Il titolo di studio richiesto per la partecipazione è il diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Tuttavia, i volontari delle Forze Armate in servizio al 31 Dicembre 2020 possono partecipare con il possesso della licenza media. Potranno partecipare coloro che abbiano, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, compiuto il 18° anno e non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età. Il limite anagrafico massimo è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato e, comunque, non superiore a tre anni per coloro che, alla data del 6 luglio 2017, svolgevano o avevano già svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato.

Come posso inoltrare la domanda di partecipazione?

La domanda di partecipazione può essere presentata attraverso il portale concorsi Guardia di Finanza.

Per poter partecipare dovrai possedere:
– lo SPID: se non ce l’hai ancora, scopri come ottenerlo leggendo questa guida;
– una PEC intestata a te: per scoprire come attivarla velocemente in 30 minuti leggi questa pagina.

Il bando non prevede il pagamento di alcuna tassa di iscrizione. È possibile partecipare entro il 2 Gennaio 2023.

Il concorso si articolerà nelle seguenti prove:

– prova scritta di preselezione;
– prova di efficienza fisica;
– accertamento dell’idoneità attitudinale;
– accertamento dell’idoneità psico fisica;
– valutazione dei titoli.

La prova scritta d’esame consiste in un questionario a risposta multipla su argomenti di cultura generale e scolastica (italiano, storia ed educazione civica, geografia e test logico matematici).

In particolare, il test è composto da 90 domande, di cui:
– 35 domande di logica matematica;
– 25 domande di grammatica e sintassi della lingua italiana;
– 30 domande di storia, geografia ed educazione civica (10 per ogni materia).

In cosa consiste la prova di efficienza fisica?

Le prove di efficienza fisica sono volte ad accertare il livello di preparazione atletica dei candidati e si differenziano in base al tipo di contingente.

Per il contingente ordinario, le prove obbligatorie sono le seguenti:
– salto in alto;
– corsa piana 1000 metri;
– piegamenti sulle braccia.

Inoltre, è necessario affrontare una prova facoltativa a scelta tra:
– corsa piana 100 metri;
– prova di nuoto 25 metri stile libero.

Per il contingente di mare, le prove obbligatorie sono le seguenti:
– salto in alto;
– corsa piana 1000 metri;
– prova di nuoto 25 metri stile libero.

Inoltre, è necessario affrontare una prova facoltativa a scelta tra:
– corsa piana 100 metri;
– piegamenti sulle braccia.

Gli accertamenti si articolano in:
– test attitudinali, per valutare le capacità di ragionamento;
– test di personalità per acquisire elementi circa il carattere, le inclinazioni e la struttura psicologica del candidato;
– questionari biografici e/o motivazionali, per valutare le esperienze di vita passata e presente nonché l’inclinazione a intraprendere lo specifico percorso;
– colloquio attitudinale, a cura di ufficiali periti selettori, per un esame diretto dei candidati, alla luce delle risultanze dei predetti test e questionari;
– eventuale secondo colloquio a cura di uno psicologo.

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